Cronaca di una discussione in aula che squarcia il triste velo dell’ideologia.
di Francesca Morselli
Ogni anno nelle scuole statali vengono assegnate delle ore “alternative” alla religione cattolica: si raggruppano nella stessa fascia oraria alunni di classi diverse che non seguono le ore di religione, dando la possibilità di fare un’altra materia scelta dal collegio docenti dell’istituto.
Nel mio istituto la materia alternativa, assai generica, si chiama “Diritti umani”. Sotto questo titolo in quest’ora settimanale si insegna una miscela tra educazione civica, storia e qualsiasi altra disciplina. Lo scopo non dichiarato, ma neppure nascosto è di non lasciare gli alunni a ciondolare nei corridoi o davanti ai distributori delle bevande (luogo altamente e inspiegabilmente bramato). Quest’anno mi è stata assegnata un’ora con un gruppo di ragazze di prima liceo e ho deciso subito di non organizzare le lezioni in modo chiuso e frontale, ma partecipativo e di trattare argomenti che consentissero il confronto tra loro.
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