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papa-aereo-madrid-gmg-2011-2Giacomo Galeazzi
madrid Non bisogna avere paura della verità, raccomanda Benedetto XVI. “La verità come tale è dialogale perché cerca di conoscere meglio, di capire meglio e lo fa in dialogo con gli altri. Così, ricercare la verità e la dignità dell’uomo è la maggiore difesa della libertà”.

  La responsabilità dell'Europa è creare lavoro, cercare la verità non è intolleranza e con le Giornate mondiali della Gioventù i cristiani trovano coraggio. In volo verso Madrid Benedetto XVI risponde alle domande dei giornalisti ed anticipa alcuni temi del suo dialogo con i pellegrini della Gmg. "Cercare la verità non è una forma di intolleranza" nonostante le accuse rivolte in tal senso ai monoteisti, "i veri valori non vogliono le menzogne né le norme imposte con una certa forza", spiega il Papa mentre un aereo Alitalia lo porta alla XXVI Giornata mondiale della gioventù.

  E' il suo terzo viaggio in Spagna dopo l'incontro internazionale delle famiglie di Valencia del 2006 e la visita a Santiago de Compostela-Barcellona dello scorso anno."Solo i valori veri - afferma Benedetto XVI - portano al futuro, non bisogna fissarsi su una ragione positivista: i valori, i diritti umani, sono elementi fondamentali riconosciuti che ci metto in dialogo con gli altri".

 E sulla bufera nei mercati planetari osserva:"In questa crisi economica, come anche nella precedente, si vede cosa accade quando un'economia solo mercantile ha dimenticato l'etica". Il Pontefice sottolinea che c'é una "responsabilità dell'Europa verso gli altri, le altre nazioni e verso l'umanità è che "bisogna creare lavoro" e "proteggere il pianeta". Il compito della "gioventù del Papa" è rilevante. Bisogna "continuare le Gmg, questa ispirazione dovuta a Giovanni Paolo II perché sono un segnale della presenza di Dio del mondo, danno ai cristiani il coraggio di essere credenti mentre spesso si sentono isolati". E, evidenzia Joseph Ratzinger, la "Gmg crea amicizie, apre frontiere, rende visibile che è bello essere con Dio e che Dio é con noi, per questo vogliamo continuare l'idea di Giovanni Paolo II".

  Ma Benedetto XVI tiene a precisare che "le Gmg non possono essere un fatto isolato ma fanno parte di un percorso, di una preparazione che è soprattutto spirituale nonostante ci siano anche tanti problemi tecnici". Quindi, "la preparazione interiore si ha mentre si cammina con gli altri verso Dio, si aprono le frontiere delle culture e si appianano i contrasti umani". Rispondendo, come da tradizione, ad alcune domande rivolte dai giornalisti, dunque, il Papa ha sottolineato l’importanza delle Gmg non solo per i giovani, ma per tutta la Chiesa. E sull’attuale crisi economica, ha ribadito che l’uomo e non il profitto devono essere al centro dell’economia.

La Gmg “collega il mondo e Dio”, ed è “un’importante realtà per il futuro dell’umanità. Al centro della riflessione del Pontefice si staglia il valore straordinario delle Giornate Mondiali della Gioventù, dono ed ispirazione del Beato Giovanni Paolo II:"Queste Gmg sono un segnale, una cascata di luce; danno visibilità alla fede, alla presenza di Dio nel mondo e creano così il coraggio di essere credenti. Spesso i credenti si sentono isolati in questo mondo, quasi perduti. Qui vedono che non sono soli, che c’è una grande comunità di credenti nel mondo, che è bello vivere in questa amicizia universale”. Quanto alle preoccupazioni per la tenuta del sistema, "l’economia non funziona solo con una autoregolamentazione mercantile, ma ha bisogno di una ragione etica per funzionare”.   Benedetto XVI richiama il magistero sociale di Giovanni Paolo II: l'uomo deve essere al centro dell'economia e che “l’economia non è da misurare secondo il massimo profitto, ma secondo il bene di tutti. E non va trascurato il valore della responsabilità.

  L’Europa deve anche pensare ai problemi economici di chi, in altre parti del mondo, soffre la fame e non ha futuro. Si tratta in primo luogo di un dovere verso le nuove generazioni:“Se i giovani di oggi non trovano prospettive nella loro vita, anche il nostro oggi è sbagliato. La Chiesa con la sua dottrina sociale, con la sua dottrina sulla responsabilità di Dio, apre la capacità di rinunciare autl massimo del profitto e di vedere le cose nella dimensione umanistica e religiosa, cioè essere l’uno per l’altro”. Proprio la Gmg dimostra che non bastano le statistiche a spiegare il modo in cui Cristo semina la sua parola: “Certamente, molto si perde, non possiamo subito dire: da domani ricomincia una grande crescita della Chiesa. Così Dio non agisce. Ma cresce in silenzio, tanto. So dalle altre Gmg che hanno fatto nascere tante amicizie, amicizie per la vita; tante nuove esperienze che Dio c’è”.  

  Il punto centrale è l’annuncio della Verità in un mondo in cui i giovani vivono in ambienti multiculturali e multiconfessionali. In passato ci sono stati abusi del concetto di verità, però "la verità è accessibile solo nella libertà". Cioè "si può imporre con violenza, con comportamenti, osservanze, attività, ma non la verità". La verità si "apre solo alla libertà, al consenso libero e perciò libertà e verità sono intimamente unite, l’una è condizione per l’altra”.   Perciò “dobbiamo essere sempre alla ricerca della verità, dei veri valori”. Nei diritti umani fondamentali è racchiuso “un nucleo di valori” comuni.

© http://vaticaninsider.lastampa.it/ - 19 agosto 2011