Rassegna stampa Speciali

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creative commons immagine piedini bimboÈ stato come un regalo in extremis di san Domenico alla città che ne custodisce le spoglie nel giorno, l’8 agosto, in cui lo celebra la Chiesa universale, come un prolungamento dei festeggiamenti per il santo fondatore dei Frati Predicatori che la “sua” Bologna onora quattro giorni prima. Già, perché la notizia di Maria Stella, la neonata ritrovata la sera di sabato scorso nella culla per la vita di via Tambroni, gestita dalle Suore Minime dell’Addolorata, è di quelle che riempie di gioia tutta una comunità e in generale chiunque ha a cuore la sorte dei bambini.

L’allarme, che segnala l’introduzione di “qualcosa” nella culla termica, è scattato alle 22:45, quando le suore dell’istituto fondato da santa Clelia Barbieri erano già a letto. Ma a differenza di tutte le altre volte – quando le religiose vi avevano trovato dentro delle cose, come la posta – la sera dell’8 agosto hanno dovuto recuperare, appunto, “qualcuno”, il primo essere umano da quando, ormai più di nove anni fa (era sabato 13 maggio 2017, memoria della Madonna di Fatima e centenario della sua prima apparizione ai pastorelli), l’arcivescovo e oggi cardinale Matteo Maria Zuppi aveva benedetto la culla. «Le avevano messo un berrettino e un body, e sopra una copertina. Era pulita e curata. L’abbiamo presa fra le braccia. Non piangeva per niente. Avrà avuto dieci ore di vita. Era una stellina piccola piccola. Per quello ci è venuto spontaneo chiamarla Stella. Maria Stella», sono le parole delle suore riportate da Chiara Gabrielli per Il Resto del Carlino.

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