Il potere d'Amore che sorprende
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Dalla prima lettura di oggi Ef 3,14-21"A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi,
a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen."
E' questo Tuo potere di Amore, Signore, che mi sorprende,
crea estasi e giubilo,
mi fa uscire fuori da me stesso
e mi spinge a conversione.
E' questo Tuo potere di Amore, Signore,
che genera in me la resa,
una consegna sempre più profonda delle mie resistenze,
anche le più profonde e le più intime,
zittendo pian piano, ma con fermezza, la parte malata
e facendo parlare il gorgoglio dello Spirito.
Vengano i gemiti inesprimibili, "Abbà, Padre"!
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen."
E' questo Tuo potere di Amore, Signore, che mi sorprende,
crea estasi e giubilo,
mi fa uscire fuori da me stesso
e mi spinge a conversione.
E' questo Tuo potere di Amore, Signore,
che genera in me la resa,
una consegna sempre più profonda delle mie resistenze,
anche le più profonde e le più intime,
zittendo pian piano, ma con fermezza, la parte malata
e facendo parlare il gorgoglio dello Spirito.
Vengano i gemiti inesprimibili, "Abbà, Padre"!
Verso la tua parola guida il mio cuore
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Dal responsorio breve delle lodi: "Verso la tua parola guida il mio cuore"
Fare questa incessante richiesta è fondamentale. Si riconosce da una parte di essere feriti e malati e quindi bisognosi di salvezza e di aiuto.
In secondo luogo si riconosce che nessun passo, nessuna decisione, nessuno moto del cuore, della mente e delle mani può essere possibile senza l'aiuto della Parola.
E' Lei infatti che ci plasma e ci rende veramente discepoli di Cristo, veramente capienti di Dio, veramente umani.
Vieni al Padre
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Dalla letture della S. Messa del giorno:"Fratelli,
in Cristo siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria". (Ef 1,11-14)
E qual è la gloria di Dio?
La "gloria di Dio è l'uomo vivente"(Ireneo di Lione, Contro le eresie).
Perché dunque vivi come se fossi morto?
Perchè ti trascini?
Perché il tuo cuore è appesantito dalla tua miseria?
Per questo "Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità."(Sal 32)
Perché Egli ha cura di te e desidera il tuo bene e la tua gioia vera, questa è la sua gloria.
Tu sei la sua gloria. Il tuo benessere è la sua gloria, non il benessere che il mondo o la "carne" ti danno.
Non temere dunque ".. quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!" (Lc 12,1-7)
Fuggi l'iocrisia, la maldicenza, la mormorazione, le isterie, ogni forma di peccato e soprattutto "il nemico dell'uomo".
Che non solo è nemico di Dio ma anche tuo nemico; nemico determinato della tua gioia.
Riconosci di essere malato e talvolta ferito, senza paura di guardare in alto e gli immensi orizzonti della tua casa a cui il tuo cuore anela - se veramente lo ascolti - e dice "vieni al Padre". («Lettera ai Romani» di sant'Ignazio di Antiochia)
a essere lode della sua gloria". (Ef 1,11-14)
E qual è la gloria di Dio?
La "gloria di Dio è l'uomo vivente"(Ireneo di Lione, Contro le eresie).
Perché dunque vivi come se fossi morto?
Perchè ti trascini?
Perché il tuo cuore è appesantito dalla tua miseria?
Per questo "Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità."(Sal 32)
Perché Egli ha cura di te e desidera il tuo bene e la tua gioia vera, questa è la sua gloria.
Tu sei la sua gloria. Il tuo benessere è la sua gloria, non il benessere che il mondo o la "carne" ti danno.
Non temere dunque ".. quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!" (Lc 12,1-7)
Fuggi l'iocrisia, la maldicenza, la mormorazione, le isterie, ogni forma di peccato e soprattutto "il nemico dell'uomo".
Che non solo è nemico di Dio ma anche tuo nemico; nemico determinato della tua gioia.
Riconosci di essere malato e talvolta ferito, senza paura di guardare in alto e gli immensi orizzonti della tua casa a cui il tuo cuore anela - se veramente lo ascolti - e dice "vieni al Padre". («Lettera ai Romani» di sant'Ignazio di Antiochia)
Evangelizzazione ministero di consolazione
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Dalla lettura breve delle lodi 2Cor. 1,3-5"Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Crist
o in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione."
Il termine consolazione, non solo per motivi retorici ma, soprattutto, per motivi teologali, ricorre spesso nella Seconda Lettera ai Corinti e specie in questi versetti. E' il Padre Misericordioso, anzi il Padre delle Misericordie - quindi di ogni tipo di misericordia - che dona la Consolazione.
La Consolazione non è una consolazione che si percepisce "affettivamente" ma una Consolazione che "pesa" ha valore ontologico, teologico, salvifico. E' per San Paolo un fatto. La percezione "affettiva" di questa Consolazione - che è azione spiccatamente dello Spirito Santo, il Consolatore - può anche non esserci, ma rimane la realtà certa che Dio te la dona non per gratificazione ma perché tu diventi "parakaleo", cioè uomo di consolazione nello Spirito Santo. Assumi in te stesso le caratteristiche del Ministero dello Spirito, l'intercessione, la consolazione, l'avvocatura, la misericordia.
Solo se entri nel "gioco" divino del donare quello che sai per intima certezza di fede entri nell'autentica gioia. Proprio perché non trattieni nulla per te stesso e per la tua infantile consolazione ma immediatamente la doni perché i fratelli possano crescere nella Fede e nella Speranza; cioè maturare sempre più l'intima certezza che Dio li ama radicalmente.
Ecco perché, giustamente, il Beato Giovanni Paolo II diceva che "la fede si rafforza donandola". Non perché ripetendo "la fede" ti convinci e convinci... ma perché donando e annunciando, ciò che è vero e buono, cioè Cristo morto, disceso agli inferi e Risorto, ne dischiudi tutta la bellezza.. e questo irriga il deserto della tua vita e l'arsura del fratello.
Il termine consolazione, non solo per motivi retorici ma, soprattutto, per motivi teologali, ricorre spesso nella Seconda Lettera ai Corinti e specie in questi versetti. E' il Padre Misericordioso, anzi il Padre delle Misericordie - quindi di ogni tipo di misericordia - che dona la Consolazione.
La Consolazione non è una consolazione che si percepisce "affettivamente" ma una Consolazione che "pesa" ha valore ontologico, teologico, salvifico. E' per San Paolo un fatto. La percezione "affettiva" di questa Consolazione - che è azione spiccatamente dello Spirito Santo, il Consolatore - può anche non esserci, ma rimane la realtà certa che Dio te la dona non per gratificazione ma perché tu diventi "parakaleo", cioè uomo di consolazione nello Spirito Santo. Assumi in te stesso le caratteristiche del Ministero dello Spirito, l'intercessione, la consolazione, l'avvocatura, la misericordia.
Solo se entri nel "gioco" divino del donare quello che sai per intima certezza di fede entri nell'autentica gioia. Proprio perché non trattieni nulla per te stesso e per la tua infantile consolazione ma immediatamente la doni perché i fratelli possano crescere nella Fede e nella Speranza; cioè maturare sempre più l'intima certezza che Dio li ama radicalmente.
Ecco perché, giustamente, il Beato Giovanni Paolo II diceva che "la fede si rafforza donandola". Non perché ripetendo "la fede" ti convinci e convinci... ma perché donando e annunciando, ciò che è vero e buono, cioè Cristo morto, disceso agli inferi e Risorto, ne dischiudi tutta la bellezza.. e questo irriga il deserto della tua vita e l'arsura del fratello.
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà
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Dalla prima lettura del giorno: Gal. 5,1-6"Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. "
L'etimo della parola è simile in libertà e liberale ma ci sono punti di partenza, di percorso e di arrivo diversi.
La Libertà del Vangelo è un dono e come ogni dono della Grazia è un dono che responsabilizza. Lo stesso Paolo parlerebbe di un "debito nello Spirito" (Rm. 8).
La Libertà pertanto nasce da una condizione che ci precede e ci stimola, non è frutto delle nostre mani se non quel tanto che si chiama "restituzione", "impegno", "responsabilità", insomma misericordia, lode e ringraziamento.
Le ideologie invece, di sinistra o di destra, gnostiche od immanentiste, vecchie e "nuove" partono tutte da un "soggetto" che si autocertifica nell'essere. Da un essere che non vive a braccia aperte perché così riceve e dona ma da un essere che pensa di essere creatore e non creatura. Tutte le ideologie nascono mortifere perché effetto del peccato originale.
Non lasciamoci dunque imporre il giogo della schiavitù ma cogliamo della Libertà donata a caro prezzo dal Cristo per essere immersi a pieno titolo nel mondo ma senza essere del mondo. Perché noi, e il mondo, necessitiamo di salvezza e solo Cristo salva e dona la Vita.
In Lui per Lui soltanto c'è libertà e l'orizzonte immenso del'Eternità.
Solo in Lui ogni Libertà è moltiplicativa e non sottrattiva, feconda e non solipsistica, gioiosa e non egoista.
La Libertà pertanto nasce da una condizione che ci precede e ci stimola, non è frutto delle nostre mani se non quel tanto che si chiama "restituzione", "impegno", "responsabilità", insomma misericordia, lode e ringraziamento.
Le ideologie invece, di sinistra o di destra, gnostiche od immanentiste, vecchie e "nuove" partono tutte da un "soggetto" che si autocertifica nell'essere. Da un essere che non vive a braccia aperte perché così riceve e dona ma da un essere che pensa di essere creatore e non creatura. Tutte le ideologie nascono mortifere perché effetto del peccato originale.
Non lasciamoci dunque imporre il giogo della schiavitù ma cogliamo della Libertà donata a caro prezzo dal Cristo per essere immersi a pieno titolo nel mondo ma senza essere del mondo. Perché noi, e il mondo, necessitiamo di salvezza e solo Cristo salva e dona la Vita.
In Lui per Lui soltanto c'è libertà e l'orizzonte immenso del'Eternità.
Solo in Lui ogni Libertà è moltiplicativa e non sottrattiva, feconda e non solipsistica, gioiosa e non egoista.