di GIOVANNI TONUCCI * In una delle periodiche ripuliture delle pareti del Palazzo apostolico di Loreto, proprio sotto il loggiato del braccio corto, è apparsa una scritta, a lettere regolari e a caratteri maiu-scoli: «Viva l’immortale Pio IX».
Questa acclamazione era stata pro-babilmente posta sul muro del Pa-lazzo in occasione della visita che Papa Mastai Ferretti fece a Loreto, nel 1857. Fu quella l’ultima uscita del Papa dai confini di Roma, prima della fine dello Stato Pontificio e della proclamazione dell’unità politi-ca d’Italia. La Provvidenza volle che, dopo 105 anni da quel viaggio, quando il Papa decise per la prima volta di la-sciare Roma e il Lazio per recarsi ancora in una visita in un santuario italiano, la scelta cadde ancora su Loreto: Giovanni XXIIIvenne pelle-grino al santuario della Santa Casa il 4 ottobre 1962. Quel viaggio aprì una nuova pagina nella storia del papato, perché inaugurò un nuovo stile di presenza del vescovo di Ro-ma nella Chiesa, svolto attraverso i viaggi apostolici, che divennero una caratteristica costante dei pontificati successivi, di Paolo VI, ma soprattut-to di Giovanni Paolo II e, ora, di Benedetto XVI. Perché questa evidente preferenza verso Loreto? Al di là delle ragioni storiche, che sono ovvie per l’anti-chità e il prestigio di questo luogo, credo che la risposta sia nella natura stessa del santuario lauretano. In es-so non si commemora qualche even-to straordinario che indichi la pre-senza materna di Maria nel nostro cammino di fede, come un’appari-zione o una rivelazione. E neppure si venera un’immagine, che antichi eventi e la venerazione dei fedeli abbiano avvolto di affetto filiale. La Santa Casa, nella semplicità delle sue tre pareti, ci parla il linguaggio evangelico dell’annuncio dell’Incar-nazione del Figlio di Dio, ci pre-senta l’assenso di Maria alla pro-posta di Dio, ci aiuta a riflettere sulla perenne vitalità di una chia-mata che coinvolge ciascuno di noi, chiamandoci a essere parte viva nella storia della salvezza del mondo intero. Il messag-gio di Loreto si riferisce al mistero che è il cuore stesso della nostra fede e ha quin-di una sua forza, che ol-trepassa le mode e gli in-teressi di un momento o di un’epoca. Mentre a Loreto ci prepariamo ad acco-gliere il Papa, la ri-flessione va al significato di questa visita, la se-conda di Bene-detto XVI nel corso del suo pontificato, ma che fa seguito anche alle almeno sette soste nel santuario compiute dal cardinale Ratzinger negli anni pre-cedenti alla sua elezione alla cattedra di Pietro. Sarebbe infatti riduttivo vedere in questa scelta il solo desiderio di sot-tolineare il ricordo di un evento che, per quanto impor-tante, rimane un fat-to del passato. Il pellegrinaggio del popolo di Dio è vissuto sulla memoria, ma è sempre proiettato in avanti, e il ricordo dei doni della Provvidenza ci sostiene nel cammino verso la patria celeste. Benedetto XVIviene a Loreto per porre sotto la protezione della Vergi-ne Santa l’Anno della fede e la cele-brazione del Sinodo dei vescovi, de-dicato alla nuova evangelizzazione. Il Pontefice guarda quindi in avanti, e chiede alla Chiesa una coscienza nuova, per affrontare due impegni che ci coinvolgono tutti. Il gesto di portare le preoccupazioni pastorali del Papa ai piedi di Maria colloca in un piano di fede e di devozione que-sto momento della nostra storia, ed evita che si guardi ai temi da affron-tare soltanto in una dimensione di organizzazione e di iniziative. Il do-no del concilio Vaticano II,che èor-mai da quasi cinquant’anni patrimo-nio della Chiesa intera, deve essere scoperto e studiato di nuovo, ap-prezzato nella sua ricchezza, e vissu-to da tutti. Se è vero che i frutti del concilio sono stati già molti ed evi-denti, è anche vero che molto resta da fare e che i tesori di quell’inse-gnamento non sono ancora stati compresi ed accolti nella loro com-pletezza. Da parte mia, ho una seconda ri-sposta, che guarda ancora una volta al gesto del nostro Santo Padre e al-la realtà umana alla quale esso è ri-volto. In parole semplici: il Papa viene a Loreto per venerare la Santa Casa, ma nello stesso tempo incon-tra una piccola comunità cristiana, che vive attorno al santuario e che si identifica con esso. Sono i fedeli del-la prelatura territoriale di Loreto, piccola ma significativa, perché lega-ta a un luogo che è conosciuto ovunque nel mondo, e che da tutti è legato alla devozione verso la Madre di Dio. BenedettoXVIparlerà alla Chiesa intera, ma i primi ad ascoltarlo sare-mo proprio noi, fedeli della prelatu-ra di Loreto. Questa circostanza ci chiama a sentire con senso di re-sponsabilità l’impegno che ci è affi-dato. L’Anno della fede coinvolge ogni figlio della Chiesa Cattolica, ma chiama a raccolta noi, prima di tutti, perché, essendo i primi a rice-vere l’invito, dovremo essere i primi a rispondere all’appello del nostro p a s t o re . Accogliendo il Pontefice, è nostro desiderio fare in modo che l’incontro sia bello e sereno. Siamo fin da ora felici che egli venga tra noi e la gioia per questo evento è evidente in ogni persona che vive a Loreto, e anche, al di là dei nostri confini, in ogni persona che vive in questa re-gione marchigiana. Ma nello stesso tempo — e in questo so di poter parlare interpretando i sentimenti di tutti — vorremmo tanto che l’incon-tro sia di gioia e di consolazione per il Papa. Siamo coscienti, anche se li-mitatamente alle nostre possibilità di comprensione, di quanto sia grande il peso delle responsabilità che, di fronte a Dio e al mondo in-tero, Benedetto XVI sostiene ogni giorno. Ebbene, vorremmo tanto che la sera del 4 ottobre prossimo, rientrando nella sua residenza in Va-ticano, il Santo Padre possa essere contento di aver incontrato tanti suoi figli che gli vogliono bene, che apprezzano la sua presenza e il suo insegnamento, e che, di fronte a lui, si impegnano a vivere l’Anno della fede in un atteggiamento sincero di ascolto della Parola di Dio e di fe-deltà alla Chiesa e al suo pastore universale.
*Arcivescovo prelato di Loreto Delegato pontificio per il santuario lauretano
© Osservatore Romano - 3 ottobre 2012
vd anche
http://www.santuarioloreto.it/articolo.asp?idart=39&sezione=na