Una vittoria attesa da anni. Con la sentenza n. 38233/2026 la Suprema Corte afferma un principio senza ambiguità: nessuna tradizione, nessun credo religioso e nessun modello culturale possono legittimare la sottomissione. In Italia la dignità e la libertà della donna non sono negoziabili. La legge vale per tutti.
Finalmente. Era ora. Dopo anni di battaglie, discussioni, giustificazioni e troppe ambiguità, arriva dalla Corte di Cassazione una pronuncia che segna un confine netto: la violenza sulle donne non può trovare alcuna giustificazione nella cultura, nella religione o nelle tradizioni del Paese di provenienza di chi la esercita. Non esistono deroghe, eccezioni o attenuanti culturali quando vengono calpestati i diritti fondamentali di una persona.
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