I documenti ufficiali, dal 1992 al 2006, del Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa (Ccee) sono stati raccolti nel volume - Les évêques et la nouvelle Europe, Paris, Les Éditions du Cerf, 2010, pagine 599, euro 25 - nello sforzo di far circolare il più ampiamente possibile i frutti di una riflessione che si è dipanata negli anni e nella speranza che il libro possa "contribuire a rendere le comunità sempre più universali nel loro respiro, sempre più unite attorno alla luce di Cristo". Il volume è stato curato da Sarah Numico, le introduzioni sono di monsignor Aldo Giordano, segretario generale del Ccee, e di Giorgio Feliciani e la postfazione di Jean-Paul Durand. Pubblichiamo integralmente la presentazione del libro.
Nel 2006 il Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa (Ccee) compiva 35 anni di vita. Frutto esemplare del concilio Vaticano ii, è entrato nella fase della maturità. Le sue strutture e i suoi regolamenti hanno raggiunto stabilità e organicità, la sua vita e il suo ruolo in Europa hanno un posto definito. Allo stesso tempo, il Ccee non cessa di interrogare se stesso sul suo compito e sulla fedeltà alla propria vocazione originaria, quella di essere uno spazio di collegialità episcopale, a servizio dell'annuncio del Vangelo in Europa. Questa riflessione avviene nei momenti di incontro del Consiglio, nei simposi, negli scambi informali tra confratelli, e ora avviene anche attraverso le pagine di questo libro che raccolgono i frutti di quindici anni di lavoro corale degli episcopati europei.Nell'ottobre 1991 usciva il volume "I vescovi d'Europa e la nuova evangelizzazione", introdotto e curato dal prof. Hervé Legrand, e pubblicato in italiano, francese e tedesco. Nel corposo libro erano raccolti i testi sintesi ritenuti più significativi per illustrare e tracciare la vita e il percorso di riflessione del Ccee nei suoi primi vent'anni. Ora, per generosa disponibilità di monsignor Aldo Giordano, segretario generale del Ccee dal 1995 e per intelligente volontà del professor Giorgio Feliciani, docente di diritto canonico, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, vede la luce, in francese una seconda raccolta di documenti e atti per continuare a raccontare la storia del Ccee e rendere accessibili ai lettori documenti significativi della vita della Chiesa in Europa
Certamente la vita e la vivacità di un organismo come il Ccee è difficilmente riducibile a un volume di documenti, per quanto corposo e completo. Ciò che fa la ricchezza del Consiglio è la rete di rapporti che esso contribuisce a creare e mantenere tra i vescovi e i responsabili dei diversi settori pastorali delle 34 Conferenze episcopali cattoliche del continente europeo. Tuttavia da queste pagine, che raccolgono una scelta e non la completezza di testi nati in questi 15 anni, si possono cogliere alcune linee di fondo del cammino del Ccee.
Due introduzioni, "Il Ccee e la sfida dell'evangelizzazione", curata da monsignor Aldo Giordano, che del Consiglio è stato segretario generale dal 1995 al 2008, e "Il Ccee: storia e profilo giuridico", a cura del professor Giorgio Feliciani, docente di diritto canonico all'Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, vogliono offrire in modo sintetico una presentazione della vita e della storia del Consiglio, mettendo in luce le peculiarità e i principali ambiti di attività di questo organismo episcopale in riferimento al contesto europeo e alla vita della Chiesa cattolica universale.
Raccogliendo nel primo capitolo del volume i testi di Giovanni Paolo ii, si è voluto non solo documentare la profonda unione di intenti e la fedeltà dei vescovi europei al successore di Pietro, ma anche rendere omaggio a questo Pontefice che ha tanto contribuito alla vita del nostro continente: per l'Europa, il Papa ha voluto due assemblee speciali del Sinodo dei vescovi (nel 1991 e nel 1999). Giovanni Paolo ii ha seguito da vicino e con particolare cura i lavori del Ccee. Già come cardinale di Cracovia ha partecipato a simposi del Ccee e poi come Papa ha voluto lo sviluppo e la riforma del Consiglio stesso. Questo stretto rapporto di collaborazione e di fedeltà, continua ora con Benedetto XVI e con i vari dicasteri della Sede Apostolica.
È l'assemblea plenaria del Ccee, composta dai presidenti delle Conferenze episcopali membra (33 Conferenze episcopali, rappresentate di diritto dai loro presidenti, gli arcivescovi del Lussemburgo, del Principato di Monaco, di Cipro dei Maroniti e il vescovo di Chisinäu, in Moldova. Lo presiede il cardinale Péter Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest, primate d'Ungheria; i vicepresidenti sono il cardinale Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e il cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux. Segretario generale del Ccee è padre Duarte da Cunha. La sede del segretariato è in Svizzera a St. Gallen), che decide le linee di fondo della riflessione e delle attività del Consiglio ed elegge le proprie cariche (il Capitolo). Essa si riunisce una volta all'anno. I lavori sono generalmente divisi in due parti: una prima parte è dedicata all'analisi e allo scambio su temi di fondo o su argomenti di particolare attualità legati alla vita dell'Europa e della Chiesa. La seconda parte dell'assemblea è dedicata alla verifica delle varie attività e iniziative del Consiglio e alla programmazione futura.
C'è tuttavia una riflessione costante che attraversa i 35 anni di vita del Ccee ed è quella incentrata sul tema dell'evangelizzazione, l'annuncio del Vangelo all'uomo e alla donna contemporanei, nelle diverse situazioni e contesti di vita. Momento privilegiato di approfondimento è quello dei simposi (iii capitolo), undici in tutto, quattro dal 1993 a oggi. Il più recente, celebrato a Roma nel 2004, ha allargato l'orizzonte della riflessione al continente africano, per condividere con i confratelli nell'episcopato dell'Africa, ricchezze, preoccupazioni e progetti della Chiesa oggi.
Dal confronto con la cultura europea e nell'ascolto delle domande e delle sfide specifiche che la società europea pone alle Chiese oggi, il Ccee identifica alcuni ambiti particolarmente "urgenti" (iv capitolo). In questi anni la priorità è stata data a: catechesi, vocazioni, pastorale universitaria; mass media, pastorale sociale, salvaguardia del creato e migrazioni. Per ogni ambito, commissioni o gruppi di lavoro costituiti da rappresentanti competenti di Conferenze episcopali nazionali, generalmente presieduti da un vescovo delegato, si occupano di portare avanti la riflessione attraverso incontri europei e forme varie di collaborazione.
Un ambito che negli anni ha acquistato una priorità sempre più rilevante per il Ccee è quello dell'impegno ecumenico (v capitolo), vissuto in primo luogo attraverso la collaborazione con la Conferenze delle Chiese europee (Kek). Se sono le tre assemblee ecumeniche europee ad aver dato particolare visibilità pubblica al contributo del Ccee al cammino di riconciliazione in Europa, il confronto e lo scambio con la Kek sono mantenuti costanti attraverso il lavoro del Comitato congiunto che - fondato nel 1971 - si riunisce una volta all'anno.
L'esperienza dei dialoghi abbraccia però anche le altre religioni, e in particolare l'Islam, il buddismo, le religioni alternative (vi capitolo). L'esigenza del dialogo con le comunità islamiche presenti nel continente è nata negli anni '80 quando era presidente del Ccee il cardinale Carlo Maria Martini, ma ha assunto una rilevanza enorme a seguito dei drammatici eventi del settembre 2001. Il buddismo è una presenza più "silenziosa", ma in continua crescita in Europa, a seguito delle immigrazioni e delle conversioni di numerosi cristiani; le cosiddette "religioni alternative", riemerse in Europa dopo il crollo del comunismo, sono un'esperienza del religioso che pone alla Chiesa e alla società numerosi interrogativi e a volte gravi problemi e che richiede perciò un'attenta riflessione culturale e pastorale all'interno delle Conferenze episcopali.
Chiude la rassegna di testi selezionati, il vii capitolo dedicato al tema della "nuova Europa": per il nostro continente questi anni sono stati teatro di gravi drammi (guerre etniche della ex Jugoslavia nei Balcani), profondi stravolgimenti geo-politici (definitiva frantumazione del blocco comunista), grandi passi avanti nella ricerca di una nuova unità e socialità per il nostro continente, attraverso il processo di costruzione dell'Unione europea. Il Ccee, come tutte le Chiese d'Europa, segue questi cammini nella preghiera, nella condivisione della sofferenza, nella solidarietà concreta e nell'offerta del proprio contributo di pensiero, alla luce del Vangelo, affinché l'Europa possa costruirsi su solide basi e rispondere adeguatamente alle grandi questioni etiche ancora aperte nel mondo contemporaneo: la difesa della dignità e dei diritti umani, la vita, la famiglia, la pace, la giustizia, la riconciliazione, la salvaguardia del creato...
Questi materiali sono ora offerti ai lettori, nello sforzo di far circolare il più ampiamente possibile i frutti di una riflessione che si è dipanata negli anni grazie allo sforzo di condivisione compiuto da numerose persone, e nella speranza che il libro possa contribuire a rendere le comunità sempre più "universali" nel loro respiro, sempre più unite attorno alla luce del Cristo, sempre più sante, attraverso il faticoso cammino di continua conversione a cui sono chiamate.
(©L'Osservatore Romano - 20 febbraio 2010)