Egregio Direttore,
mi consenta un commento all’episodio in merito allo scambio di provette, con successivo impianto dell’embrione sbagliato al San Raffaele di Milano.
L’errore denunciato al San Raffaele – ma chissà quanti altri errori restano nascosti in altri centri dediti alla PMA! – mette in chiara evidenza quanto la tecnica di fecondazione extracorporea (FIVET/ICSI) rappresenti una vera offesa alla dignità della procreazione umana e della vita concepita.
Pur condotta nelle modalità tecnicamente più efficienti e sicure in un centro più che qualificato nel quale si effettuano migliaia di FIVET ogni anno – omologhe ed eterologhe –, la procedura definita “medicalmente assistita” dimostra tutta la sua artificiosità e meccanicità quasi di una “catena di montaggio”. La coppia in primis, e poi l’embrione prodotto in provetta, subiscono un trattamento che li rende meri strumenti nelle mani di altri, i biotecnologi. E come in una qualsiasi catena di produzione di manufatti, ci può essere l’errore procedurale che compromette il risultato richiesto dal cliente. La “ditta” che correttamente riconosce l’errore si scusa e si impegna a rimediare.
Continua su La Nuova Bussola quotidiana