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Rassegna stampa etica
autismo-preghieraAncora di famiglia si parla da questa mattina, giovedì 20 novembre, nell’Aula del sinodo in Vaticano. Se ne parla anche se in riferimento a un aspetto molto particolare, colto nell’orizzonte infinito che si apre dinanzi alla primordiale istituzione umana. Se ne parla come comunità “terap eutica” fondamentale e insostituibile, soprattutto quando anche la scienza fatica a venire a capo di una delle tante gravi malattie che flagellano indistintamente tutti i popoli della terra: l’autismo.
È infatti proprio la famiglia il terreno più fertile che si manifesta con il susseguirsi degli interventi di scienziati e ricercatori di diverse nazioni del mondo, chiamati a confronto in questi giorni dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari sul tema «La persona con disturbi dello spettro autistico: animare la speranza». L’occasione è la celebrazione dell’annuale conferenza internazionale organizzata dal dicastero vaticano, giunta ormai alla sua ventinovesima edizione. Ancor prima degli scienziati, a indirizzare l’obiettivo della conferenza è stata la signora Lee, mamma di Leland, un pittore di Taiwan, autistico, le cui opere sono da qualche giorno esposte nell’atrio dell’Aula Paolo VI . «Leland — ha detto rivolgendosi in apertura dei lavori alla qualificata assemblea — è qui per testimoniare come l’imp ossibile possa divenire possibile» quando l’amore di una famiglia è la forza trainante di qualsiasi intervento terapeutico. Non a caso il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, nel portare il saluto del Governo italiano ai partecipanti, ha individuato proprio nella carenza di sostegno alle famiglie con figli autistici l’anello debole dell’intervento degli Stati nell’affrontare una patologia il cui peso ricade completamente sui genitori. Stefano Vicari, primario di neuropsichiatria infantile dell’osp edale Bambino Gesù, ha sostenuto la tesi dimostrando, dati scientifici alla mano, la necessità di un ruolo attivo della famiglia nel percorso terapeutico per combattere una patologia che si fa sempre più minacciosa (oggi a un bambino su 68 viene diagnosticato l’autismo) e della quale si sa ancora troppo poco, soprattutto per quanto riguarda le cause scatenanti. Fattori genetici o ambientali? La ricerca ancora non riesce a dare una risposta concreta. Al Bambino Gesù si opera su due fronti: l’aspetto genetico è indagato attraverso percorsi di prima diagnosi mirati, follow-up e controlli clinici. I fattori ambientali sono affrontati sul campo, così come avviene in Giordania, nell’ospedale delle suore comboniane di Karak, dove vengono seguiti i bambini di famiglie di profughi siriani che presentano disturbi neuropsichiatrici. La conferenza, aperta con la messa presieduta dal cardinale George Pell, si concluderà sabato.

© Osservatore Romano - 21 novembre 2014