GERUSALEMME, 10. Nonostante la domenica delle Palme sia stata funestata da due distinti attacchi terroristici che hanno seminato morte nella comunità copta d’Egitto, in altre regioni del Vicino e Medio oriente, in particolare in Iraq, dove molte zone del paese sono state liberate dalla presenza jihadista, i cristiani hanno ricordato l’ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme in un clima di rinnovata speranza.In Terra santa l’amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, ha rivolto alle centinaia di fedeli accorsi al Santo Sepolcro parole particolarmente gioiose. Si tratta di una settimana particolare non solo perché quest’anno le date della Pasqua delle Chiese orientali e occidentali coincidono, ma perché è la prima festività dalla conclusione dei lavori di restauro dell’Edicola, resi possibili dall’accordo fra le tre comunità che gestiscono la basilica. I tradizionali riti della giornata hanno assunto così un sapore nuovo. Mentre i copti erano riuniti in preghiera, monsignor Pierbattista Pizzaballa ha benedetto e distribuito le palme ai frati della Custodia di Terra santa e ai fedeli di rito latino presenti, per poi guidarli in processione, per tre giri intorno all’ Anastasis e davanti al Calvario. In Medio oriente, come accennato, assieme ai riti che introducono la festa della Risurrezione di Cristo, quest’anno si celebrà anche, dove è possibile, la liberazione dal regime estremista dello stato islamico. A Erbil, in Iraq, i fedeli siro-cattolici della Piana di Ninive, sfollati e quasi tutti residenti in case e campi nel sobborgo cristiano di Ankawa, hanno portato una grande croce in processione agitando le palme in segno di festa. «La tradizione della celebrazione della domenica delle Palme — ha dichiarato il sacerdote sirocattolico della diocesi di Mosul, padre George Jahola — è molto sentita nella nostra Chiesa». In Iraq, la domenica delle Palme è una giornata dedicata ai bambini e ai giovani ma anche alle loro famiglie. Il religioso ha ricordato che quella delle Palme è «la festa della gioia di accogliere Cristo Gesù innanzitutto attraverso il suo segno, che è la Croce». Per le strade di Ankawa è stata portata in processione una grande croce che appartiene alla Chiesa Caldea e che ha al suo interno una reliquia del legno della croce di Gesù». I fedeli siro-cattolici hanno sfilato anche in altre città e zone del Kurdistan. Questi tentativi — ha spiegato al Sir padre George — sono un segno timido, ma dimostrano anche una tenacia della fede che si coniuga con la speranza tutta pasquale di ritornare a ricostruire le nostre comunità».
© Osservatore Romano - 10 - 11 aprile 2017