(IRIS) - ROMA, 23 MAG - Le parole di padre Herman Spronck, capo dei Salesiani per l’Olanda? “Chi dice che non vanno condannate a priori le relazioni tra adulti e bambini è un irresponsabile. A maggior ragione se è un sacerdote. In quel caso è irresponsabile due volte, visto che sbaglia come uomo e come sacerdote. Forse padre Spronck dovrebbe chiedere scusa alla Chiesa. Forse padre Spronck dovrebbe chiedere scusa ai bambini e a Dio. Forse, più che altro, padre Spronck non è informato su quanto duramente la Chiesa sta lottando per i bambini e per avere un clero più santo e impegnato a promuovere la tutela e la dignità dell’infanzia”.
È questa la prima reazione di don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell’Associazione Meter (associazionemeter.org), pioniere nella lotta alla pedofilia che proprio il 16 marzo scorso su denuncia di Meter avevano smantellato con l’operazione rescue la piattaforma pedofila culturale che aveva sede su un server in Olnada e che così commenta le incredibili frasi che padre Spronck ha rilasciato ieri in un’intervista in merito alla vicenda di un sacerdote che da anni un salesiano identificato come “padre B.”, 73 anni, fa parte del consiglio direttivo di “Martijn”, un impegno di cui era a conoscenza il suo diretto superiore.
“Un sacerdote che dice quello che ha detto Spronck è indegno della Chiesa, dell’abito che porta e della missione che compie. Bastano le inutili, stupide parole dette da una persona evidentemente non in sintonia con la Chiesa, a gettare discredito sul duro, forte operato che con coraggio Benedetto XVI e dei Vescovi e sacerdoti nel mondo. Ma come, mi chiedo, - prosegue don Di Noto - questo Papa ha dato giri di vite su giri di vite per combattere la pedofilia e l’abuso o la molestia da parte di sacerdoti indegni e che hanno perso di vista il rispetto dei bambini e la loro innocenza, e c’è ancora gente nella Chiesa e nella Società che pretende di dichiarare fesserie simili? E c’è chi ancora sostiene la “normalizzazione della pedofilia” come se non sia bastata l’Operazione Rescue (Salvataggio) che dopo una denuncia di Meter ha permesso lo “smantellamento della “piattaforma della pedofilia culturale” nel mondo con l’individuazione anche di 234 bambini abusati dai pedofili culturali, 700 indagati, 250 arresti e ben 70.000 iscritti a questa piattaforma. Mi vergogno di Spronck e apprezzo la nota della Congregazione Salesiana.
E se non condividesse la Chiesa su un dramma simile, forse dovrebbe chiedere la dimissione allo stato laicale ed è triste cha ancora tali affermazioni non sono configurabili come reato per “istigazione alla violenza sui minori”, conclude.
© http://www.irispress.it/Iris/default.asp -23 maggio 2011
Pedofilia/ Salesiani olandesi scaricano delegato che scusa abusi
Il provinciale dei salesiani olandesi, padre Jos Claes, prende le distanza dal suo delegato Herman Spronck, che nei giorni scorsi, a commento del caso di un sacerdote salesiano che faceva parte di un'associazione che propugna la liberalizzazione della pedofilia, Van B., ha affermato, a quanto hanno riferito i media olandesi: "Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini".
"Ci distanziamo totalmente dai commenti di padre H. Spronck", si legge in una nota del provinciale Jos Claes. Il capo dei salesiani olandesi sottolinea di aver appreso con "grande sorpresa" dell'appartenenza di padre Van B. all'associazione pro-pedofili. "La composizione e le opinioni di tale associazione non sono coerenti con la nostra identità salesiana e il progetto educativo dei salesiani", afferma il superiore. Il provinciale annuncia, poi, la creazione di una commissione di indagine sul caso del sacerdote pedofilo. Il rapporto della commissione sarà inviato ai superiori della congregazione salesiana di Roma. Più in generale, i vertici dei salesiani olandesi stanno "esaminando la situazione attuale" relativamente anche a padre Spronk.
© TMNews - 23 maggio 2011
Don Spronk: certe relazioni non sono necessariamente dannose
CITTA' DEL VATICANO
Singoli casi di preti coinvolti negli abusi sui minori sono stati negli ultimi tempi alla ribalta della cronaca, ma fino ad oggi non si era mai visto che un sacerdote diventasse membro attivo di un’associazione per la depenalizzazione della pedofilia e soprattutto che il suo diretto superiore ne giustificasse i comportamenti. Accade in Olanda, dove le autorità ecclesiastiche e i superiori salesiani stanno investigando su un caso rilanciato due giorni fa dal Daily Mail e, in Italia, dal blog Messainlatino. Don van B. (è nota soltanto l’iniziale del cognome), salesiano di 73 anni, è infatti un militante impegnato nel consiglio direttivo di un’associazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni.
Il sacerdote ha avuto problemi giudiziari per atti osceni in luogo pubblico, mentre al presidente dell’associazione è stata contestata la detenzione di materiale pedo-pornografico. Ma a far scalpore, più ancora della già di per sé impressionante partecipazione di un prete all’associazione pro-pedofilia, è stata l’intervista che il suo diretto superiore, il delegato salesiano per l’Olanda, don Herman Spronk, ha rilasciato alla rete Rtl Nieuws. Il sacerdote ha rivelato di essere da tempo a conoscenza della partecipazione del confratello alla vita dell’associazione e di non aver ritenuto di prendere provvedimenti nei confronti di padre van B. Alla domanda su che cosa ne pensasse dei rapporti sessuali tra adulti e bambini, Spronk ha risposto che «simili relazioni non sono necessariamente dannose» e si è chiesto se le «norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi» non siano «troppo strette».
Incalzato dal giornalista, il sacerdote ha continuato la sua apologia dei rapporti con i minori facendo un esempio concreto: «Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?». Sconcertante anche un’altra risposta del delegato salesiano per l’Olanda: «Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile».
Parole che provocherebbero polemiche se pronunciate da chiunque, ma che sulla bocca di un prete lasciano interdetti. Il caso olandese sembra confermare quanto emerso dal documentato studio commissionato dai vescovi americani al «John Jay College» della City University of New York. Dal rapporto emerge innanzitutto il fatto che gli abusi sui minori hanno avuto il loro picco all’inizio degli anni 1980 e da allora sono in costante diminuzione, a dimostrazione che le nuove e più ferree regole applicate nell’ultimo decennio stanno funzionando: oggi sono percentualmente inferiori, nonostante il clamore mediatico, rispetto all’inizio degli anni 1950. Ma emerge anche, come causa principale del fenomeno - sempre secondo il rapporto - la crisi morale generale che ha caratterizzato gli Stati Uniti negli anni 1960, e l’Europa dal 1968 in poi.
Una rivoluzione nel comportamento sessuale che ha portato alcuni alla giustificazione teorica, o almeno alla ricerca di scusanti, per i rapporti sessuali con i minori. Della pedofilia e delle linee guida per combatterla promulgate dalla Santa Sede parlerà questo pomeriggio anche il cardinale Angelo Bagnasco, aprendo in Vaticano l’assemblea generale della Cei.
© lastampa.it 23 maggio 2011