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di PETER KREEFT
In che modo Cristo rivoluziona la rivoluzione sessuale? Non spostando all’indietro le lancette dell’orologio, nè con una riedizione della morale vittoriana, nè con l’opporre la religione al sesso, ma mostrando la loro vera e intima connessione.
PETER KREEFT è docente di Filosofia al Boston College. Convertito dal Protestantesimo, è un autore cattolico molto prolifico ed è richiesto come brillante conferenziere in tutti gli Stati Uniti. Per chi volesse conoscere il suo pensiero e le sue opere il suo sito web è www.peterkreeft.com
Per rendersi conto di come la Rivoluzione Sessuale abbia radicalmente modificato il modo di pensare e di agire comuni, basterebbe appena dare uno sguardo alla rivoluzione linguistica. Non appena oggi si pronuncia la parola “morale”, non vi è chi non pensi alla morale sessuale. Si tratta di una acquisizione affatto nuova e rimarchevole, di un riduzionismo impressionante; è come se ci mettessimo tutti a intendere da ora il termine “stato” nel senso esclusivo di Russia, oppure quello di “tecnologia” a significare solo i “computer”. Dall’uso dei due paragoni si capisce che il parto di questa neolingua è del tutto logico: il sesso, la Russia e i computer sono i luoghi in cui si sono svolte le rivoluzioni più radicali.
Mai e poi mai la parola rivoluzione viene accostata ad aree morali che esulino da questa. Non si è mai sentito parlare di Rivoluzione del diritto di Proprietà o di Rivoluzione del reato di Falsa Testimonianza. Difatti, tutto il corpo della legge morale naturale si trova al suo posto, perlopiù. Quasi nessuno si imbarcherebbe a difendere il terrorismo, il sadismo, il cannibalismo, l’ aggiottaggio, la guerra nucleare, l’inquinamento ambientale, lo stupro, l’ipocrisia, la tortura, l’assassinio. Rispetto a questi argomenti la censura è pressochè universale. Le cose cambiano totalmente quando si entra nella riserva indiana del sesso.
Ricordate il mancato stato d’accusa del Presidente Clinton? Nessun Presidente Americano sarebbe mai passato indenne a fronte di una denuncia pubblica concernente uno qualunque degli atti sopra menzionati, persino una menzogna deliberata su qualsiasi cosa, escluso ovviamente il sesso.
Abbiamo presente l’aborto? Mai e poi mai verrebbe giustificata l’uccisione di un innocente, di un essere umano indifeso, tranne, beninteso, il caso del sesso. L’aborto è questo. Punto. L’unico, il solo fine dell’aborto è di essere il supporto logistico della pianificazione delle nascite e la sola ragione che fa stare in piedi il controllo demografico è di poter fare sesso senza l’impiccio dei figli. Se, infatti, fossero le cicogne a portare i bambini, avremmo il fallimento della Pianificazione Familiare (la più importante ONG che sponsorizza nel mondo contraccezione e aborto- NdT). La locomotiva che traina la fiorente economia dell’aborto è il sesso.
Eccoci al divorzio. Mettiamo per un istante che esista una attività che non implica il sesso, ma che dia luogo al triplice effetto, documentato scientificamente, del divorzio. Primo, che infranga la promessa più solenne tu abbia mai fatto alla persona per te più esistenzialmente significativa. Secondo, che riguardi un maltrattamento di minore, una devastazione della psicologia della prole, un impoverimento spaventoso della possibilità, per quei piccoli che tu hai messo al mondo e che rimangono per lungo e in largo dipendenti da te, di essere felici e di farsi una famiglia a loro volta. Terzo, che porti senza scampo al suicidio della società. Nessuna società, storicamente, ha mai potuto sopravvivere senza la famiglia stabile, fondata sul matrimonio. Si tratta infallibilmente dell’unica assoluta precondizione fondativa di qualunque altra attività umana, poichè è la prima e più intima radice che fa nascere la comunità dal singolo e che sottrae quest’ultimo al ripiegamento su di sè. Eppure questi tre effetti micidiali sono tutti provocati proprio dal divorzio. Ma non è tutto, anzi, più ancora, è una nuova specie di suicidio, il suicidio di una persona, quella novella dei “due in una carne sola”, nata dal matrimonio. Come potete pensare che goda di buona salute una società che vede morire suicidi metà dei propri cittadini? Eppure, metà dei nostri nuclei familiari si suicidano, e la società è composta di famiglie, non certo di individui. Ma, ancora una volta, il divorzio è tollerato e accettato in quanto sesso specifico. Mettiamo che sia dato per certo, scientificamente, che qualche cos’altro, non legato al sesso, abbia gli stessi tre risultati. Supponiamo il fumo, oppure lo scotch whisky, o l’ottovolante. Ci sarebbe un’alzata di scudi generale, l’nvocazione di un proibizionismo senza eccezioni, altro che tolleranza.
La rivoluzione morale ha i confini esclusivi del sesso. Non è assolutamente lecito rubare denaro, a rischio di trovarsi seduta stante in carcere, possiamo tuttavia tranquillamente rubare la sposa altrui. Non è assolutamente possibile ingannare il proprio avvocato senza subire una condanna severa, lo si può fare, invece, con la propria sposa, e LEI ne subirà pesantemente le conseguenze. E’ impossibile la caccia di frodo alle aquile reali o alle balene blu senza essere considerati criminali, ma si può impunemente uccidere i propri figli un secondo prima che le due lame delle forbici si incontrino a metà del cordone ombelicale, piuttosto che un secondo dopo, oppure un secondo prima che il neonato emerga dal canale del parto piuttosto che un secondo dopo. Che razza di logica è questa?
Ovviamente, la mente che sta dietro alla Rivoluzione Sessuale non si fa grandi patemi d’animo con la logica razionale, inoltre non c’è da sperare certo in un cambiamento repentino della mentalità che difende questa rivoluzione, sfruttando la cava degli argomenti della logica, per quanto fatta di sillogismi raffinatissimi e infallibili. C’ è bisogno di ben altro della logica per illuminare il cervello di un dipendente da sostanze. Gli argomenti logici non troveranno mai un terreno in cui crescere, terreno che è già stato arato da altri. Pensi davvero che chi è dipendente dal sesso sia più lucido del tossicodipendente? Di fatto, è proprio il contrario. Il tossicodipendente non trova perlopiù nessuna giustificazione razionale alla sua dipendenza, nè con elaborazioni concettuali, fornite dal relativismo morale; gli schiavi del sesso lo fanno, invece, abitualmente. Inoltre, solo il 5-10% degli Americani dipende da sostanze ed è un valore probabilmente da raddoppiare se si include la dipendenza alcolica. Tuttavia, la stragrande maggioranza ha vizi legati al sesso. Secondo un recente sondaggio, più della metà dei fedeli maschi della Messa domenicale è schiavo della pornografia. No, non la metà degli uomini, e neppure la metà dei maschi cristiani, ma la metà di quel già sparuto gregge che va a Messa la Domenica. Una pandemia.
Cosa si può fare, allora, per togliere il fiato a questa rivoluzione, dai danni incalcolabili, da questa nube di morte che ha colpito le famiglie, fino alla società intera? La ragione, la logica, l’argomentazione, la scienza, i fatti, il buon senso, il compromesso, il ritorno alla tradizione – nessuno di questi fattori è risolutore. Che cosa potrebbe essere sufficientemente forte? Uno e uno solo. Nulla di meno di nostro Signore Gesù Cristo.
Perchè? Perchè la radice dell’errore della Rivoluzione Sessuale sta nella confusione dell’amore con il sesso. Cristo esorcizza questa identificazione fondamentale mediante una rivelazione – non con il dirci semplicemente, ma con il mostrarci – l’amore.
I Beatles avevano ragione: tutto ciò di cui hai bisogno è l’amore (“All you need is love”). Ma non la specie di amore che intendevano. Perchè hai bisogno solo dell’amore? Perchè Dio è amore, e tutto ciò di cui hai bisogno è Dio. Se hai Dio, insieme con dieci miliardi di altre cose, mentre io ho solo Lui, tu non hai una cosa sola più di me. L’amore, o la sua mancanza, trasformano tutte le altre cose. Meglio essere innamorati a Detroit piuttosto che divorziati alle Hawaii.
Il Cristianesimo gravita attorno a due verità: Dio è amore, e l’amore è (rivelato in) Cristo. Poni attenzione a questo secondo termine. Vuoi sapere cos’è l’amore? Guarda a Cristo. Prima Lettera ai Corinzi, capitolo 13, il più popolare della Scrittura, letto in quasi tutte le liturgie matrimoniali: è il ritratto di Gesù Cristo. Non si tratta della definizione astratta di un ideale, ma della descrizione concreta dell’evento storico di Gesù Cristo. Come soleva dire Papa Giovanni Paolo II, Gesù Cristo fa conoscere l’uomo a se stesso. Senza Cristo non ci conosciamo. Saremmo simili a dei cani, custoditi nella cesta, in una sala d’aspetto aeroportuale, che hanno rosicchiato la propria targhetta di identità e l’ indirizzo di destinazione. Non sapremmo più chi siamo e dove siamo diretti. Tale è chi è privo di Cristo. Lui è la Mente di Dio! E’ Lui che ci ha progettati, per Se stesso. Dico questo in senso letterale, non profano: Lui ci ha voluti per Se stesso, Dio. Per il Dio che è amore.
Ma quale amore? Un nuovo amore e di natura del tutto differente, una differenza così radicale che ha finito per convertire il mondo intero. Non è stata la teologia a convertire il mondo, ma l’amore. Madre Teresa ha convertito un incalcolabile numero di anime solamente con l’essere se stessa, una santa, un esemplare di questo amore nuovo, un amore totale, questo amore di Dio. Gesù l’aveva preannunciato. Aveva detto, “Da questo riconosceranno che siete miei discepoli, dall’amore che dimostrerete gli uni verso gli altri.” Se questo amore fosse stato qualcosa di già sperimentato, se fosse stato di natura romantica, erotica, empatica, compassionevole, filantropica, civica, equanime, legale, religiosa, tutte cose beninteso encomiabili, ma se si riducesse a tutto questo, se l’amore di cui parlava Cristo non fosse stato di natura radicalmente differente e nuovo, in questo caso Lui non avrebbe mai e poi mai potuto far identificare il Suo dire con il significato sotteso. Si sarebbe trattato di una contraddizione in termini. Sarebbe stato come dire: “Il mondo si renderà conto della differenza tra voi e loro dal fatto che avrete gli uni gli altri lo stesso modo di amare. Coglierebbero la peculiarità dei Miei discepoli da tutti gli altri per il fatto che la loro modalità affettiva è del tutto analoga a quella di chiunque altro.”
Ma questo è proprio l’opposto (di quello che Gesù intendeva, NdT). L’amore umano è fatto di desideri, di sentimenti, eros, bisogno. Questi amori-bisogno sono nobili. L’uomo ha bisogno della donna, la donna dell’uomo, fisicamente, spiritualmente, socialmente, psicologicamente e biologicamente. Inoltre, i piccoli dipendono dai grandi e gli adulti hanno bisogno dei bambini. Gli studenti necessitano degli insegnanti e viceversa. Ma l’amore che Cristo ha portato è l’amore che è Dio, e Dio, come è noto, non ha bisogno di qualcosa. Dio è solo e tutto dispensatore di doni.
Ecco ciò che ha motivato la discesa di Cristo, la Sua morte, il versamento massivo del Suo Sangue. Non ne aveva affatto bisogno. Una sola goccia avrebbe salvato il mondo. Perchè ne ha versato 12 quarti di gallone (dieci litri circa, NdT)? Perchè ne aveva a disposizione proprio 12 quarti.
Facciamo adesso un passo successivo, mettendo in relazione questa strabiliante e nuova modalità del dono, che è la vera natura di Dio, con il sesso. La Rivoluzione Sessuale ha separato le due cose; dobbiamo rifare l’unità perduta. Ma come? Prima di tutto nella nostra mente, poi nei fatti. Se non pensiamo bene, non agiremo mai e poi mai nel modo giusto. Senza una carta di orientamento, perderemo infallibilmente la strada. Abbiamo già dato uno sguardo contemplativo sulla radicalità della Rivoluzione Sessuale. Si è trattato di un radicale mutamento degli atteggiamenti, non v’è alcun dubbio, eppure la radicalità più spinta va cercata nello stravolgimento del modo di pensare. E il più radicale cambiamento del modo di pensare è consistito in una sottrazione, non in una integrazione. La più cospicua e singola risultante di tutta quella dilagante educazione sessuale profusa a diritto e rovescio nell’ultimo mezzo secolo non è consistita in una nuova forma di conoscenza, ma in una nuova ignoranza: ignoranza della vera, unica essenza del sesso, il significato essenziale e lo scopo del sesso. Il sesso fa i figli. I bambini non sono un accidente del sesso! La gravidanza non è una malattia. I figli sono ciò che il sesso fa se lo si lascia libero di fare il suo corso. Il sesso dà origine a delle nuove persone immortali. Il sesso è incredibilmente, magicamente, preternaturalmente creativo perchè imita il Creatore. E’ parte dell’immagine divina. Non è un caso che la Scrittura menzioni per la prima volta “l’immagine di Dio”, nel Genesi, in occasione della prima citazione del sesso: ” E Dio creò l’uomo a Sua immagine, ad immagine di Dio Egli lo creò: maschio e femmina Egli li creò.”
Noi, uomini della modernità, pensiamo il sesso come relativo a noi; non lo è; è in relazione ai nostri figli. Da moderni, figli dei lumi della nuova età adulta dell’umanità, avendo superato definitivamente il legalismo, siamo infatti diventati tutti personalisti, abbiamo davanti finalmente l’uomo concreto, non le leggi, le regole, i comandamenti. Quello che ci sta davanti è l’uomo che fa sesso, non vogliamo più che abbia problemi, ma che si diverta e goda. Non male, ma ci siamo scordati, con la “fissa” del fare sesso, del fatto che è il sesso a mettere al mondo la gente.
Eppure, siamo riusciti a riprogrammarlo in modo tale che questo è diventato del tutto impossibile. Lo abbiamo intercettato. Siccome però è proprio il modo scelto da Dio per creare, abbiamo finito con l’ intercettare Dio. Corrisponde esattamente all’operazione di intercettare, riplasmando la Liturgia eucaristica, la pronuncia delle parole della consacrazione “Questo è il Mio Corpo” così da impedire a Gesù di realizzare la Transustanziazione, perchè non si desidera più quella nuova vita, ma solo l’impulso eccitante di una messinscena. Ecco la vera carta d’identità della contraccezione. E’ impedire a Dio di parlare, ponendo una barriera, un diaframma tra Lui e il miracolo che Egli avrebbe potuto, concedendoGlielo, operare su di noi.
Mai documento, insegnamento ufficiale della Chiesa, in duemila anni di storia, è stato tanto vituperato, odiato, ignorato, disatteso quanto l’Humanae Vitae. Qual è l’insegnamento della Chiesa più impopolare, oggi come oggi? Non c’è assolutamente nulla che si avvicini neppure lontanamente a questo. E’ l’insegnamento della Chiesa circa la morale sessuale. Questo e solo questo, da quel dì, è il motivo per il quale il mondo ha un sacro terrore della Chiesa. La Chiesa è, infatti, fondamentalista nei riguardi del nostro comfort sociale e della vera religione. Ma una falsa religione, e falsi dei, possono solo essere messi alla berlina dalla vera religione, dal vero Dio.
L’ Humanae Vitae è stata profetica. La “Pillola” è stata una bomba nucleare, a fissione. Ha, infatti, disintegrato il nucleo della famiglia, frazionando l’atomo del sesso, separando il piacere dal suo frutto, il suo fine unitivo da quello procreativo, scindendo il sesso dalla vita (nascente).
In che modo Cristo rivoluziona la Rivoluzione Sessuale? Non facendo ritornare indietro le lancette dell’orologio, non mediante una nuova epoca vittoriana, non mettendo di fronte la religione al sesso, ma mostrando la loro profonda e intima connessione. Che cos’è questo legame?
Proprio il contrario di quello che aveva in mente Freud. Freud, infatti, pensava che la religione fosse solo un volgare sostituto del sesso. Cristo mostra invece che è il sesso a essere un misero surrogato della religione, della vera religione, segnatamente, della religione che Freud ignorava affatto. Freud congetturava che l’amore fosse il vicario della lussuria. Cristo sapeva che la lussuria era la caricatura dell’amore. Se Freud si fosse trovato nel giusto, ne sarebbe seguito che, quanto più uno si fossa dato al sesso, tanto meno avrebbe avuto bisogno della religione, in modo tale che gente felicemente sposata, con a disposizione un bel pò di sesso felice, sarebbe ben presto approdata all’ateismo.
Ma non succede. Queste predizioni si sono rivelate del tutto infondate. I dati sperimentali contraddicono la teoria. Chi è sessualmente attivo non diventa ateo. Nemmeno nei College. La cultura dominante, interessandosene, li ha semplicemente trasformati in bordelli gratuiti, sogni impossibili per gente sessualmente eccitata. Eppure anche questi giovani, e certamente le loro prostitute a basso prezzo, non sono affatto atei spensierati. Non sono ne’ l’uno ne’ l’altro: ne’ atei ne’ felici. Soddisfare le proprie basse voglie non rende più felici, di una felicità spirituale, di quanto non lo facesse per Sant’Agostino. Sembra proprio che non sia Dio un banale riempitivo del sesso, ma proprio il sesso a indossare la maschera del meschino burattino, vicario di Dio.
Tuttavia bisogna ammettere senza esitare che, tra tutti i sostituti di Dio, il sesso è certamente il più avvenente. Questo perchè è una sorta di icona di Dio. Eros è immagine di agape. L’amore tra uomo e donna è immagine, icona dell’amore tra le Persone divine. E’ evidente che solo delle realtà molto nobili possono trasmutare in dipendenza e idolatria. Nessuno si sognerebbe di fare incetta a tutto spiano di graffette o di innamorarsi dei videogiochi collettivi. Non è possibile fare una religione a partire dalle lavatrici. Eppure tutto questo è possibile a partire dal sesso.
Il sesso è così vicino alla religione per il semplice fatto che l’ultimo orizzonte, il centro e il cuore di ogni religione vera è il matrimonio spirituale con Dio. E’ questo il piano per il quale siamo stati creati, è la sola realtà che ci trascinerà in una estasi eterna, eternamente giovane. Non è altro che questo il messaggio biblico. L’ultima parola della storia, dice l’Apocalisse, è un fatto: il matrimonio dell’Agnello e la Sua sposa, Cristo e la Chiesa, Dio e l’uomo. E’ il punto omega, lo scopo, il valore più sublime, il bene più prezioso, il significato, la consumazione e la perfezione della vita umana.
Cos’è mai che rende il sesso, questo meccanismo di spremitura recettoriale, così seducente? Perchè è una delle rare esperienze elementari, in questa vita, che rassomiglia a queste visioni. E’ una estasi, letteralmente – parola che significa “uscire fuori di sè” – oblio di se stessi, autotrascendimento, il superamento di quella solitudine esistenziale che ciascuno porta inseparabilmente con sè in questa terra insieme a quella meravigliosa, piccola e terribile parola “Io”. L’ “Io”, è impaziente finchè non diventa “Noi”. In ultima analisi, perchè Dio è un “Noi”.
Non è tanto la biochimica dell’ eccitamento a suscitare l’attrattiva per il sesso ma l’esperienza affatto personale di sapere che l’altro ti ha accolto dentro il suo spazio sacro, anima e corpo. E’ una intimità, una solitudine, una solitudine comune, dal momento che sperimentiamo che l’altro/a che amiamo, a sua volta ci ama, e che i due fiumi dell’amare e dell’essere amati si incontrano come due raggi di luce che diventano uno, o come due fiumi di lava confluenti. I due diventano veramente uno e, paradossalmente, proprio nel momento in cui si perdono l’uno nell’altro, ciascuno scopre la verità segreta del proprio essere, della propria individualità. In quale altro momento i due amanti possono raggiungere il massimo della loro pienezza individuale, se non quando sono precisamente persi totalmente l’uno nell’altro/a? Com’è possibile? Lo è, perchè è cio che è Dio: e questa è la ragione per cui è anche l’ultima legge della vita: il chicco di grano deve morire, sepolto nella terra, condizione per la sua sopravvivenza. Perdi la tua vita, unico modo per trovarla. Doni, ed è ancora l’unico modo per ricevere. Dimentichi te stesso, unica condizione necessaria per ritrovarti. E’ proprio una sorta di abbandono mistico, di perdita delle proprie facoltà. Diventi l’altro, senza per questo minimamente cessare di essere te stesso.
Sì, altre esperienze nella vita fanno notoriamente conseguire un barlume di questa eccitazione, simili al sesso, ma molto più raramente e debolmente. Un esempio: la grande musica, o il surf su una onda gigantesca. Dio, tuttavia, ha predisposto che il sesso sia la strada regale. E’ la ragione per la quale Egli non ha deciso che i bambini siano originati dall’ascolto di Beethoven o dallo stare bene aggrappati con le dieci dita dei piedi alla tavola da surf.
In breve, per il disegno divino della creazione, noi tutti siamo invariabilmente destinati al coinvolgimento nel matrimonio spirituale, a divenire una cosa sola con Lui; non è per questo che siamo così inquieti di raggiungere l’eccitazione mediante l’unione reciproca, noi, in quanto vere immagini di Dio? Proprio perchè siamo fatti a immagine di Dio è l’unione sessuale a costituire l’immagine vera dell’unione con Dio. E’ un desiderio del Cielo, una scialba ma vera immagine della Visione Beatifica.
S. Tommaso d’Aquino afferma: “Nessun uomo può vivere senza gioia” (cioè senza estasi, che è qualcosa di molto più intenso della felicità, sulla quale possiamo “mettere le mani”, sotto il nostro controllo, e quindi sfociare nel tedio, mentre la gioia è sempre una sorpresa, un dono). L’ Aquinate prosegue: ” Nessun uomo può vivere senza gioia; e questa è la ragione per la quale tutti coloro che sono privati di quella vera, spirituale, necessariamente si riversano nei piaceri carnali.” L’origine della Rivoluzione Sessuale è religiosa. La Rivoluzione non avrebbe mai e poi mai aver avuto luogo senza la previa perdita della vera religione, della gioia spirituale, della passione religiosa, l’amore appassionato di Dio. La Rivoluzione non avrebbe mai potuto attecchire senza di questa, e senz’altro nemmeno senza la Pillola, che permette di avere rapporti senza conseguenze e responsabilità esistenziali. Ci siamo buttati alle spalle le due gioie più profonde, durature e grandi, l’eternità dell’amore di Dio e l’amore terreno di una sposa, della famiglia e dei figli, le due gioie che scaturiscono dall’atto più disinteressato di amore, dono di sè, dall’avventura più radicale di non tenere per sè nulla; e abbiamo barattato questi due tesori drammatici per che? Per il piacere meschino, effimero, piccino che è tale proprio perchè deve stare attento a non dare tutto, a tenere per sè qualcosa, che include la fecondità, la famiglia, il futuro e la fatica dell’impegno. Un’avventura micidiale. Che avventura terribile sono i figli! Essere colpiti da una convulsione è certamente meno traumatico di avere bambini. Tuttavia, siamo tristi e perciò disperati proprio perchè siamo congenitamente programmati per un idillio completo e selvaggio, del tutto o del niente, mentre rimane l’amaro in bocca, scoprendo come il tutto si riduca a un mero possesso, triviale e di una torturante monotonia.
Siamo bugiardi matricolati. Pretendiamo di essere felici. La liturgia laica abituale esordisce abitualmente con un “Come stai”? E la risposta deve essere invariabilmente “Bene,” anche se il cane è appena deceduto, la suocera viene a convivere stabilmente con te, i tuoi figli pensano che sei un tipo socialmente inetto e tua moglie sta affannosamente cercando i numeri di telefono degli avvocati divorzisti. Ma va bene, tutto bene, a tutti.
Se stiamo tutti bene, com’è possibile che il tasso di suicidio tra gli adolescenti sia schizzato del 5 mila per cento tra il 1950 e il 1990? Può mai essere cercato un parametro più indiscutibile di questo nel misurare l’infelicità? In che modo Gesù Cristo risponde a questa sfida? Che cosa ha a che fare Cristo con la Rivoluzione Sessuale, le sue radici, i suoi frutti? Tutto. In quanto solo Cristo offre l’intimità con Dio, proprio quello che cerca la Rivoluzione Sessuale, ma ignora. Come affermava Chesterton, Quando l’adultero bussa alla porta del bordello, sta esattamente cercando la cattedrale.
Pertanto solo Cristo è la risposta alla Rivoluzione Sessuale. Nessun’altro offre l’intimità con Dio.
Ciò che ho appena detto vi farà pensare a una mia bizzarria. Come oso mettere in relazione queste due cose, Cristo e il sesso? Eppure devo farlo, perchè sono le due cose più affascinanti della nostra vita, inoltre sono entrambe rivelazione dello stesso Dio, il Dio dell’amore.
Non ho fatto altro che rammentarvi l’essenza della Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II. E’ la risposta della Chiesa alla Rivoluzione Sessuale. La Chiesa ha una risposta puntuale alle nuove eresie, mediante nuove definizioni, nuovi approfondimenti, nuovi rimodellamenti della stessa eterna verità. Ma quanto è importante questa risposta? Tanto quanto la Rivoluzione Sessuale. L’importanza di San Giorgio dipende da quella del drago. Quella del Dr. Von Helsing dipende dall’importanza di Dracula.
E quanto conta il dragone, o il Dracula della Rivoluzione Sessuale? Bene, questo ha a che fare con l’importanza della famiglia, esattamente per la stessa e medesima ragione: la Rivoluzione, nei riguardi della famiglia, sta esercitando il ruolo di Dracula.
Ma quanto è importante la famiglia? E’ il fondamento di tutta la società, di ogni società umana, e la sorgente della felicità più inesauribile (come pure della più tragica infelicità, per converso), in quanto è l’immagine di Dio. Dio non è solitario. Dio è una famiglia.
Penso che la famiglia sia, dal punto di vista di Dio, anche più importante dell’ortodossia dottrinale, proprio perchè la famiglia è la autentica immagine e presenza di Dio in mezzo a noi. L’Islam e il Mormonismo sono entrambe delle eresie teologiche, eppure si stanno diffondendo molto più celermente del Cristianesimo, con la benedizione di Dio, dato che Mormoni e Musulmani, oggi, sono molto più fedeli dei Cristiani alla famiglia, alla morale sessuale, al matrimonio e alla procreazione.
I Musulmani hanno cercato, senza risultato, di conquistare con la spada l’Europa Cristiana per 13 secoli; ci stanno riuscendo adesso con un’arma infinitamente più efficace: le madri. Hanno bambini e famiglie a iosa, e i Cristiani tutto il contrario. Allora perchè stupirci se Dio gli sta mettendo in mano l’Europa perchè ne sono degni, mentre noi no.
Tutto questo è esecrabile, perchè nè Maometto nè Joseph Smith (padre fondatore dei Mormoni, NdT), sono la risposta alla Rivoluzione sessuale. Cristo lo è. Lui non fa vedere solo il Disegno, come fa il Papa; Lui E’ il Disegno. Egli non ci insegna tanto la Parola di Dio circa il sesso, ma Lui E’ la Parola di Dio sulla sessualità. Non ci rende semplicemente più dotti sul matrimonio spirituale, Lui E’ il matrimonio spirituale. Egli è il significato integrale, il fine, il cuore e la fruizione del sesso, di tutta la nostra vita, fin alle ultime fibre, nella vita presente e nell’altra. E’ la Mente di Dio, Lui è l’inventore del sesso, l’icona e il mediatore dell’estasi Celeste, il matrimonio mistico, del quale (il sesso) è l’icona.
Conoscere Lui è afferrare il senso delle cose. Fuori di Lui, non possiamo conoscere Dio, noi stessi, il significato della vita, della morte, del sesso.
Ci sarebbe da aggiungere qualcosa alla antropologia Cristiana e alla filosofia Cristiana della sessualità. Sarebbe necessario sapere molto più di questo. Ma nulla di meno.
(c) Traduzione di Paolo Gasparini
Il testo originale in inglese – Christian anthropology versus the Sexual Revolution, an address to the The Catholic Medical Association’s 79th Annual Educational Conference (October 27-30, 2010) – è stato pubblicato su:
http://www.catholiceducation.org/articles/printarticle.html?id=6741
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