"La Caritas in veritate, nella ricchezza dei suoi contenuti quale documento magisteriale e pastorale, propositivo e interpretativo della complessità economica e sociale del Terzo Millennio, riporta l'uomo al centro di un nuovo umanesimo, i cui valori sono la carità e la verità". Lo ha ricordato questa mattina il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, nel discorso tenuto in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2009/2010 dell'Università europea di Roma. È fuori dubbio, ha detto il cardinale, "che proprio questi concetti suscitino oggi sospetto" o "siano oggetto di fraintendimento" ma "è importante chiarire di quale verità e di quale amore parli la nuova enciclica" perché "il Santo Padre ci fa comprendere che queste due realtà fondamentali non sono estrinseche all'uomo o addirittura imposte a lui in nome di una qualsivoglia visione ideologica, ma hanno un profondo radicamento nella persona stessa". Se la carità è "il principio delle micro e delle macro relazioni", ha aggiunto il card. Bertone, la verità "permette agli uomini di extrapolare le opinioni e le sensazioni individuali e di portarsi al di sopra - e oltre - delle determinazioni culturali e storiche". Nel percorso della “storia dell’umanità”, ha sottolineato il segretario di Stato vaticano, “non possiamo tralasciare di menzionare il fatto che essa è costellata di esperienze civili ed economiche originate da correnti e carismi spirituali”. L’Europa, ad esempio, “non sarebbe come oggi la conosciamo, anche sotto il profilo sociale ed economico, senza il movimento benedettino o quello francescano, da cui hanno avuto origine innovazioni fondamentali anche per quella che sarebbe poi diventata l’economia di mercato” mentre “le «reducciones» dei gesuiti in Sud America restano ancora oggi un esempio luminoso di civiltà”. “Figura chiave” in Europa, ha ricordato il cardinale, è Bernardo da Chiaravalle che percepì “fin da subito la novità” insita nel “rapido sviluppo delle abbazie” facendo “sorgere ben presto problemi di natura squisitamente economica”. È importante ricordare che “il pensiero e l’opera dei cistercensi confluiranno pochi secoli dopo nel grande fiume della tradizione francescana, vera e propria prima scuola di pensiero economico”. Queste ed altre esperienze, ha proseguito il card. Bertone, “ci insegnano che è nel tempo lungo della storia che l’uomo è chiamato a svolgere la sua missione terrena con dignità e libertà”
“Oggi siamo di fronte a un passaggio epocale radicale, un nuovo punto di svolta della civiltà”, ha dichiarato il cardinale, in cui “globalizzazione, liberalizzazione, nuove tecnologie, migrazioni globali, disuguaglianze sociali, conflitti identitari, rischi ambientali sono solo alcuni dei processi che segnano l’ingresso della civiltà nella rete della complessità”. La crisi finanziaria, ha proseguito il card. Bertone, è stata causata dalla “persistenza di gravi squilibri strutturali nell’economia mondiale”: “Si sono trascurate le dimensioni etiche della finanza” di cui è stata dimenticata la vera natura “di essere strumento nobile e positivo, che indirizza l’impiego delle risorse risparmiate lì dove esse favoriscono l’economia reale, il benessere, lo sviluppo di tutti gli uomini”. I guasti, “anche quelli morali”, della “attuale crisi finanziaria discendono proprio dall’insostenibilità di quei comportamenti che distruggono gli equilibri su cui si reggono la tenuta della società e le sue possibilità di sviluppo”. In questo senso, ha concluso il card. Bertone, è necessario “andare oltre, o meglio, ampliare con nuovi paradigmi la teoria del mercato e la teoria tradizionale dell’impresa nell’economia globalizzata, che deve essere sempre più rivolta all’etica e meno al profitto”.
© SIR - 24 novembre 2009
Bertone: L’UOMO AL CENTRO DI UN NUOVO UMANESIMO
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