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desertRielaborato da una Fonte Facebook degli scritti di Fulton J. Sheen, da "La strada per la felicità: psicologia e vita cristiana" edizioni Mimep
 
1. Nega che esiste il peccato e il senso di colpa. Comincia affermando che sei responsabile solo del bene che fai, ma non del male. Insisti nella lode, nel riconoscimento ed onore di quello che consideri un lavoro ben fatto, ma attribuisci il male della tua vita a tuo padre o a tua madre, a tuo nonno o a tua nonna, o a chi ti chiamò a scuola idiota, oppure al fatto che la tua famiglia ha una macchina più modesta di quella dei ricchi vicini.
 
2. Ergiti quindi a giudice degli altri. Una volta negati il peccato e la colpa, procedi dichiarando tutti gli altri colpevoli così da impedire alla tua coscienza di formulare
un giudizio autentico e sanamente negativo nei tuoi confronti (2Samuele 12,13). Questo incessante giudizio delle colpe altrui attiverà in te il meccanismo dell’autogiustificazione e ti renderà più “innocente” che mai. Leggi avidamente articoli di gossip e ciarlieri o frequenta i reality, che hanno il sapore del pettegolezzo, perché questo ti aiuterà a reprimere la tua colpa effettiva, ritenendo gli altri più colpevoli di te.
 
3. Quando sei giudicato, reagisci immediatamente con l’irritazione. Fa’ crescere la tua ira in proporzione alla scoperta di quanto giusta sia la critica nei tuoi confronti. Se rifiuti di accettare il consiglio di tua moglie sulla strada da scegliere per un percorso, e la tua decisione si rivela sbagliata, arrabbiati con lei per non avertela spiegata con più chiarezza.
 
4. Dopo esserti irritato col prossimo, prenditela anche con Dio. Getta il ridicolo sulla religione, cerca errori negli individui che si professano religiosi e fanne il simbolo della Chiesa stessa; nutri un progressivo rancore verso Dio; infine, nega la Sua esistenza e fa’ di te stesso un dio. Come prima avevi proiettato la tua colpa sul fratello con l’ipercritica, così ora puoi alleviare la tua coscienza inquieta accusando della tua colpa Dio stesso.
 
5. Diventa duro, ostinato e ribelle. Se sei giovane, comincia a fracassare gli oggetti e ti sarà così possibile dar forza al tuo odio personale verso tutti, e verso Colui che tutti ha creato. La tua irritazione si trasformerà in ostinazione, quindi in aggressività, fino a quando ti accorgerai della «difficoltà di vivere con le persone», perché sono così incapaci di apprezzare le tue doti!
 
6. Va’ da uno psicanalista, non dallo psichiatra. Scegli particolarmente lo psicanalista che: A) ti dirà che ogni senso di colpa è anormale; B) ti assicurerà che hai bisogno di un’ulteriore liberazione attraverso la licenza sessuale; C) ti dirà che il falso senso di colpa è dovuto ad un complesso di Edipo se sei un uomo, e ad un complesso di Elettra se sei una donna. Evita con cura di leggere buoni libri di psichiatri quali Paul Tournier o di chiunque altro sostenga che le manifestazioni anormali del senso di colpa abbiano alla radice una colpa autentica.
A questo punto sarai colpito da una nevrosi in piena regola, quella che un grande psichiatra ha definito come: «l’incapacità di esonerarsi dalla colpa».
 
7. Soffoca al primo insorgere tutte le ispirazioni con cui Dio ti insegna che la negazione del peccato è peggiore del peccato stesso. Queste ispirazioni, che provengono anche dal subconscio, sono delle vere e proprie grazie, e per quanto ti spingano a riconoscere che negare una certa visione rende incurabile la tua cecità, soffocale immediatamente. Definiscile delle “stampelle”, e dì a te stesso: «Perché appoggiarmi ad un estraneo? Sono io il mio creatore, il mio salvatore. Il mio occhio ha luce sufficiente, il mio stomaco il cibo necessario, il mio orecchio non ha bisogno di armonie esterne, né la mia intelligenza di un maestro, il mio senso di colpa non ha bisogno di nessuno... io non ho peccato!». Sei ormai prigioniero della tua nevrosi. D’ora in poi, hai bisogno soltanto di renderla il meno pesante possibile. L’alcolismo ti sarà d’aiuto fino a che la testa non è di nuovo sgombra; poi sarai costretto a bere di nuovo per reprimere il senso di colpa; i sonniferi produrranno uno stato d’incoscienza, ma ti sentirai più a disagio dopo il risveglio. La tua tolleranza per l’umana miseria, la povertà, la malattia e l’infermità diminuirà sempre di più, perché queste ti ricorderanno che non dovresti spendere tutto ciò che hai solo per te stesso. Il cinismo ti spingerà a rifugiarti dietro insignificanti aforismi sulla vita come: «Se non ti aspetti nulla dalla vita, non sarai mai deluso». Torna alla mente l’osservazione di Simenon: «E se non respirerai, non ingoierai mai microbi».
Seguendo le regole appena descritte, svilupperai in te una nevrosi scaturita dall’innocenza e incolpevolezza della tua dolce vita, e dalla malvagità e brutalità della vita altrui. E in ultima analisi, qual è la tua nevrosi? La codardia. La ricerca di spiegazioni al posto del perdono, il malinteso che scambia la croce per una stampella. Quanto siamo stolti noi mortali!
Una stampella è qualcosa su cui ci appoggiamo, la croce è qualcosa che poggia su di noi: per guarirci. 
 
8. Scegliti il confessore e guida spirituale a tua immagine e somiglianza. Hai iniziato manipolando te stesso, il prossimo, Dio e così ora hai necessità di una autentica alle tue nevrosi. Fiat voluntas mea, e così testimoni di avere per padre non Dio ma il nemico. Parafrasando l'Ammonizione III di Francesco di Assisi (FF 151):
Vi sono infatti molti fedeli (laici e non) che, col pretesto di vedere cose migliori di quelle che indicano loro persone avvedute, i comandamenti, il magistero, la Chiesa, guardano indietro (Cfr. Lc 9,62) e ritornano al vomito (Cfr. Pr 26,11; 2Pt 2,22) della propria volontà. Questi sono degli omicidi e sono causa di perdizione per molte anime con i loro cattivi esempi e con le loro relazioni mortifere.