Rilanciamo questo testo di S. Ecc. za Mons. Agostino Marchetto del 22 aprile scorso.XLII SEMINARIO INTERNAZIONALE DI STUDI STORICI "DA ROMA ALLA TERZA ROMA" (UNIVERSITA' DI ROMA "TOR VERGATA" , 21-22 APRILE 2022).
SUL TEMA “RELIGIONE E POPOLI DA ROMA A COSTANTINOPOLI A MOSCA”
PROPOSTE DELLA CHIESA UNIVERSALE PER LE GENTI IN MOBILITA'
+ Agostino Marchetto
Segretario emerito del Pontificio Consiglio
della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti
Segretario emerito del Pontificio Consiglio
della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti
Il testo-base:EMCC
1) La base di questo mio intervento per un aspetto specifico della mobilità umana si trova
nell’Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi (1), che in continuità con gli insegnamenti precedenti del Magistero della Chiesa (2) e nel aggiornamento di numerosi aspetti della pastorale ecclesiale, nel contesto delle migrazioni dei Popoli, presenta una visione globale del fenomeno migratorio dei popoli e delle persone, sottolineando soprattutto gli aspetti religiosi e socio-culturali, incoraggiando al tempo stesso l’impegno per un ordine mondiale, etico, economico e politico più giusto. Appare già, così, che il nostro concetto pastorale è vasto senza tuttavia perdere niente della sua specificità.
nell’Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi (1), che in continuità con gli insegnamenti precedenti del Magistero della Chiesa (2) e nel aggiornamento di numerosi aspetti della pastorale ecclesiale, nel contesto delle migrazioni dei Popoli, presenta una visione globale del fenomeno migratorio dei popoli e delle persone, sottolineando soprattutto gli aspetti religiosi e socio-culturali, incoraggiando al tempo stesso l’impegno per un ordine mondiale, etico, economico e politico più giusto. Appare già, così, che il nostro concetto pastorale è vasto senza tuttavia perdere niente della sua specificità.
Situazione: ombre e luci
2) La situazione che affrontiamo, questa realtà sopra delineata a grandi e scheletriche linee, ha
dunque delle zone d’ombra e di luce. Nel corso degli ultimi 30-40 anni la percentuale che vive con meno di un dollaro al giorno è diminuita assai ma vi è ancora al incirca un miliardo di persone (tenendo conto ora delle forme derivate dalla pandemia che ci schiaffeggia, ferisce e ci fa morire) le quali vivono in una situazione di povertà estrema, mentre la metà della popolazione mondiale – possiamo dire – sopravvive con meno di due dollari al giorno.
Di fronte a una tale situazione, certamente molto resta da fare per distribuire in maniera più
equitativa i benefici della mondializzazione e per affrontare in modo più adeguato le sfide
dell’emigrazione di popoli (si pensi ai rifugiati climatici, per esempio, nella prospettiva
dell’innalzamento previsto del livello del mare) e di individui e famiglia, e gruppi, e perseguitati,
migrazioni interne e internazionali, volontarie o forzate, migrazione diventata un fenomeno
strutturale (cf. EMCC, nn.18 e 103). D’altre parte si scoprono sempre di più, nonostante tutto,
dunque delle zone d’ombra e di luce. Nel corso degli ultimi 30-40 anni la percentuale che vive con meno di un dollaro al giorno è diminuita assai ma vi è ancora al incirca un miliardo di persone (tenendo conto ora delle forme derivate dalla pandemia che ci schiaffeggia, ferisce e ci fa morire) le quali vivono in una situazione di povertà estrema, mentre la metà della popolazione mondiale – possiamo dire – sopravvive con meno di due dollari al giorno.
Di fronte a una tale situazione, certamente molto resta da fare per distribuire in maniera più
equitativa i benefici della mondializzazione e per affrontare in modo più adeguato le sfide
dell’emigrazione di popoli (si pensi ai rifugiati climatici, per esempio, nella prospettiva
dell’innalzamento previsto del livello del mare) e di individui e famiglia, e gruppi, e perseguitati,
migrazioni interne e internazionali, volontarie o forzate, migrazione diventata un fenomeno
strutturale (cf. EMCC, nn.18 e 103). D’altre parte si scoprono sempre di più, nonostante tutto,
NOTE
1) Il Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti ha pubblicato nel 2004 l’Istruzione EMCC, in AAS XCVI (2004) pp. 762-822, e nella Rivista di quel Dicastero della Curia Romana, People on the Move XXXVI (2004). Appariva anche sul website
www.vatican.va/roman_curia/pontificalcouncils/migrants/index.
2) Ricordo almeno, la Costituzione Apostolica Exsul Familia (AAS XLIV [1952] 649-704), il Motu proprio Pastoralis migratorum cura (AAS LXI [1969], pp. 601-603), l’Istruzione della Congregazione dei Vescovi De Pastorali migratorum cura (AAS, LXI [1969], pp. 614-643) e,
finalmente, la lettera circolare alle conferenze episcopali Eglise et mobilité humaine (AAS LXX [1978], pp. 357-378).
www.vatican.va/roman_curia/pontificalcouncils/migrants/index.
2) Ricordo almeno, la Costituzione Apostolica Exsul Familia (AAS XLIV [1952] 649-704), il Motu proprio Pastoralis migratorum cura (AAS LXI [1969], pp. 601-603), l’Istruzione della Congregazione dei Vescovi De Pastorali migratorum cura (AAS, LXI [1969], pp. 614-643) e,
finalmente, la lettera circolare alle conferenze episcopali Eglise et mobilité humaine (AAS LXX [1978], pp. 357-378).
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i risultati positivi dell’emigrazione sullo sviluppo dei Paesi di origine, grazie ai trasferimenti
monetari ai propri cari in Patria (si ritiene di fatto che sono di un valore maggiore di quello degli
aiuti dei Paesi di miglior stato di vita a quelli in difficoltà di sviluppo integrale), senza dimenticare il contributo effettivo al Paese d’accoglienza .
monetari ai propri cari in Patria (si ritiene di fatto che sono di un valore maggiore di quello degli
aiuti dei Paesi di miglior stato di vita a quelli in difficoltà di sviluppo integrale), senza dimenticare il contributo effettivo al Paese d’accoglienza .
Reciproca relazione di sviluppo ed emigrazione
3) È ormai evidente, e lo attestano da anni le tematiche che riguardano direttamente, alle Nazioni Unite, “lo sviluppo e l’emigrazione”, la reciproca relazione, sempre maggiore, tra mondializzazione, povertà e sviluppo oggi (3). Sono caratteristiche che toccano direttamente i fenomeni migratori internazionali. Così possiamo affermare che non ci può essere al presente un discorso, o discussione o dialogo sullo sviluppo, favorito dalla emigrazione, senza che siano inclusi i temi della mondializzazione e della povertà. A tale proposito, in vista di regolare i flussi migratori, è importante combattere la povertà nel contesto della mondializzazione in azione. Per questo la EMCC vede tutta l’attività umana in una prospettiva culturale che abbraccia una visione dell’uomo e della Trascendenza, atta a motivare l’azione verso una finalità globale, nel contesto complesso e vasto dei movimenti migratori. In altre parole, l’ EMCC, la Chiesa, dà il suo contributo alla ricerca di un nuovo ordine internazionale, nel campo dell’ economia e della politica, perché esse sottolineano e offrono la dimensione culturale, alla cui luce dobbiamo comprendere le migrazioni.
A questo punto dovremmo inserire l’analisi del contributo straordinario di Papa Francesco, su cui non possiamo avviarci, purtroppo, per il tempo che ci è concesso, ma che va nella linea della continuità con le proposte fin qui da me presentate, la linea di sempre, anche se con maggior vigore e coerenza, direi entusiasmo e zelo straordinario per un accentuato senso di solidarietà, compassione e rispetto dei diritti umani e della categoria – diciamo così – dei poveri, dei perseguitati, dei travolti dalle guerre e dalla fame e dal analfabetismo. Su questo punto ascoltiamo una predicazione continua del Verbo di Dio.
La "cultura dell'accoglienza": per un mondo più giusto e fraterno
4) In effetti la nostra Istruzione, approvata specificamente da Giovanni Paolo II il primo maggio del 2004, che ne ha autorizzato la pubblicazione, mette in luce la necessità di un approccio largo nel quale i migranti sentono che la loro esperienza, spesso dolorosa e drammatica, partecipa alla creazione di un mondo più giusto e prospero per tutti. In esso lo sviluppo non è compreso solamente in termini economici ma in modo nuovo che promuove e protegge la centralità e la
NOTE
3 )THOMAS PIKETTY, in Le Monde “sur les inégalités mondiales 2022 » e intervento di Mons. GABRIELE CACCIA, in occasione del generale dibattito del III Comitato, della 76esima sessione dell’Assemblea Generale, New York, 1/X/21 e anche 3,7,8 dello stesso mese.
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sacralità della persona umana, detto in una parola “cultura dell’accoglienza” (EMCC n. 39). Per
questo l’EMCC così si conclude: “Pure i migranti possono essere costruttori nascosti” e
provvidenziali di una tale fraternità universale, insieme a molti altri fratelli e sorelle” (n. 103).
Una tale affermazione, del resto, non è che la sintesi della riflessione strutturata di tutto il
documento. Esso così inizia: “il fenomeno migratorio pone il problema morale della ricerca di un
nuovo ordine economico internazionale per una distribuzione più giusta dei beni della terra, in
una visione della comunità internazionale come famiglia di popoli, con applicazione del diritto
internazionale. Il documento propone in seguito un quadro di riferimenti biblici e teologici,
inserendo il fenomeno migratorio nel contesto della storia della salvezza presentandolo come un ‘segno dei tempi’ e della presenza di Dio nella storia e nella comunità umana in marcia verso la comunione universale” (EMCC, Presentazione).
questo l’EMCC così si conclude: “Pure i migranti possono essere costruttori nascosti” e
provvidenziali di una tale fraternità universale, insieme a molti altri fratelli e sorelle” (n. 103).
Una tale affermazione, del resto, non è che la sintesi della riflessione strutturata di tutto il
documento. Esso così inizia: “il fenomeno migratorio pone il problema morale della ricerca di un
nuovo ordine economico internazionale per una distribuzione più giusta dei beni della terra, in
una visione della comunità internazionale come famiglia di popoli, con applicazione del diritto
internazionale. Il documento propone in seguito un quadro di riferimenti biblici e teologici,
inserendo il fenomeno migratorio nel contesto della storia della salvezza presentandolo come un ‘segno dei tempi’ e della presenza di Dio nella storia e nella comunità umana in marcia verso la comunione universale” (EMCC, Presentazione).
La cultura umana: suo posto centrale nella società
5) Nella nostra Istruzione dunque la Chiesa manifesta la convinzione profonda che la persona
umana occupa un posto centrale nella società (4). L’immigrato è assetato di gesti che lo facciano sentire accolto, riconosciuto e valorizzato come persona. Anche il semplice saluto è uno di questi” (EMCC n. 96).
Mentre gli Stati si battono abitualmente per i propri interessi, la Chiesa sostiene la visione di
un’economia veramente mondiale che comprenderebbe tutte le Nazioni e ogni componente
al interno di ogni Paese. Questo senso dell’universalità ecclesiale è - si può dire – il riflesso D.N.A. del messaggio cristiano, che risulta essere in questo caso sulla stessa lunghezza d’onda e in armonia con le Organizzazioni mondiali. Per ciò potevo dire alla Signora Catherine Bertini, Responsabile del Programma Alimentare Mondiale durante il mio servizio come rappresentante della S. Sede presso tale Organizzazione, che si può parlare di un’alleanza strategica tra Chiesa Cattolica e P.A.M.. “Le migrazioni dunque offrono alla Chiesa l’occasione storica di una verifica delle sue note caratteristiche. Essa di fatto è una anche in quanto esprime, in un certo senso, l’unità di tutta la famiglia umana, è santa pure per santificare tutti gli uomini, affinché in essi sia santificato il nome di Dio, è cattolica altresì nella apertura alle diversità da armonizzare, ed è apostolica anche perché impegnata ad evangelizzare tutto l’uomo e tutti gli uomini” (EMCC n. 97).
umana occupa un posto centrale nella società (4). L’immigrato è assetato di gesti che lo facciano sentire accolto, riconosciuto e valorizzato come persona. Anche il semplice saluto è uno di questi” (EMCC n. 96).
Mentre gli Stati si battono abitualmente per i propri interessi, la Chiesa sostiene la visione di
un’economia veramente mondiale che comprenderebbe tutte le Nazioni e ogni componente
al interno di ogni Paese. Questo senso dell’universalità ecclesiale è - si può dire – il riflesso D.N.A. del messaggio cristiano, che risulta essere in questo caso sulla stessa lunghezza d’onda e in armonia con le Organizzazioni mondiali. Per ciò potevo dire alla Signora Catherine Bertini, Responsabile del Programma Alimentare Mondiale durante il mio servizio come rappresentante della S. Sede presso tale Organizzazione, che si può parlare di un’alleanza strategica tra Chiesa Cattolica e P.A.M.. “Le migrazioni dunque offrono alla Chiesa l’occasione storica di una verifica delle sue note caratteristiche. Essa di fatto è una anche in quanto esprime, in un certo senso, l’unità di tutta la famiglia umana, è santa pure per santificare tutti gli uomini, affinché in essi sia santificato il nome di Dio, è cattolica altresì nella apertura alle diversità da armonizzare, ed è apostolica anche perché impegnata ad evangelizzare tutto l’uomo e tutti gli uomini” (EMCC n. 97).
NOTA
4) Vedere per es., il Messaggio Pontificio per la Giornata Mondiale della Pace 2007 “La persona umana, cuore della pace” : O.R. 146 (44, 429 – 12/XII/ 2006) pp. 4-5
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Un lavoro decente per i migranti
6) Ma ritorniamo alla persona umana, con la sua creatività e la capacità d’innovazione e di lavoro. La Chiesa insiste infatti nella creazione di possibilità di lavoro decente per i migranti, come pista per uscire dalla povertà e dalla marginalizzazione. Ciò è dunque strettamente legato alla necessità di proteggere tutti i migranti e le loro famiglie con misure legislative, giuridiche e amministrative specifiche come sottolineato da Papa Benedetto XVI, con queste parole: “La Chiesa incoraggia la ratifica degli strumenti legali internazionali tendenti a difendere i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie e offre, grazie alle sue diverse istituzioni e associazioni, una “advocacy” che diventa sempre più necessaria” (5)
A questo proposito è nostro dovere incoraggiare i Governi a ratificare la “convenzione
internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori immigrati e dei membri della
famiglia”, entrata in vigore l’1/07/03. Essa è volta, come attesta il suo titolo, a proteggere i
lavoratori e le lavoratrici e i membri delle loro rispettive famiglie.
A questo proposito è nostro dovere incoraggiare i Governi a ratificare la “convenzione
internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori immigrati e dei membri della
famiglia”, entrata in vigore l’1/07/03. Essa è volta, come attesta il suo titolo, a proteggere i
lavoratori e le lavoratrici e i membri delle loro rispettive famiglie.
Solidarietà e cooperazione fra tutti i Popoli
7) Ad ogni modo, sia che si parli di migranti come individuo, sia che si riferisca a gruppi o
collettività, in situazione irregolare, la Chiesa lo considera essenzialmente in quanto persona,
soggetto relazionale, aperto agli altri. Una persona con i suoi diritti e doveri, che devono essere
rispettati pure se si trova in situazione irregolare. E qui entra in gioco la carità cristiana per gli altri. In effetti, se questo rapporto verso di essi è interrotto, allora anche sparirebbe il senso e il dovere di solidarietà. A tale proposito Benedetto XVI scrive nella enciclica Deus Caritas est: “chi ha bisogno di me, e che posso aiutare, egli è mio prossimo. Il concetto di prossimo è universalizzato e tuttavia rimane concreto. E pur esteso a tutti gli uomini, non si riduce alla espressione di un amore generico e astratto, che in sé stesso poco impegna, ma richiede il mio contributo concreto qui e ora” (n. 15).
È la ragione per cui la Chiesa conserva vivente questo senso forte di solidarietà e di cooperazione fra tutti i popoli, ciò può servire di coscienza critica nel impegno a realizzare un mondo differente, dove siamo tutti protesi a proteggere la libertà – sotto tutti i suoi aspetti – ma soprattutto con
collettività, in situazione irregolare, la Chiesa lo considera essenzialmente in quanto persona,
soggetto relazionale, aperto agli altri. Una persona con i suoi diritti e doveri, che devono essere
rispettati pure se si trova in situazione irregolare. E qui entra in gioco la carità cristiana per gli altri. In effetti, se questo rapporto verso di essi è interrotto, allora anche sparirebbe il senso e il dovere di solidarietà. A tale proposito Benedetto XVI scrive nella enciclica Deus Caritas est: “chi ha bisogno di me, e che posso aiutare, egli è mio prossimo. Il concetto di prossimo è universalizzato e tuttavia rimane concreto. E pur esteso a tutti gli uomini, non si riduce alla espressione di un amore generico e astratto, che in sé stesso poco impegna, ma richiede il mio contributo concreto qui e ora” (n. 15).
È la ragione per cui la Chiesa conserva vivente questo senso forte di solidarietà e di cooperazione fra tutti i popoli, ciò può servire di coscienza critica nel impegno a realizzare un mondo differente, dove siamo tutti protesi a proteggere la libertà – sotto tutti i suoi aspetti – ma soprattutto con
NOTA
5) BENEDETTO XVI, Messaggio per la 95° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: O.R. 264 (44, 406 – 15/XI/2006) p. 5.
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programmi di formazione adattati (6) e a promuovere la presa di coscienza che siamo membri di una sola famiglia umana nella quale noi tutti abbiamo una responsabilità (7).
Una pastorale specifica della mobilità umana
8) E qui (8) nasce la domanda, nel quadro sempre della EMCC, per una buona gestione del fenomeno migratorio, l’aspetto che noi chiamiamo specificamente pastorale; è almeno interessante? E la risposta sgorga chiara: Si, certamente. Questo è del dominio specifico e se non lo curiamo, quanto detto finora sarà gravemente incompleto. Ritorniamo dunque, a questo rispetto, verso l’Istruzione EMCC, che per noi è la sorgente di una buona gestione pastorale del fenomeno migratorio, dando solamente qualche riferimento.
Soprattutto varrà sottolineare l’importanza di un buon coordinamento tra Chiesa di accoglienza e quella di partenza (cf. EMCC n. 70). Quest’ultima rimane la Chiesa madre che non può
abbandonare a se stessi i figli che partono, verso i quali essa deve continuare a mostrare
sollecitudine attiva e carità pastorale, come Cristo Buon Pastore. Uno scambio regolare di
informazioni, dunque, tra Chiesa di partenza e quella d’arrivo, degli incontri bilaterali dei vescovi e delle visite periodiche e reciproche dei responsabili di Chiese manterranno vivente il legame della memoria e la conoscenza del patrimonio culturale e religioso degli immigrati forzati o volontari.
Rapidamente, certo, ma dobbiamo altresì ricordare che la Chiesa sovente ha insistito sulla necessità di un vero impegno nella formazione e lo studio della mobilità umana. Essa ha sottolineato con frequenza che per essa una preparazione pastorale specifica è indispensabile. Così per esempio: “Anche nei seminari non potrà mancare una formazione che tenga in conto il fenomeno migratorio, ormai planetario” (EMCC n. 71) (9).
NOTE
Soprattutto varrà sottolineare l’importanza di un buon coordinamento tra Chiesa di accoglienza e quella di partenza (cf. EMCC n. 70). Quest’ultima rimane la Chiesa madre che non può
abbandonare a se stessi i figli che partono, verso i quali essa deve continuare a mostrare
sollecitudine attiva e carità pastorale, come Cristo Buon Pastore. Uno scambio regolare di
informazioni, dunque, tra Chiesa di partenza e quella d’arrivo, degli incontri bilaterali dei vescovi e delle visite periodiche e reciproche dei responsabili di Chiese manterranno vivente il legame della memoria e la conoscenza del patrimonio culturale e religioso degli immigrati forzati o volontari.
Rapidamente, certo, ma dobbiamo altresì ricordare che la Chiesa sovente ha insistito sulla necessità di un vero impegno nella formazione e lo studio della mobilità umana. Essa ha sottolineato con frequenza che per essa una preparazione pastorale specifica è indispensabile. Così per esempio: “Anche nei seminari non potrà mancare una formazione che tenga in conto il fenomeno migratorio, ormai planetario” (EMCC n. 71) (9).
NOTE
6) Ricordiamo qui che nella XVI Assemblea plenaria del nostro Consiglio Pontificio realizzata dal 15 al 17/V/2006, sul tema “Migrazione e spostamento da o verso Paesi a maggioranza islamica”, l’aspetto educativo è stato fortemente rilevato, come risulta dal documento
finale, in questi termini: «È importante garantire l’educazione delle nuove generazioni, proprio perché la scuola gioca un ruolo fondamentale per vincere il conflitto dell’ignoranza dei pregiudizi e per conoscere correttamente e obiettivamente la religione altrui, con
un’attenzione speciale alla libertà di coscienza e di religione (cf. EMCC 62)» (n. 34; i nn. 35-37 sono ugualmente importanti come pure quelli concernenti il ruolo dei mezzi di comunicazione sociale: nn. 51-52). Si poteva trovare il testo sul website
www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/migrants/index
7) cf. A. MARCHETTO, Chiesa e Migranti. La mia battaglia per una sola famiglia umana. Intervista di Marco Roncalli, Ed. La Scuola, Brescia 2010. IDEM, Mondialiser la Solidaritè: Banque de Développement du Conseil de l’Europe, La Cohésion sociale condition de la croissance ? Les actes du 50éme anniversaire du CEB, Paris 2006, pp. 44-45.
finale, in questi termini: «È importante garantire l’educazione delle nuove generazioni, proprio perché la scuola gioca un ruolo fondamentale per vincere il conflitto dell’ignoranza dei pregiudizi e per conoscere correttamente e obiettivamente la religione altrui, con
un’attenzione speciale alla libertà di coscienza e di religione (cf. EMCC 62)» (n. 34; i nn. 35-37 sono ugualmente importanti come pure quelli concernenti il ruolo dei mezzi di comunicazione sociale: nn. 51-52). Si poteva trovare il testo sul website
www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/migrants/index
7) cf. A. MARCHETTO, Chiesa e Migranti. La mia battaglia per una sola famiglia umana. Intervista di Marco Roncalli, Ed. La Scuola, Brescia 2010. IDEM, Mondialiser la Solidaritè: Banque de Développement du Conseil de l’Europe, La Cohésion sociale condition de la croissance ? Les actes du 50éme anniversaire du CEB, Paris 2006, pp. 44-45.
8) cf. i Commenti a EMCC in People on the Move XXXVII (98, 2005), pp. 23-125; Lezioni di Agostino Marchetto: People on the Move XXXVIII (101, 2006), pp. 67-112.
9 )Strumenti utili possono essere le seguenti pubblicazioni di “Quaderni Universitari”, EMCC I, II, III, Parte, con i seguenti titoli: “La sollecitudine della Chiesa verso i Migranti”; “Migranti e pastorale di accoglienza”; “Artisans d’une pastorale de communion”, LEV, Città del
Vaticano 2005-2006. Cf. pure la lettera circolare congiunta per la Formation des Futures Pretres et Diacres Permanents, con la Congregazione per l’Educazione Cattolica, e la lettera agli Ordinaires Diocésains sur la Pastorale de la Mobilité Humaine, con la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in People on the Move XXXVII (99, 2005) pp. 101-123; 193-204.
9 )Strumenti utili possono essere le seguenti pubblicazioni di “Quaderni Universitari”, EMCC I, II, III, Parte, con i seguenti titoli: “La sollecitudine della Chiesa verso i Migranti”; “Migranti e pastorale di accoglienza”; “Artisans d’une pastorale de communion”, LEV, Città del
Vaticano 2005-2006. Cf. pure la lettera circolare congiunta per la Formation des Futures Pretres et Diacres Permanents, con la Congregazione per l’Educazione Cattolica, e la lettera agli Ordinaires Diocésains sur la Pastorale de la Mobilité Humaine, con la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in People on the Move XXXVII (99, 2005) pp. 101-123; 193-204.
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Finalmente è desiderabile “cercare di procurare l’assistenza religiosa, in forma organizzata, da
parte di sacerdoti dalla lingua e cultura e dal rito degli immigrati, con scelta della figura giuridica più confacente, tra quelle previste del CJC e dal CCEO” (EMCC n. 50).
parte di sacerdoti dalla lingua e cultura e dal rito degli immigrati, con scelta della figura giuridica più confacente, tra quelle previste del CJC e dal CCEO” (EMCC n. 50).
Per una nuova evangelizzazione, con dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso9)
9) Le raccomandazioni pastorali dell’Istruzione, in fin dei conti, mantengono lo sguardo della
Chiesa orientato verso una nuova evangelizzazione, passando per le tappe importanti
dell’accoglienza, della solidarietà (cf. EMCC, nn. 39-43) e della comunione (cf. EMCC n. 37; 98-99). Vi si trova altresì un fermo impegno per il dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso (cf.EMCC n. 100), legato ai temi del pluralismo etnico e dell’inculturazione della fede, e sui quali viene a manifestarsi una nuova opportunità per la vita e la missione della chiesa in questo inizio del III millennio (EMCC nn. 34-36).
In questa prospettiva la nostra Istruzione apprende il fenomeno migratorio attraverso la griglia che costituisce la storia della salvezza come “segno dei tempi” e “sfida” (prima parte). Poi descrive una pastorale dell’accoglienza (seconda parte) che raggiunge lo sviluppo della riflessione per una pastorale di comunione, grazie agli artigiani di questa pastorale (III parte) e alle strutture di pastorale missionaria (IV parte).
“Disposizioni giuridiche, pastorali” aggiornate concludono l’Istruzione richiamando, con un
linguaggio appropriato, compiti, incombenze e ruoli degli Operatori pastorali e dei vari Organismi ecclesiali proposti alla pastorale migratoria” (EMCC, Presentazione) con lo scopo di renderla il più adattata possibile alle attuali esigenze dei migranti e alle prevedibili future prospettive”(10)
Chiesa orientato verso una nuova evangelizzazione, passando per le tappe importanti
dell’accoglienza, della solidarietà (cf. EMCC, nn. 39-43) e della comunione (cf. EMCC n. 37; 98-99). Vi si trova altresì un fermo impegno per il dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso (cf.EMCC n. 100), legato ai temi del pluralismo etnico e dell’inculturazione della fede, e sui quali viene a manifestarsi una nuova opportunità per la vita e la missione della chiesa in questo inizio del III millennio (EMCC nn. 34-36).
In questa prospettiva la nostra Istruzione apprende il fenomeno migratorio attraverso la griglia che costituisce la storia della salvezza come “segno dei tempi” e “sfida” (prima parte). Poi descrive una pastorale dell’accoglienza (seconda parte) che raggiunge lo sviluppo della riflessione per una pastorale di comunione, grazie agli artigiani di questa pastorale (III parte) e alle strutture di pastorale missionaria (IV parte).
“Disposizioni giuridiche, pastorali” aggiornate concludono l’Istruzione richiamando, con un
linguaggio appropriato, compiti, incombenze e ruoli degli Operatori pastorali e dei vari Organismi ecclesiali proposti alla pastorale migratoria” (EMCC, Presentazione) con lo scopo di renderla il più adattata possibile alle attuali esigenze dei migranti e alle prevedibili future prospettive”(10)
Un terreno fertile per le "Sementi del Verbo"
10) Per concludere, potrebbe essere illuminante per noi guardare le migrazioni – quelle composte da chi arriva o parte – come una preparazione evangelica, prendendo in considerazione il fatto che attraverso la inevitabile mobilità di donne e uomini, di bambini e anziani, con le loro risorse umane e culturali, potrebbe, nascere un nuovo Kairos, e con ciò intendo un terreno fertile dove seminare l’Evangelo, e dove si dovrebbe scoprire la presenza dei “Semina verbi” (“Sementi del Verbo”: EMCC N. 96). Si tratta dunque di nuove opportunità “salvifiche poiché lo straniero è «il messaggero di Dio che sorprende e rompe la regolarità e la logica della vita quotidiana, portando vicino chi è lontano. Nello straniero la Chiesa vede il Cristo che “pianta la sua tenda in mezzo a noi” (cf. Giov. 1,14) e che bussa alla nostra porta” (cf. Ap. 3, 10). Questo incontro – fatto d’attenzione e di condivisione, di solidarietà e di tutela di diritti dei migranti e di impegno di evangelizzazione – è il riflesso della sollecitudine costante della Chiesa, che scopre in essi, nei migranti, valori autentici e che li rende una grande ricchezza umana» (cf. EMCC 11 e anche n. 34), contributo possibile nel rapporto di amicizia tra “Religione e Popoli”, il tema che ci ha qui raccolti quest’anno. Grazie!
NOTA
10) Per una breve analisi e riflessioni sulle diverse parti dell’Istruzione v. le Lezioni di A. Marchetto già citate sopra alla Nota N. 8.