A Dio non piace perdere
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Dio è un padre "a cui non piace perdere". Egli cerca, con gioia e "con una debolezza d'amore", le persone smarrite, suscitando spesso "la musica dell'ipocrisia mormoratrice" dei benpensanti. È la chiave di lettura suggerita da Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata giovedì mattina, 7 novembre, nella cappella della Casa Santa Marta, a commento dal passo evangelico di Luca (15, 1-10) proposto nella liturgia.Il Pontefice ha iniziato la sua meditazione proprio descrivendo l'atteggiamento dei farisei e degli scribi che studiavano Gesù "per capire cosa faceva", scandalizzandosi per "le cose che lui faceva. E scandalizzati mormoravano contro di lui: ma quest'uomo è un pericolo!". Scribi e farisei, ha spiegato il Santo Padre, credevano che Gesù fosse un pericolo. Ecco perché il venerdì santo "chiedono la crocifissione". E prima ancora - ha ricordato - erano arrivati a dire: "È meglio che un uomo solo muoia per il popolo e che non vengano i romani. Quest'uomo è un pericolo!".