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La Gmg è stata gioia convinzione e profezia«Quel silenzio spontaneo, improvviso, di un milione e mezzo di giovani quando il Santissimo è stato posto sull’altare, al Campo della Grazia, veniva dal Cielo. È stato impressionante». Della Giornata mondiale della gioventù appena conclusa nella sua città, il cardinale patriarca di Lisbona Manuel Clemente conserva soprattutto questo momento nel cuore, quello dell’adorazione eucaristica al parco Tejo, la sera di sabato 5 agosto. E nell’intervista con gli inviati dei media vaticani, il settantacinquenne pastore sottolinea tre aspetti. Il primo, quello della gioia — per i giovani, la società e la Chiesa — «semplice, spontanea, pura». Poi la convinzione e la devozione, espresse nel silenzio totale e spontaneo nei momenti di preghiera quando, dice, «non è stato necessario che qualcuno lo chiedesse». Infine, la profezia, che non è utopia: «È già qui, perché questi giovani sono il mondo futuro, la generazione 2023». E Papa Francesco, al quale il porporato è stato accanto a lungo in papamobile, «ad ogni evento era più “giovane” e più felice. L’ho visto molto soddisfatto».
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