Un grande convengo internazionale ha sviluppato, a cinquant'anni dalla morte, i molteplici tratti della personalità di un grande e scomodo protagonista della storia del XX secolo, don Luigi Sturzo.
A Catania, nei giorni scorsi, si è discusso, in modo molto rigoroso, ma non strettamente accademico, sul pensiero e l'azione, la personalità e il tratto umano e spirituale, sull'eredità del sacerdote di Caltagirone: impegnato nell'amministrazione locale come pro-sindaco della sua città, fondatore e segretario del Partito popolare nel 1919, poi esule a Londra e negli Stati Uniti e, infine, senatore a vita e rigoroso osservatore (e anche censore) della vita politica, amministrativa ed economica dell'Italia repubblicana. A Caltagirone, poi, è stato inaugurato un polo di eccellenza nel fondo già di proprietà della famiglia Sturzo, per il recupero e il reinserimento dei carcerati. È stata inoltre aperta la prima ala della casa-museo. È un programma, quello predisposto dalla Fondazione Di Vincenzo che, con Rinnovamento nello Spirito, ha organizzato l'evento, in collaborazione con gli Istituti scientifici e di ricerca intitolati a Sturzo, le istituzioni locali e molti altri enti, che sarebbe piaciuto allo stesso Sturzo: la ricerca, il confronto, il dibattito culturale rigoroso, ma aperto a tutti e non solo agli addetti ai lavori, e la concreta operosità, la realizzazione di iniziative cristianamente ispirate, capaci di incidere, in particolare sulle emergenze sociali più urgenti.
Ricordare, celebrare Sturzo, come prete, prima di tutto - lo hanno sottolineato il card. Angelo Comastri e mons. Mariano Crociata - come intellettuale, come politico, significa interrogarsi sulle prospettive, in particolare del cattolicesimo pubblico, in Italia e in Europa, oggi e nei prossimi anni.
Da diversi punti di vista è stato uno sconfitto, dall'altro risulta oggi sempre più evidente la grande originalità e la perenne suggestione di questa figura e della sua operosità. Dimostra infatti che è possibile - anche a costo di pagare di persona, di esporsi alla sconfitta - tenere insieme il realismo e la capacità di visione. Emergono così le parole-chiave del suo pensiero e della sua azione: libertà, popolo, civiltà, comunità. Fin dall'inizio del XX secolo, la sua idea è semplice: si tratta di rilanciare un dinamismo di sviluppo di civiltà, autenticamente popolare, in cui il ruolo del cristianesimo risulta decisivo, su un piano che non è solo quello nazionale, ma armonicamente si allarga all'orizzonte europeo e mondiale. Questo programma lo applica in tutti gli snodi di una storia accelerata di cui è testimone e protagonista. Intorno a questo dinamismo costruisce non solo analisi, ma un impegno concreto, fatto di opere molteplici.
In questo senso Luigi Sturzo è stato "imprenditore politico" nel senso più ampio e profondo del termine. In questo è esemplare e, dunque, conserva una grande attualità. Parla a tutti e sollecita tutti, con urgente pungolo.
© SIR - 5 ottobre 2009
ATTUALITÀ DI STURZO: NOTA SIR
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