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02 per la Famiglia 20 giugno 2015Riceviamo e pubblichiamo

Alla ripresa dei lavori al senato sul ddl Cirinnà continua a regnare la confusione e il tentativo di manipolazione ideologica. la maggioranza della Commissione giustizia si è resa ben conto - grazie anche alla opposizione di alcuni senatori di aP, fi e lega - di quanto fosse priva di senso l’espressione “istituto giuridico originario”, con la quale si pensava di qualificare le unioni civili; ma il rimedio dopo la votazione di ieri pomeriggio è una nuova presa in giro. Parlare di “specifica formazione sociale” per dire che l’unione civile è qualcosa di diverso dal matrimonio non serve a nulla se l’articolato prevede per le unioni un rito, come per il matrimonio, la disciplina del codice civile del matrimonio, la reversibilità, e soprattutto quella step child adoption che, oltre ad aprire la strada per ogni tipo di adozione per le coppie gay, di fatto rende possibile l’utero in affitto". nel sottolineare questo, massimo gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, ricorda che "la volontà degli italiani, così evidente in piazza san Giovanni a Roma il 20 giugno e nella raccolta delle firme in corso contro il ddl, va nella direzione opposta a quella di chi ritiene prioritario distruggere la famiglia invece che rilanciarla, per il bene dell’Italia".

roma, 3 settembre 2015


www.difendiamoinostrifigli.it
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