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Rassegna stampa etica
cura-del-malato-1WASHINGTON, 27. "La vita umana richiede il massimo rispetto e la massima cura": lo ha ribadito il cardinale prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Raymond Leo Burke, intervenendo recentemente in occasione di una conferenza sul tema del "mistero della sofferenza umana e della morte", promossa nell'arcidiocesi di Kansas City in Kansas dall'associazione Saint Gianna Physician's Guild che promuove i valori della fede cattolica nella pratica sanitaria. Il cardinale ha osservato la necessità per i cattolici in generale, ma soprattutto per i giovani studenti, di essere maggiormente informati sugli insegnamenti della Chiesa in merito al problema dell'eutanasia. "La vita umana - ha spiegato il porporato - è un dono e alla quale deve essere dato il massimo rispetto e la massima cura dall'inizio fino alla morte naturale. Non siamo noi i creatori della vita e dobbiamo rispettare il piano dell'Autore della vita che riguarda noi e il nostro mondo", evidenziando ancora "che non importa quanto una vita sia ridotta e quanta sia la sofferenza, essa esige sempre il massimo rispetto e la massima cura e non vi è mai un diritto di spegnere una vita in quanto è in qualche modo gravata da un pesante fardello". Il cardinale ha in particolare tratto spunto per la sua riflessione dalla vicenda di Theresa Marie Schindler Schiavo, detta Terri, la donna disabile morta nel 2005 a seguito della volontà dei genitori e della sentenza di una corte che ha imposto l'interruzione della nutrizione e dell'idratazione artificiali. A tale riguardo, il prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ha evidenziato che la nutrizione e l'idratazione "fanno parte delle cure umane fondamentali e privare i pazienti di tali cure non è in alcun modo compassionevole". Il porporato ha quindi indicato che "la sofferenza umana non può che essere compresa alla luce del dono e della dignità umana", aggiungendo che "impossessarsi deliberatamente della vita di una persona innocente è intrinsecamente malvagio e mai giustificabile". Come accennato, il cardinale ha voluto offrire le sue indicazioni soprattutto ai giovani studenti, i quali, ha puntualizzato, "dovrebbero seguire un certo numero di corsi di filosofia, in modo tale che in qualsiasi campo si specializzino, usino un approccio logico e pieno di fede ai problemi della vita". E ha concluso affermando che "il rispetto della dignità della vita umana è il fondamento del buon ordine della nostra vita individuale e della nostra società" e che senza questo rispetto "le nostre vite personali diventano profondamente disordinate e la società diventa presto un teatro di violenza e di morte".

(©L'Osservatore Romano 28 luglio 2011)