Due episodi apparentemente distanti fra loro, sia geograficamente sia
per la tragicità degli esiti, ci debbono far riflettere. Due giorni fa
un uomo è stato ricoverato a Palermo con un sospetto: aver fatto uso di
un dentifricio contraffatto che gli avrebbe procurato delle gravi
lesioni cutanee. Il prodotto recava le insegne di una marca nota in
tutto il mondo, ma era stato fabbricato quasi certamente in Cina e
proveniva - come hanno accertato i carabinieri - dal Sudafrica, privo
dell'obbligatoria certificazione Ue. Continua su Avvenire
Sorpassati i confini invalicabili
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