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principe ereditario AloisSiamo in Liechtenstein. A giugno il partito di opposizione Freie Liste (Lista Libera, di centrosinistra) e gruppi femministi come Women in Good Health e Women's Network avevano lanciato l’iniziativa Fristenlösung für Liechtenstein tesa a proporre un referendum sulla legalizzazione dell’aborto: possibilità di abortire entro la dodicesima settimana e di fornire informazioni mediche per incentivare l’aborto, nonché copertura assicurativa per i costi della procedura abortiva. Lo scorso 31 luglio i promotori hanno depositato presso la cancelleria del Governo 4.970 firme, più che sufficienti per indire il referendum. Nel Liechtenstein l’aborto è vietato, eccetto nelle seguenti ipotesi: se la vita della madre è a rischio, se vi è il pericolo di un grave danno alla sua salute fisica, in caso di stupro, se la madre è minore di 14 anni. Inoltre è vietata qualsiasi forma di pubblicità all’aborto. Da aggiungere che dal 2015 le donne che si recano all’estero per abortire (una quarantina in media) non vengono più perseguite penalmente.

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