ROMA, 28. Le scuole in Italia che «svolgono le proprie attività secondo modalità completamente e propriamente non commerciali » saranno esentate dal pagamento dell’Imposta municipale unica (Imu). È quanto ha affermato ieri presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, intervenendo presso la Commissione industria al Senato, dove si stava esaminando il decreto legge sulle liberalizzazioni. Il capo del Governo ha spiegato che, riguardo all’emendamento presentato al decreto cosiddetto «salva Italia», «non è corretto chiedersi se le scuole in quanto tali siano esenti» dal pagamento dell’Imu, «bensì quali siano esenti e quali sottoposte alla disciplina» introdotta con l’emendamento. «La risposta — ha aggiunto Monti — è univoca: sono esenti quelle che svolgono la propria attività in modo concretamente non commerciale». Il presidente del Consiglio ha indicato i «parametri» per considerare «non commerciali» le scuole: «l’attività paritaria è valutata positivamente se il servizio è assimilabile a quello pubblico», in particolare sul piano dei programmi scolastici, dell’applicazione dei contratti nazionali e su quello della «rilevanza sociale». Inoltre il bilancio dovrà essere «tale da preservare in modo chiaro la modalità non lucrativa »; e quindi «l’eventuale avanzo sarà destinato all’attività didattica ». Ha aggiunto Monti: «Spero di essere riuscito a definire questa delicata materia in modo da metterla in futuro al riparo da qualsiasi polemica e interpretazione distorta». Da parte del Governo e delle istituzioni c’è «la piena e convinta determinazione a considerare il problema dell’esatta incidenza» delle esenzioni dell’Imu «senza pregiudizi o approcci ideologici di qualsiasi derivazione».© Osservatore Romano - 28 febbraio 2012