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parolin intervista© www.agi.it 30 aprile - "In queste situazioni tutti gridano, cercando di tirare
acqua al loro mulino. Da parte del Papa e della Santa Sede si è cercato di fare tutto ciò che era possibile per aiutare la famiglia e assicurare al bambino un accompagnamento nel decorso della sua malattia, nonostante la prognosi infausta".
Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Francesco,
intervistato dalla Stampa, commenta cosiì le polemiche seguite alla morte di Alfie Evans.
"Mi ha dato - confida - un'enorme tristezza: di fronte a una
disponibilità manifestata apertamente, molte volte e con grande impegno di mezzi, i medici del nostro ospedale Bambino Gesù sono andati per tre volte a Liverpool, c'e' stato il rifiuto di permettere che Alfie fosse portato in Italia. E' incomprensibile. E' stato il punto che mi ha più colpito, scosso. Non riesco a capirne la ragione. O forse c'e', ed è una logica terribile".
Secondo il segretario di Stato, "ora che il caso è chiuso e i media lo dimenticheranno in fretta, ci sarebbe bisogno di riflettere pacatamente".
"Questi casi - prevede il cardinale - si ripresenteranno". "Tutti insieme, a partire da punti di vista diversi, però anche con il contributo dei credenti, dovremmo cercare - conclude Parolin - di dare una risposta veramente umana a queste situazioni, un a risposta fondata sull'amore alla persona, sul rispetto della sua
dignità e della sua irripetibilità. Speriamo che sia possibile farlo e che non si chiuda l'argomento senza pensarci più, pronti ad azzuffarci di nuovo al prossimo caso". (AGI)
 
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