di Andrea Brenna04 gennaio 2024
Nonostante molteplici richieste in privato, avrei preferito non esprimermi pubblicamente riguardo Fiducia Supplicans, lo ritengo infatti un argomento che si colloca molto ai margini dell'interesse e delle necessità sociali (e quindi anche politiche); tuttavia, non avendo ancora letto o sentito dire ciò che pienamente penso, mi permetto ora e qui di farlo.
Dopo aver letto (riletto, riletto e riletto ancora...) tutto il testo della dichiarazione Fiducia Supplicans, dopo averci riflettuto e anche pregato su parecchio, sono immancabilmente giunto a una palese e assai serena riconferma della immanente ragione che solo qualche anno fa poteva essere scontata nei più ma che oggi è, a quanto pare, di non così chiara accessibilità a tutti:
le cosiddette "coppie" omosessuali, semplicemente, non sono coppie.
Sono singoli che agiscono e che decidono.
Singoli che non hanno alcuna rilevanza sociale (non esiste neppure un patto stabile tra loro, neanche a livello civile, in pochi sanno infatti che le c.d. "unioni civili" si sciolgono istantaneamente alla sola richiesta e per il volere immediato anche solo di una delle due singole parti), non sono nulla di paragonabile insomma alla coppia uomo donna (regolare o irregolare che sia) né dal punto di vista naturale né tantomeno civile.
L'essere coppia oppure no (per quanto mi riguarda morirò pensando che due uomini o due donne non sono mai stati, non sono e mai saranno una coppia perché è la ragione a dettarmi questa chiara certezza) vale sia per le benedizioni che per tutte (e dico proprio tutte) le molteplici scelte politiche che uno Stato è chiamato ordinariamente a compiere.
Le cosiddette "coppie" omosessuali non sono coppie.
Quindi Fiducia Supplicans sta sostanzialmente parlando di benedire il nulla o due singoli, decidete voi.
Si può (e si poteva) certo evitare di spendere centinaia di parole inutili in questa direzione.
Io chiudo con queste due:
Cognitio Supplicans.