Rassegna stampa Speciali

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Zuppi CPCUn richiamo rigoroso alla realtà, lontano dalle astrazioni ideologiche, e un invito pressante alla responsabilità comune di fronte alle grandi derive del mondo contemporaneo. Nella sua ampia introduzione in apertura del Consiglio episcopale permanente della CEI, riunito a Roma dal 21 al 23 settembre 2026, il cardinale Matteo Maria Zuppi traccia le coordinate pastorali, sociali e civili per la Chiesa italiana che, afferma subito, trova nella “comunione la sua forza” e solo attraverso di essa diventa un "faro di speranza". Il quadro delineato dall'arcivescovo di Bologna è vasto, intersecando la geopolitica internazionale segnata dai venti di guerra, il delicato dibattito bioetico sul fine vita, l'emergenza educativa nelle scuole e le riforme interne ecclesiali scaturite dal Cammino sinodale di fronte anche alla preoccupazione di un Paese, come l'Italia, che nonostante le sue radici, continua a perdere terreno nell'annuncio del Vangelo e nel numero sempre più ridotto di fedeli. Al centro della riflessione del presidente della CEI c’è il costante rinvio al magistero papale e, in particolare, alla recente Enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas, assunta come una una vera e propria “bussola preziosa in momenti in cui si è, tante volte, umanamente e intellettualmente spaesati”. Zuppi esorta l’intera comunità ecclesiale e civile a non archiviare tali orientamenti come meri riti passeggeri, ma a calarli concretamente nella storia e nel tessuto normativo italiano.

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