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eugenicsWASHINGTON, 18. «Un abuso» che ignora la dignità e il valore della persona: è una netta critica il commento della Conferenza episcopale negli Stati Uniti in merito alla scoperta di un gruppo di ricercatori della Health and Science University dell’Oregon che hanno annunciato di essere in grado di clonare esseri umani a partire dalle cellule della pelle.
Cellule che, ha affermato uno degli stessi ricercatori, Shoukhrat Mitalipov, «hanno dimostrato la capacità di trasformarsi come normali cellule staminali embrionali in ogni tipo di cellule, incluse quelle dei nervi, dei reni e del cuore»; per questo «si tratta di un passo significativo nello sviluppo delle cellule che possono essere usate nella medicina rigenerativa» di ogni parte del corpo umano. Il cardinale arcivescovo di Boston, Sean Patrick O’Malley, che è anche presidente della Commissione per le attività pro-vita della Conferenza episcopale negli Stati Uniti, ha osservato che «la notizia che i ricercatori hanno messo a punto una tecnica per la clonazione umana è profondamente preoccupante in molti aspetti». Si tratta infatti del primo esperimento di clonazione ottenuto non su animali, ma mediante la coltivazione di embrioni umani che poi sono stati distrutti durante il processo. L’esperimento di clonazione, è sottolineato in una nota dell’episcopato, ha coinvolto donne alle quali sono stati dati ormoni per indurre l’ovulazione e ricavarne nuclei cellulari per la clonazione e che sono state sottoposte a procedure che mettono la loro salute e fertilità a rischio. «La creazione di nuove vite umane in laboratorio solo per distruggerle — ha sottolineato il cardinale O’Malley — è un abuso denunciato anche da molti che non condividono le convinzioni della Chiesa cattolica sulla vita umana». Il porporato ha aggiunto che le nuove tecniche sulla clonazione «potranno essere adottate da coloro che vogliono produrre bambini clonati come “copie” di altre persone». Il cardinale ha concluso che «se utilizzata per uno scopo o l’altro, la clonazione umana considera gli esseri umani come prodotti realizzati su ordinazione per soddisfare i desideri di altre persone. Questo non è coerente con la responsabilità morale di trattare ogni membro della famiglia umana come un dono unico di Dio, come una persona con la propria dignità». In un documento del 2008 dell’episcopato dal titolo «Sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali: una dichiarazione della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti» si affermava come appaia «innegabile che una volta attraversata la linea che impedisce di trattare gli esseri umani come meri oggetti di ricerca» non ci sia più possibilità di fermarsi. «La clonazione umana — è aggiunto — è intrinsecamente sbagliata perché riduce la procreazione a un mero processo produttivo, formando nuovi esseri umani in laboratorio con caratteristiche specifiche come se fossero merci. Ciò è particolarmente chiaro quando gli embrioni umani vengono prodotti clonando a scopi di ricerca, perché le nuove vite umane sono generate unicamente per essere distrutte».

© Osservatore Romano - 19 maggio 2013