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papa-francesco-strasburgo-1«Ventisei anni fa Giovanni Paolo II parlò al Parlamento europeo» e «il suo discorso è stato una pietra miliare sulla via della caduta della cortina di ferro e della riunificazione» del continente; oggi Papa Francesco nella stessa sede si rivolge ai rappresentanti degli oltre 500 milioni di cittadini dei 28 Stati membri, che rappresentano la pluralità e la diversità dell’Europa. Lo ha sottolineato il presidente Martin Schulz salutando il Pontefice nell’emiciclo di Strasburgo. Schulz ha ricordato che «da sei anni l’E u ro p a sta vivendo una drammatica crisi, senza precedenti», tra le cui conseguenze c’è «la perdita di fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
E purtroppo — ha spiegato — «non vi è ideale o istituzione che possa resistere a lungo senza fiducia». Ecco perché «c’è bisogno della collaborazione di tutti per riconquistare la fiducia persa». A tale proposito, ha fatto notare, l’Unione europea condivide con la Chiesa «i valori di tolleranza, rispetto, uguaglianza, solidarietà e pace». Del resto essa stessa «è un progetto di inclusione e collaborazione, non di esclusione e confronto». Il presidente ha poi sottolineato come siano soprattutto i giovani a incontrare difficoltà nel trovare il loro posto nella società e un lavoro. Ecco perché, ha commentato, il messaggio di pace e dialogo, sincerità e responsabilità reciproche, di solidarietà e fratellanza portato dal Pontefice è «autenticamente europeo». Infine Schulz ha messo in luce come la stessa vicenda personale di Jorge Mario Bergoglio sia «una storia europea: quella di una famiglia che ha lasciato l’Europa per trovare in America una nuova patria»; e quella di un Papa che è poi «tornato dall’altra parte del mondo» per rinnovare la sua Chiesa e dare un messaggio che — ha concluso — «può aiutare l’Europa a rinnovarsi e a ritrovare fiducia in se stessa». Successivamente, nella sede del Consiglio d’Europa, il segretario generale Thorbjøn Jagland, ha dato a Francesco il benvenuto in quella che ha definito «la casa della democrazia». Dopo aver ringraziato «per il sostegno dato dalla Santa Sede nel corso degli anni», ha aggiunto che l’istituzione da lui rappresentata rispetta la grande saggezza di una «guida spirituale» come il Pontefice. Quindi ha ricordato come a causa delle guerre il mondo ha dovuto sconfiggere i nazionalismi per approdare al riconoscimento dei diritti umani fondamentali, che sono diritti naturali. «Con il Consiglio d’Europa — ha assicurato — abbiamo realizzato un imponente apparato proprio per garantire questi diritti. Poniamo al centro la persona umana e cerchiamo di dare potere agli indifesi. Perciò apprezziamo che lei ponga sempre la persona al centro», dicendo «che dobbiamo abbracciare gli esclusi», perché «tutte le minoranze non sono una minaccia per la società». Al contrario, si tratta di «gente che chiede di poter lavorare. Quando i politici lo capiranno — ha commentato — si supereranno tanti problemi». Infine ha sottolineato che c’è «bisogno di valori e di mete da condividere: abbiamo assistito alla caduta del Muro. Si pensava — ha concluso — che la divisione dell’Europa fosse inevitabile e invece si è trovata una strada nuova». E oggi il Papa è proprio «fonte di ispirazione per quanti vogliono abbattere i nuovi muri» che creano divisioni. Al termine della visita la presidente dell’assemblea parlamentare, Anne Brasseur, ha rivolto il saluto finale a nome dei 47 Paesi rappresentati nel Consiglio d’Europa. In particolare ha sottolineato come i valori comuni condivisi e il rispetto delle diversità costituiscano la forza e la ricchezza dell’istituzione. Accennando ai temi cari al magistero del Pontefice, come la globalizzazione dell’indifferenza e la necessità di accogliere i migranti, ha rilanciato la necessità del dialogo tra le culture e le religioni. «Bisogna restare uniti nel rifiutare ogni forma di violenza in nome della religione» ha detto. Infine ha ricordato la concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, auspicando che alle dichiarazioni di principio corrisponda un impegno effettivo.

© Osservatore Romano - 26 novembre 2014

Visita di Sua Santità Francesco al Parlamento Europeo e al Consiglio d’Europa (25 novembre 2014): Discorso al Parlamento Europeo, 25.11.2014