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Regione Lazio Gender
Aggiornamento del 18 maggio 2021:


Comunicato dell'USR Regione Lazio
Anche l'USR della Regione Lazio prende le distanze dal Gender e dall'uso improprio dell'Istituto Metafora


Comunicato dell'Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini,
ecco la smentita:
«Nessuna linea Guida è stata diffusa dall'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini riguardo al documento Strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere. Per tale ragione, l'azienda ha diffidato l'istituto Metafora-Centro Ricerca e Terapia della Famiglia, del Bambino e dell'adolescente Srl (SAIFIP).
Il predetto Istituto ha utilizzato, senza alcuna autorizzazione, il logo dell'Azienda abusando di un rapporto di convenzione in corso con il San Camillo Forlanini, finalizzato al supporto psicologico di adeguamento tra identità fisica e psichica.Pertanto l'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini non è responsabile né dei contenuti, né delle modalità con cui tale documento è stato diffuso».
Come risulta da qui sulla Pagina Facebook dell'Azienda Forlanini
e anche da qui
Linee guida gender nelle scuole del Lazio, il San Camillo: «Non c'entriamo». Figuraccia dell'Usr - Secolo d'Italia (secoloditalia.it)comunicato Forlanini 18 maggio 2021




Francesca Centofanti

È da quando ho iniziato ad interessarmi ad argomenti simili a questo, che sono sempre stata certa che le istituzioni scolastiche avrebbero dovuto avere gli strumenti per poter fronteggiare queste situazioni (come, d'altronde, lo dico da anni sull'inclusione degli alunni bes, dsa e adhd, ma poco è stato fatto e per la loro sensibilità, fragilità e ferite profonde causate dall'ignoranza degli insegnanti non vedo manifestazioni di piazza in giro - vabbè ma questo è un discorso a parte a quanto pare).
Comunque credo davvero sia necessario un tavolo intorno al quale discutere e confrontarsi per accogliere al meglio gli adolescenti che hanno problematiche inerenti alla disforia di genere. E quando dico "al meglio" significa senza ideologie, significa avendo un quadro ampio della situazione, a più voci. Invece, mentre leggo questo documento, sento una puzza terribile di sensi unici.
Studi a senso unico.
Pensiero a senso unico.
Teorie e ipotesi a senso unico.
Strategie d'intervento a senso unico.
Mi chiedo questo documento pubblico (e pubblico significa che riguarderà la vita di tutti i cittadini, tutti) da chi è stato redatto? Le mani che lo hanno pensato e scritto sono tutte sulla stessa linea d'onda? O sono stati così responsabili da ampliare il dibattito e il tavolo a pareri differenti?
Vorrei tanto saperlo.
Alcuni punti sono assolutamente discutibili, per non dire peggio. E vorrei sapere se 'tutti' gli studi confermano ciò che gli studi inseriti in questo documento affermano.
Come ad esempio:
- "il benessere psicologico delle
persone transgender sia
inversamente correlato all’intensità dell’intolleranza sociale percepita".
Sicuramente le discriminazioni e l'intolleranza creano malessere, ma perché si sorvola sul fatto che è anche la disforia in sé ad essere causa palese di malessere?
"In tal senso, alcune ricerche
recenti condotte su bambini e
adolescenti che hanno compiuto
transizioni sociali precoci o che hanno intrapreso una terapia ormonale o di soppressione della pubertà, hanno mostrato funzionamenti psicologici
nella norma, assenza di problemi
psicopatologici o la remissione di
questi in età adulta".
Qui si parla di BAMBINI. A mio avviso, queste sono le righe più pericolose e tragiche di questo documento, che palesano tutta l'ideologia che contiene.
Il 99% della "disforia" negli adolescenti, non è disforia e si risolve una volta usciti dal periodo adolescenziale. Perché non se ne parla in questo documento che andrà sulle cattedre di tutti gli insegnanti italiani?
Perché non si dà una visione più ampia dell'argomento citando paesi tipo l'Inghilterra, dove sono già avanti con questi processi, e hanno dovuto fare marcia indietro perché gli studi hanno rivelato i danni che stava causando l'intervento precoce della transizione.
Vorrei avere più studi che confermano quello che dice questo documento: cioè che iniziare presto (ANCHE DA BAMBINI dove per bambini si intende sotto i 10 anni immagino) il processo di transizione, elimina ogni problema.
Tremo davanti a questa affermazione fatta su un documento che arriverà alle istituzioni scolastiche, tremo.
"L’esistenza di forme di pensiero stereotipico sull’omosessualità e in generale sulla variabilità di genere sviluppano omofobia e transfobia sociale".
"Questo lavoro deve contribuire a smantellare i miti, gli stereotipi e i pregiudizi sulle persone
transgender e offrire informazioni
pratiche"
Qui semplicemente mi chiedo cosa intendono per "stereotipi". Sarebbe bene esplicitarli.
Insomma un documento fortemente ideologizzato che forse a settembre rischia di diventare lo strumento per l'accoglienza dei ragazzi con disforia, per tutti gli insegnanti d'Italia.
Spero che lo straccino.


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