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no pena di morteROMA, 6. A tre anni dall’inizio dell’iter procedurale, ieri il parlamento italiano ha approvato definitivamente il disegno di legge contro la tortura. Le nuove norme puniscono con il carcere da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi o con crudeltà, cagiona a una persona privata della libertà o affidata alla sua custodia «sofferenze fisiche acute» o un trauma psichico verificabile.
Gli anni di carcere salgono fino a un massimo di dodici se a commettere il reato è un pubblico ufficiale. Il Partito democratico ha mostrato apprezzamento per un testo considerato in linea con la Convenzione delle Nazioni unite ratificata dall’Italia nel 1984. Diverso il parere del centrodestra che invece ha visto nelle norme approvate un intento punitivo nei confronti delle forze dell’ordine. Per ragioni opposte, la legge non soddisfa appieno la sinistra più radicale, che si è astenuta considerando il testo approvato «debole», «poco incisivo» e «inefficace». Il Movimento 5 Stelle si è astenuto.

© Osservatore Romano - 7 luglio 2017