Snap, gruppo che per primo attaccò la chiesa accusandola di essere un ricettacolo di pedofili, opera da più di 20 anni senza licenze. Il direttore David Clohessy, interrogato, ha dichiarato: «Se diffondevamo informazioni false? Certo»Benedetta Frigerio
David Clohessy, leader dello Snap, che si definisce come il più grande gruppo di sostegno alle vittime di abusi da parte del clero, ha ammesso in una recente deposizione legale che il gruppo ha pubblicato informazioni false. E che non ha mai controllato le licenze lavorative dei consulenti delle vittime alle sue dipendenze. Clohessy era stato chiamato a deporre il 2 gennaio scorso presso la corte di Clayton in Missouri con l'accusa di aver violato l'ordine di non rivelare informazioni circa la vicenda legata ad una presunta vittima di abusi difesa dallo Snap.
Clohessy, però, non ha voluto rispondere alle domande sulle cifre richieste alle vittime né su quelle ricevute in donazione dagli avvocati da loro contattati per difenderle, pur ammettendo che il gruppo «pubblicizza le cause intraprese contro i preti». L'uomo ha poi inveito contro la Chiesa cattolica e la Conferenza episcopale americana, come già aveva fatto in passato ritrattando solo più tardi. Il prossimo interrogatorio determinerà se l'attività dello Snap sia focalizzata realmente al sostegno delle vittime o se usi parte delle parcelle degli avvocati per incentrare la propria azione contro la Chiesa cattolica.
twitter: @frigeriobenedet
© www.tempi.it - 9 marzo 2012