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Rassegna stampa etica
ideologia e totalitarismiCi riserviamo più avanti nel ri-proporre, in maniera approfondita, in altro articolo e attualizzata - grazie al discorso del Card. Bagnasco a Todi - quali sono i punti cardine del politico cristiano e che sono già presenti qui . Intanto vogliamo indicare ciò che non è chiamato a dire un politico cristiano.. Ascoltiamo l'affermazione dell'On. Rosy Bindi ad un convegno di Agire Politicamente: 
«Non c'è più il dissenso degli anni 70 - ha detto testualmente -, ma c'è un disagio fortissimo, da parte di tutti i cattolici pensanti, che non sono coloro i quali credono che la fede si affermi a colpi di crocifisso da inchiodare sulle pareti degli uffici pubblici o delle aule scolastiche. Occorre però uscire dal disagio, recuperando le fondamenta evangeliche della nostra vita, altrimenti rischiamo di cadere nelle contraddizioni della religione civile, in cui gli atei devoti sono molto più bravi di noi... Occorre dire ai nostri vescovi di riprendere in mano il percorso abbandonato del concilio Vaticano II, di lasciare perdere i "valori non negoziabili" perché in politica bisogna negoziare per raggiungere sintesi migliori e perché quell'ambito spetta ai laici, che non possono subire scomuniche perché si inoltrano nella difficile arte della mediazione». (fonte SETTIMANA (settim. di attualità pastorale) di domenica 28 agosto 2011 Pag 8 La politica e i valori assoluti di Giordano Frosini - online qui).
Premesso che il disagio lo viviamo noi che troviamo una simile rassegna stampa, in forma acritica, sul sito CEI.
Ad ogni modo, sia ben chiaro, ognuno può dire e pensare ciò che vuole, purché però, se si professa cattolico, non incorra in violazioni esplicite del Magistero della Chiesa e nell'offesa della comunità dei credenti e dei suoi pastori. Cosa pensa l'On. Rosy Bindi di stare ad un comizio da bar? Di dare un pacca sulla spalla ai "suoi" pastori? A poco serve una integrità fisica ed una castità fisiologica se poi si vive atteggiamenti oggettivi di presunzione e cafoneria comportamentale.
Bisogna inoltre smetterla di cavalcare l'idolo del Concilio Vaticano II con una interpretazione totalmente erronea e ideologizzata, tipica, in questo caso dell'On. Rosy Bindi. Anzitutto il Concilio Vaticano II va letto e studiato e non usato come clava ideologica depauperata delle sue parti essenziali e del suo spirito essenziale. In seconda battuta va letto e studiato nel corpus del cammino della Tradizione e del Magistero della Chiesa di cui, tra l'altro, la Dottrina Sociale della Chiesa fa parte.
I valori non negoziabili come sottolineato dal discorso del Card. Bagnasco a Todi e dagli innumerevoli interventi di Pietro - cioè Papa Benedetto XVI - sono a fondamento del bene comune e della Dottrina Sociale della Chiesa. Presenti in forma chiara in tutto il Magistero della Chiesa e dirimenti per ogni azione politica feconda e laica del politico cristiano.
Non sono valori che limitano l'azione politica o la negoziazione ma la aprono a vie sicure di fecondità per il bene comune, di non credenti e credenti. Non comprendere questo ineludibile binario significa non agire nella Carità. In quella suprema forma di Carità - come diceva Paolo VI - che è appunto la vita politica.

Paul Freeman