Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa etica
cromosoma-21di Augusto Pessina
Sebbene con incongruenze e contraddizioni, la legge che dal 2004 ha regolato in Francia l’utilizzo di embrioni umani per la ricerca era stata in qualche modo una scelta coraggiosa. Nell'attuale clima della ricerca biologica spinta a ritenere lecito fare tutto quanto è tecnicamente possibile, conteneva almeno una parvenza di salvaguardia della dignità della persona umana. Dal momento che la norma incide sul costume con grande portata educativa, era sicuramente più accettabile una legge basata su un divieto, anche se poteva prevedere deroghe.
Con la nuova legge varata il 16 luglio scorso, invece, sono cadute molte restrizioni e il successivo ricorso, respinto il primo agosto dal competente organo legislativo francese, ha definitivamente varato una nuova legge che liberalizza di fatto la ricerca con le cellule di embrioni umani.
Non ce n’era bisogno. Non sembra affatto vero infatti quanto affermato sul sito di «Science» da Cécile Martinat, cioè che «la vecchia legge permetteva agli oppositori delle embrionali di bloccare alcune ricerche ad esempio sostenendo che potessero essere fatte con altri tipi di staminali». Infatti, se si analizzano i dati, si vedrà che dal 2004 l’Agenzia Nazionale per la Biomedicina ha di autorizzato oltre il 90 per cento delle ricerche con embrioni umani, nonostante una legge apparentemente restrittiva.
L’unico risultato positivo di questo cambiamento è che ora anche le posizioni ambigue hanno modo di chiarirsi. Infatti, i cosiddetti limiti che questa legge pone alla liberalizzazione dell’uso di embrioni sono davvero minimi e per di più basati su concetti così vaghi — quali pertinenza scientifica, finalità medica, rispetto dei principi etici relativi alla ricerca sull’embrione e sulle cellule staminali embrionali — che si potrà almeno far emergere con chiarezza quali siano le vere ragioni da opporre all’uso di embrioni umani anche in quella numerosa parte del mondo cattolico ancora confusa. Queste ragioni non sono di natura scientifica e tecnica — se pure queste esistono, e sono importanti — ma sono di esclusiva natura etica ed antropologica e non possono essere disattese dalla politica e tanto meno dettate dalla scienza.
Ogni uomo ha il diritto di difendere la propria ed altrui dignità di persona senza delegare a chi “sa”. Ma non possiamo fare a meno di segnalare una quanto mai infelice coincidenza, che fa emergere in modo drammatico a quale forma di schizofrenia la cieca ideologia — supportata da ignoranza — ci stia portando. In Italia, il parlamento — che non si è limitato a recepire la normativa europea — ha varato un’assurda legge che limita fortemente l’uso di animali per la sperimentazione. Non parliamo dell’ovvia e tanto odiosa vivisezione, ma dell’uso di topi in studi essenziali, come quello dei tumori umani. Sembra che per il bene dell’uomo si possano sacrificare embrioni umani, ma non usare topi per studiare nuove cure, in particolare per guarire quei tumori umani che necessitano di particolari modelli animali.



(©L'Osservatore Romano 4 agosto 2013)