Nell’aborto è sempre la donna ad essere al centro, non il bambino. Anche nel caso in cui un aborto venga risarcito. Siamo nel Nuovo Messico (USA). Nel 2020 una donna si reca nella clinica Southwestern Women’s Options per abortire il suo bambino alla 26^ settimana di gestazione. Arrivata in clinica, la donna è con piena evidenza sotto effetto di sostanze psicotrope, ossia di metanfetamina, come si appurerà dopo. Però la clinica decide ugualmente di praticare l’aborto seppur fosse evidente a tutti che la donna non fosse in grado di prestare un consenso informato valido.Continua su La Nuova Bussola quotidiana