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stop bullismo ideologicoFonte Facebook

Questa mattina, su mandato della Procura, la Questura e la Digos di Padova hanno eseguito perquisizioni locali e personali su tre attiviste trans-femministe del collettivo “Squeert”, legato a un centro sociale di estrema sinistra, in relazione alle scritte violente e intimidatorie apparse sui muri del centro cittadino la notte dello scorso 24 novembre.
Tra le varie scritte vandaliche (come “L’unico poliziotto buono è il poliziotto morto”) era presente anche lo slogan ormai puntualmente urlato durante le manifestazioni trans-femministe nei pressi della sede di Pro Vita & Famiglia a Roma: “Le sedi di Pro Vita si chiudono col fuoco, ma coi Pro Vita dentro, sennò è troppo poco”.
Le tre attiviste padovane sono indagate per danneggiamento aggravato e vilipendio alla Polizia. Pro Vita & Famiglia ha dato mandato ai suoi legali di valutare la possibilità di intervenire nel procedimento penale come parte lesa.
Denunciamo da tempo l’inasprirsi di un clima di odio, attacchi politici e menzogne mediatiche contro le associazioni e i cittadini impegnati per tutelare il diritto fondamentale alla Vita e garantire il diritto delle donne a reali alternative all’aborto, oggi del tutto assenti.
Chiediamo al Ministero dell’Interno e a tutte le autorità preposte di attenzionare questo grave fenomeno con sempre maggior serietà, essendo diventato ormai impossibile organizzare convegni o eventi Pro Vita senza il rischio di subire minacce preventive, attacchi o contestazioni violente.