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Rassegna stampa etica
Pubblichiamo in una nostra traduzione l'intervento pronunciato il 26 giugno dall'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e delle Istituzioni Internazionali a Ginevra, durante il cinquantasettesimo incontro del Comitato Permanente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR)
Signora Presidente,
Ancora una volta, la violenza sta causando la dislocazione forzata di centinaia di migliaia di persone. La Delegazione della Stata Sede nota con dispiacere che negli ultimi dodici mesi il numero di persone delle quali l'ACNUR si prende cura nel mondo è aumentato. Quasi sempre, questo aumento è dovuto al protrarsi di conflitti armati, mentre, al presente, gli Stati coinvolti, le strutture regionali e la comunità internazionale nel suo insieme mancano della volontà politica di dialogare e trovare soluzioni politiche pacifiche. Gli armamenti non aiuteranno a equilibrare l'influenza dei gruppi in conflitto e serviranno solo a uccidere più civili e a sradicare più famiglie. Questa tragica testimonianza conferma ancora una volta che con la guerra si perde tutto, mentre con la pace c'è tutto da guadagnare.
Signora Presidente, la mia Delegazione si rallegra che, in questo momento di maggiore dislocazione delle persone, l'Alto Commissariato abbia avviato sforzi per analizzare il ruolo delle comunità confessionali nella protezione. Il Dialogo, dell'Alto Commissariato, sulla fede e sulla protezione, lo scorso dicembre, è stato la positiva espressione della convergenza delle persone di fede sul dare priorità alla compassione, alla solidarietà e al dialogo rispettoso, quale metodo adeguato per rispondere alla piaga dei rifugiati.



(©L'Osservatore Romano 10 luglio 2013)