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"Conoscere i dati che riguardano i disabili gravi è già un modo per farli uscire dall'emarginazione e stimolare la comunità cristiana e la società civile a farsi carico di questi bisogni": lo ha detto al Sir il direttore dell'Ufficio nazionale di pastorale della sanità, don Andrea Manto, commentando il convegno "Elementi di specialistica integrata nel trattamento della disabilità grave", promosso nei giorni scorsi ad Assisi, presso l'Istituto Serafico, dallo stesso ufficio Cei e dall'Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari). "Ad Assisi, insieme a un nutrito gruppo di medici, specialisti, studiosi, abbiamo potuto riflettere sul ruolo dell' ‘Osservatorio permanente sulle problematiche clinico-scientifiche, politico-istituzionali, etico-antropologiche ed organizzativo-gestionali della disabilità e della riabilitazione', che insieme all'Aris e con l'appoggio dell'Istituto Serafico di fatto abbiamo varato. Questo ‘osservatorio' dovrebbe anzitutto ‘contare' i disabili per cogliere la portata di un fenomeno i cui dati non sono del tutto chiari ed aggiornati. Inoltre dovremmo confrontare le migliori soluzioni e le pratiche medico-terapeutiche e di assistenza. Bisogna tenere conto - precisa don Manto - che l'80-90 per cento dell'assistenza ai disabili più gravi è svolta dalle istituzioni ecclesiali. Si tratta di una grande ‘riserva di senso' utile ai giovani sul piano dell'educazione alla solidarietà".

© SIR - 22 dicembre 2009