Verranno attuate politiche che combattono la piaga dell'aborto con opportune iniziative di sostegno anche economico, favorendo il privato sociale che opera nel settore? Esisteranno politiche socio sanitarie che sostengono le famiglie nella loro attività di cura dei propri anziani e dei non autosufficienti?
Saranno promosse politiche di welfare che riconoscono la famiglia fondata sul matrimonio come soggetto sociale strategico per "tornare a crescere"? Saranno sperimentate fiscalità che tendono ad introdurre il metodo del quoziente familiare nelle amministrazioni pubbliche? Esiste un'efficace rete di servizi educativi per l'infanzia?
Saranno attivate politiche di sburocratizzazione delle amministrazioni pubbliche che avvicinino il cittadino alle istituzioni? Quanto si sta facendo nella definizione di procedure amministrative che abbiano in capo responsabilità chiare e definite, e tempi certi? Come verrà promossa nella Regione una "trasparenza attiva", non solo quella formale dovuta dalle normative?
Che impronta si vorrà dare a politiche sociali non assistenzialistiche, davvero solidali, di contrasto alla povertà, orientate alla libertà di scelta e alla promozione dell'autonomia e della responsabilità? Sapranno connettersi con politiche attive per l'inserimento lavorativo? Esiste un progetto "terzo settore" nella programmazione regionale? Il diritto alla salute, il miglioramento delle prestazioni di cura, la gestione efficiente delle strutture sanitarie sarà affidata per davvero ai meritevoli, o viceversa alle cordate politiche?
Saranno previste procedure innovative per incrementare le prassi partecipative del cittadino nell'azione di governo, sperimentando forme di democrazia deliberativa nei processi di elaborazione delle decisioni?
Esisterà una linea di sostegno per una nuova infrastrutturazione sociale che implementi la sussidiarietà, ovvero che promuova tutto quanto oggi porta ad accrescere il bene comune, soprattutto l'autorganizzazione dei cittadini e delle realtà sociali ed economiche? Le aziende pubbliche subiranno una trasformazione nella direzione di imprese sociali a tutto tondo?
Saranno proposte politiche di sostegno alla libertà di scelta e a un pluralismo delle istituzioni educative che premi la qualità dell'offerta formativa e riduca la dispersione scolastica?
Esiste un efficace sistema di borse di studio per dare agli studenti meritevoli che vogliono accedere all'università le pari opportunità? Esistono politiche di formazione professionali davvero innovative e utili per l'inserimento dei giovani nel lavoro? Sono previste risorse per investire nell'ammodernamento delle strutture scolastiche?
Saranno implementate politiche di sostegno all'auto imprenditorialità, soprattutto giovanile? E sul versante dell'innovazione come si opererà? L'accesso al credito è sostenuto, soprattutto per l'imprenditorialità di qualità e sociale? Esiste un "osservatorio" che misuri il grado di libertà economica nella Regione? Di quanto si ridurrà l'intermediazione delle amministrazioni pubbliche nell'attività economica e finanziaria?
Quali politiche saranno attivate per l'integrazione delle persone immigrate nei territori? Sul fronte servizi sociali e scolastici quali sono le iniziative proposte? Esisterà una politica di integrazione abitativa che eviti enclave di insicurezza nei quartieri? Sarà combattuto a livello comunale l'affitto in nero che non tutela l'immigrato? Esistono linee di finanziamento per attivare a livello comunale progetti di educazione interculturale, di conoscenza della lingua italiana e di emersione del lavoro delle donne?
Non da ultimo: cosa si intende fare per quanto riguarda la qualità ambientale? Quanta raccolta differenziata verrà incrementata? Quanto sarà sostenuta l'introduzione di forme di risparmio energetico nelle abitazioni e nei trasporti? La qualità del servizio pubblico dei trasporti verrà migliorata?
Edoardo Patriarca
© http://www.piuvoce.net/newsite/index.php - 23 febbraio 2010