Il vero corso prematrimoniale
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"Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.E voi, mariti, amate le vostre mo
gli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito."
Qui, in questa Parola, c'è il vero corso per fidanzati:
1 - il timore di Cristo e il valore ineludibile dell'obbedienza
2 - la coscienza di sé e la desatellizzazione
3 - i ministeri, più che ruoli, nella coppia
4 - una vocazione simbolica, profetica e testimoniale
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito."
Qui, in questa Parola, c'è il vero corso per fidanzati:
1 - il timore di Cristo e il valore ineludibile dell'obbedienza
2 - la coscienza di sé e la desatellizzazione
3 - i ministeri, più che ruoli, nella coppia
4 - una vocazione simbolica, profetica e testimoniale
Fornicazione e Purezza
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Dalla prima lettura del giorno: Ef 4,32-5,8"Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio."
Perché la fornicazione ed ogni specie di impurità è così dannosa?
La fornicazione (porneia in greco) si riferisce in senso stretto alla "prostituzione" e, nel contesto pagano del tempo, ad una sorta di convivenza pre-matrimoniale in cui si consuma l'atto coniugale ma senza le caratteristiche oggettive, sacramentali e sociali, del matrimonio.
Nella retorica paolina il termine viene rafforzato con "ogni specie di impurità" facendo acquisire alla "porneia" un senso ben più ampio e cioè quello che include ogni atto sessuale disordinato e non orientato alla comunione coniugale.
In entrambi i casi la fornicazione si presenta grave perché distorce e danneggia il primigenio disegno di Dio sull'uomo e sulla coppia. Nel senso esteso perché anzitutto l'uomo appartiene a Dio, e con il battesimo appartiene a Cristo e l'uso del suo corpo per altri fini che non siano quelli unitivi e assieme procreativi nel e del matrimonio, tradiscono questo significato sponsale del discepolo di Cristo con il Suo Maestro e Signore.
Nel senso specifico perché la convivenza matrimoniale (o di fidanzamento con rapporti pre-matrimoniali) crea i presupposti di definitività di un rapporto sia di carattere sociale che, soprattutto, senza la presenza oggettiva del sacramento.
Il sacramento del matrimonio è infatti un dono e non uno stato deciso dal soggetto. Il "soggetto coppia", che desidera sposarsi, ha ben presente l'accoglienza del dono della grazia sia personalmente che come coppia.
La ministerialità della coppia per la celebrazione del sacramento non sta nel fatto che essi creano il dono del matrimonio ma che essi, piuttosto, lo ricevono.
In sostanza una coppia di conviventi vive una contraddizione di natura, significati e finalità ed e contrario alla dimensione coniugale presente sia nel Diritto Naturale che in Ef. 5.
In secondo luogo la fornicazione pur essendo "meno grave" del peccato della superbia in senso assoluto, incide però pian piano nella coscienza del soggetto che pian piano si crea alibi che rafforzano la sua scelta disordinata. Questo "modo disordinato" di vivere la sessualità porta a indebolire la volontà del soggetto ed il suo generale discernimento ed a creare quella famosa mentalità borghese del "vizi privati e pubbliche virtù".
Oppure della giustificazione con ideologie create per giustificare il peso oggettivo della colpa.
Dualismo impossibile presente talvolta anche in coloro che operano pastoralmente nelle parrocchie, i quali si costruiscono una morale a propria immagine e somiglianza.
Oppure in coloro che creano campagne e lobby atte a sostenere il loro comportamento disordinato.
L'autoconvinzione diventa tale e strutturale che essi si illudono di essere felici ma in realtà stanno scappando dal peso delle responsabilità delle loro scelte confondendo la coscienza di colpa con il senso e il peso della colpa.
Pertanto, come si nota, a monte del peccato di fornicazione esiste sempre un peccato di superbia: il soggetto decide alla luce di se stesso e delle sue pulsioni ciò che bene e ciò che male. Fino a che diventa talmente obnubilato che è incapace di discernere con limpidezza e con chiarezza ogni scelta vocazionale della sua vita.
Esiste in ultimo un aspetto spiritualizzato della porneia.
Quello dei quali, pur essendo puri ed "immacolati" fisicamente e nei loro comportamenti sessuali, ritengono questa purezza non un dono (seppur mantenuto con gioiosa fatica) ma un fatto che nasce dalla propria volontà superiore. Si creano una "casta" interiore.
Giudicando le debolezze altrui non alla luce della Verità - che giudica tutti, anche chi giudica - ma alla luce della propria "esterna" integerrimità.
Qui, nella maschera del moralismo, della rigidità e spesso della "musoneria", pur non essendo presente la "lussuria" fisica è presente quella estremamente più grave (e spesso nascosta) della "lussuria spirituale". Il maligno non è entrato ed ha corrotto per la porta o dalla cantina, ma ha inflitto un danno più grande partendo "dalla soffitta".
Tuttavia, come visto, ogni caso di porneia, in senso stretto, in senso ampio ed in senso spirituale è una sorta di tradimento della sponsalità che il credente ha con Cristo.
Siamo infatti stati riscattati a caro prezzo.
Nella retorica paolina il termine viene rafforzato con "ogni specie di impurità" facendo acquisire alla "porneia" un senso ben più ampio e cioè quello che include ogni atto sessuale disordinato e non orientato alla comunione coniugale.
In entrambi i casi la fornicazione si presenta grave perché distorce e danneggia il primigenio disegno di Dio sull'uomo e sulla coppia. Nel senso esteso perché anzitutto l'uomo appartiene a Dio, e con il battesimo appartiene a Cristo e l'uso del suo corpo per altri fini che non siano quelli unitivi e assieme procreativi nel e del matrimonio, tradiscono questo significato sponsale del discepolo di Cristo con il Suo Maestro e Signore.
Nel senso specifico perché la convivenza matrimoniale (o di fidanzamento con rapporti pre-matrimoniali) crea i presupposti di definitività di un rapporto sia di carattere sociale che, soprattutto, senza la presenza oggettiva del sacramento.
Il sacramento del matrimonio è infatti un dono e non uno stato deciso dal soggetto. Il "soggetto coppia", che desidera sposarsi, ha ben presente l'accoglienza del dono della grazia sia personalmente che come coppia.
La ministerialità della coppia per la celebrazione del sacramento non sta nel fatto che essi creano il dono del matrimonio ma che essi, piuttosto, lo ricevono.
In sostanza una coppia di conviventi vive una contraddizione di natura, significati e finalità ed e contrario alla dimensione coniugale presente sia nel Diritto Naturale che in Ef. 5.
In secondo luogo la fornicazione pur essendo "meno grave" del peccato della superbia in senso assoluto, incide però pian piano nella coscienza del soggetto che pian piano si crea alibi che rafforzano la sua scelta disordinata. Questo "modo disordinato" di vivere la sessualità porta a indebolire la volontà del soggetto ed il suo generale discernimento ed a creare quella famosa mentalità borghese del "vizi privati e pubbliche virtù".
Oppure della giustificazione con ideologie create per giustificare il peso oggettivo della colpa.
Dualismo impossibile presente talvolta anche in coloro che operano pastoralmente nelle parrocchie, i quali si costruiscono una morale a propria immagine e somiglianza.
Oppure in coloro che creano campagne e lobby atte a sostenere il loro comportamento disordinato.
L'autoconvinzione diventa tale e strutturale che essi si illudono di essere felici ma in realtà stanno scappando dal peso delle responsabilità delle loro scelte confondendo la coscienza di colpa con il senso e il peso della colpa.
Pertanto, come si nota, a monte del peccato di fornicazione esiste sempre un peccato di superbia: il soggetto decide alla luce di se stesso e delle sue pulsioni ciò che bene e ciò che male. Fino a che diventa talmente obnubilato che è incapace di discernere con limpidezza e con chiarezza ogni scelta vocazionale della sua vita.
Esiste in ultimo un aspetto spiritualizzato della porneia.
Quello dei quali, pur essendo puri ed "immacolati" fisicamente e nei loro comportamenti sessuali, ritengono questa purezza non un dono (seppur mantenuto con gioiosa fatica) ma un fatto che nasce dalla propria volontà superiore. Si creano una "casta" interiore.
Giudicando le debolezze altrui non alla luce della Verità - che giudica tutti, anche chi giudica - ma alla luce della propria "esterna" integerrimità.
Qui, nella maschera del moralismo, della rigidità e spesso della "musoneria", pur non essendo presente la "lussuria" fisica è presente quella estremamente più grave (e spesso nascosta) della "lussuria spirituale". Il maligno non è entrato ed ha corrotto per la porta o dalla cantina, ma ha inflitto un danno più grande partendo "dalla soffitta".
Tuttavia, come visto, ogni caso di porneia, in senso stretto, in senso ampio ed in senso spirituale è una sorta di tradimento della sponsalità che il credente ha con Cristo.
Siamo infatti stati riscattati a caro prezzo.
Il potere d'Amore che sorprende
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Dalla prima lettura di oggi Ef 3,14-21"A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi,
a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen."
E' questo Tuo potere di Amore, Signore, che mi sorprende,
crea estasi e giubilo,
mi fa uscire fuori da me stesso
e mi spinge a conversione.
E' questo Tuo potere di Amore, Signore,
che genera in me la resa,
una consegna sempre più profonda delle mie resistenze,
anche le più profonde e le più intime,
zittendo pian piano, ma con fermezza, la parte malata
e facendo parlare il gorgoglio dello Spirito.
Vengano i gemiti inesprimibili, "Abbà, Padre"!
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen."
E' questo Tuo potere di Amore, Signore, che mi sorprende,
crea estasi e giubilo,
mi fa uscire fuori da me stesso
e mi spinge a conversione.
E' questo Tuo potere di Amore, Signore,
che genera in me la resa,
una consegna sempre più profonda delle mie resistenze,
anche le più profonde e le più intime,
zittendo pian piano, ma con fermezza, la parte malata
e facendo parlare il gorgoglio dello Spirito.
Vengano i gemiti inesprimibili, "Abbà, Padre"!
Verso la tua parola guida il mio cuore
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Dal responsorio breve delle lodi: "Verso la tua parola guida il mio cuore"
Fare questa incessante richiesta è fondamentale. Si riconosce da una parte di essere feriti e malati e quindi bisognosi di salvezza e di aiuto.
In secondo luogo si riconosce che nessun passo, nessuna decisione, nessuno moto del cuore, della mente e delle mani può essere possibile senza l'aiuto della Parola.
E' Lei infatti che ci plasma e ci rende veramente discepoli di Cristo, veramente capienti di Dio, veramente umani.
Vieni al Padre
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Dalla letture della S. Messa del giorno:"Fratelli,
in Cristo siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria". (Ef 1,11-14)
E qual è la gloria di Dio?
La "gloria di Dio è l'uomo vivente"(Ireneo di Lione, Contro le eresie).
Perché dunque vivi come se fossi morto?
Perchè ti trascini?
Perché il tuo cuore è appesantito dalla tua miseria?
Per questo "Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità."(Sal 32)
Perché Egli ha cura di te e desidera il tuo bene e la tua gioia vera, questa è la sua gloria.
Tu sei la sua gloria. Il tuo benessere è la sua gloria, non il benessere che il mondo o la "carne" ti danno.
Non temere dunque ".. quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!" (Lc 12,1-7)
Fuggi l'iocrisia, la maldicenza, la mormorazione, le isterie, ogni forma di peccato e soprattutto "il nemico dell'uomo".
Che non solo è nemico di Dio ma anche tuo nemico; nemico determinato della tua gioia.
Riconosci di essere malato e talvolta ferito, senza paura di guardare in alto e gli immensi orizzonti della tua casa a cui il tuo cuore anela - se veramente lo ascolti - e dice "vieni al Padre". («Lettera ai Romani» di sant'Ignazio di Antiochia)
a essere lode della sua gloria". (Ef 1,11-14)
E qual è la gloria di Dio?
La "gloria di Dio è l'uomo vivente"(Ireneo di Lione, Contro le eresie).
Perché dunque vivi come se fossi morto?
Perchè ti trascini?
Perché il tuo cuore è appesantito dalla tua miseria?
Per questo "Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità."(Sal 32)
Perché Egli ha cura di te e desidera il tuo bene e la tua gioia vera, questa è la sua gloria.
Tu sei la sua gloria. Il tuo benessere è la sua gloria, non il benessere che il mondo o la "carne" ti danno.
Non temere dunque ".. quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!" (Lc 12,1-7)
Fuggi l'iocrisia, la maldicenza, la mormorazione, le isterie, ogni forma di peccato e soprattutto "il nemico dell'uomo".
Che non solo è nemico di Dio ma anche tuo nemico; nemico determinato della tua gioia.
Riconosci di essere malato e talvolta ferito, senza paura di guardare in alto e gli immensi orizzonti della tua casa a cui il tuo cuore anela - se veramente lo ascolti - e dice "vieni al Padre". («Lettera ai Romani» di sant'Ignazio di Antiochia)