Il congelamento degli ovociti è quella tecnica che permette, tramite vitrificazione, di conservare in azoto liquido a meno 196° C i gameti femminili per poi scongelarli e usarli nelle procedure di fecondazione artificiale. Quindi non si dà congelamento degli ovociti senza fecondazione extracorporea, da qui il giudizio di illiceità morale di tale tecnica di crioconservazione.
Se il congelamento degli ovociti viene scelto per preservare la fertilità e quindi è legato a motivazioni attinenti alla salute della donna, si parla di medical freezing: l’ipotesi più frequente è data dai trattamenti oncologici che possono intaccare le riserve di ovuli o danneggiarli. Oppure non vi sono motivi di carattere medico che suggeriscono di congelare gli ovociti, bensì motivazioni di carattere psicologico, sociale, economico, eccetera: in questo caso il congelamento degli ovociti prende il nome di social freezing. Esempio classico: una giovane donna decide che non è il momento adatto per avere un bambino, ma lo vorrà più avanti quando avrà trovato il partner giusto, il lavoro a lei consono, la condizione economica adeguata, etc. e così congela i propri ovociti quando sono ancora giovani e sani. Il social freezing è in crescita secondo l’Associazione Italiana di Fertilità: dal 2023 al 2024 si è registrato un aumento del 44% (questo incremento così rilevante è dato soprattutto dalle poche richieste presentate nel 2023).
Continua su La Nuova Bussola quotidiana