Riceviamo da La Croce quotidiano e rilanciamo:di Hashtag
Caro monsignor Becciu, le scriviamo dalla prima pagina del nostro giornale per dirci davvero delusi per la reprimenda inviata a Radio Maria per via di un articolo dell’Espresso che L’Espresso stesso era stato costretto a smentire per le evidenti falsità che conteneva.
Vede monsignore, noi sopportiamo la strategia di comunicazione che ci regala il periodico cippalippa con Eugenio Scalfari, l’indicazione di Repubblica come primo e unico quotidiano italiano letto al mattino dal Santo Padre, gli svolazzi a difesa di Virginia Raggi, le telefonate misericordiose a Marco Pannella e persino l’indicazione di Emma Bonino (che si vanta di aver praticato aborti con pompe di bicicletta) come “grande italiana”. Ogni volta questo giornale ha scelto la strada di difendere strenuamente la pastorale di Papa Francesco e gli ammennicoli della sua comunicazione “da aereo”, da “chi sono io per giudicare” a “figliano come conigli” al pugno se ti offendono la mamma. Ha giustificato, compreso, obbedito e silenziato i sedevacantisti, quelli che vogliono insegnare al Papa come fare il Papa, quelli che Francesco non è il Papa. Però. Però se in uno scontro in cui vengono rivolte a padre Livio e a Radio Maria accuse platealmente false da mezzi di comunicazione laicisti che hanno la sola finalità di colpire i cristiani, la Segreteria di Stato vaticana dà manforte ai laicisti contro i cristiani, allora proprio sul piano della comunicazione rischiate che la corda già tesa si spezzi. Riteniamo sia qualcosa da evitare. E umilmente e fraternamente invitiamo a una maggiore prudenza.
© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 5 novembre 2016
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