di Rita BoiniLe storie anche antiche a volte emergono dopo secoli a sorpresa e così mentre l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi si avvia alla conclusione emergono novità, non ad Assisi ma nell’Amerino. Già da mesi all’attenzione degli studiosi, e in modo particolare del professor Antonio Montefusco dell’Université de Lorraine, è il miracolo in cui san Francesco a Lugnano in Teverina ha liberato un bambino dalle fauci del lupo: infatti narrazioni successive raccontano che il tutto avvenne grazie all’intervento di un’anatra ben raffigurata nei dipinti locali bisognosi però di ulteriori indagini.
"Questo - spiega padre Pietro Messa, professore di Storia del francescanesimo alla Pontificia università Antonianum di Roma - non fa che confermare quanto la studiosa Chiara Frugoni indicò quale pista da percorrere in quanto passibile di scoperte importanti, cioè considerare non solo le fonti scritte ma anche quelle iconografiche ossia le immagini". E a questo proposito novità emergono dal convento di San Giovanni Battista di Amelia, un insediamento francescano costruito per i frati minori Osservanti a metà del Quattrocento che però a causa delle soppressioni degli enti religiosi fu chiuso nel 1891 per divenire proprietà privata come è tuttora. Mentre i dipinti della chiesa sono stati asportati e ad esempio una famosa pala raffigurante sant’Antonio abate opera del famoso Piermatteo d’Amelia è conservata al museo cittadino gli affreschi del chiostro e in altri locali sono rimasti in loco. È sempre padre Messa a dire: "La particolarità di queste immagini è che della vita di san Francesco vi sono raffigurazioni pressoché inedite. [...]
Particolarmente eloquente è la presenza dell’Assisiate che lava un lebbroso e ciò anche a motivo del fatto che una caratteristica di questo centenario del 2026 è il riconoscimento unanime che la fonte principale per conoscere Francesco sono i suoi scritti e in modo particolare il Testamento steso pochi mesi prima di morire. In quest’opera egli afferma in modo chiaro che il fare misericordia con i lebbrosi è stato l’avvenimento che ha causato un cambiamento nella sua vita per cui da mercante ambizioso di diventare cavaliere si è fatto seguace di Gesù. Ora come hanno mostrato gli studi di Giuseppe Cassio l’iconografia francescana per vari motivi ha trascurato questo fatto pur così importante e l’averlo ora scoperto a fine centenario raffigurato a Amelia è veramente un segno, quasi un lascito per il futuro. [...]
Altri sono i dipinti presenti molto interessanti per conoscere san Francesco e la sua posterità come ad esempio quello in cui appare mentre prende per mano coloro che stanno nelle fiamme del purgatorio per condurli in paradiso. Con la
consapevolezza di ciò ci si auspica che le istituzioni regionali e nazionali pongano attenzione a tale patrimonio onde conservarlo, restaurarlo e renderlo fruibile a tutti. Anche perché tutta l’Umbria è terra francescana e cuore spirituale non solo dell’Italia".
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