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bimbo-downBUENOS AIRES, 14. "L'Argentina è oppressa dalla minaccia del totalitarismo, che cerca di imporre leggi immorali e contrarie al bene comune come quello relativo alla depenalizzazione dell'aborto". Lo ha affermato l'arcivescovo di La Plata, monsignor Héctor Rubén Aguer, durante una celebrazione eucaristica nella basilica di San Ponciano. Il presule ha avvertito che "il Paese non può permettersi questo" e ha sottolineato che "non tutte le azioni e le decisioni di un Governo democratico rispettano i diritti umani. Il diritto alla vita del bambino che deve nascere, nell'ambito della famiglia, è inviolabile. Questo orizzonte inquietante di totalitarismo - ha aggiunto - si profila come una vera e propria minaccia per il popolo argentino, se i governi e i legislatori, senza alcun timore di Dio, continuano a imporre decisioni, invece di approvare leggi che rispettano la morale, la vita e la dignità della persona". Nella sua omelia il presule ha osservato che "ci sono potenti che si lasciano vincere dalla vanità e dall'arroganza, non temono Dio e cadono negli eccessi di potere. Tale tentazione non è esclusiva delle monarchie assolute, ma anche delle moderne repubbliche". Monsignor Aguer ha sottolineato che la società di oggi ha bisogno di un'etica del potere, un fondamento di onestà e responsabilità per garantire l'effettivo orientamento del potere al bene comune e al rispetto delle regole che ne impediscano l'affievolimento. "Se il possesso di un potere non è determinato dalla responsabilità morale e dal rispetto della persona - ha aggiunto il presule - corrode le qualità umane di coloro che lo esercitano. La validità della forma repubblicana di governo, che richiede virtù civiche e sociali, radicate sia nei governanti sia nei cittadini, non risolve automaticamente il problema etico dell'esercizio del potere. Anche sotto la formalità repubblicana - ha concluso - il governo può nascondere forme di dispotismo". A supporto di quanto affermato dall'arcivescovo, numerose organizzazioni pro-vita in collaborazione con il consiglio dell'ordine dei medici cattolici hanno organizzato, mercoledì scorso, una manifestazione di protesta in difesa dei nascituri e contro l'aborto. Secondo i promotori, al centro della pressione ideologica, c'è una premessa: il bambino non nato paga con la sua vita l'egoismo e lo pseudo-benessere dei grandi. Questa si può a ragione chiamare una "militanza di morte". La manifestazione si è svolta in concomitanza della relazione di Luz Patricia Mejía alla "Commissione interamericana dei diritti umani". Mejía, relatrice per l'Argentina all'Onu, è la promotrice della cosiddetta "salute sessuale e riproduttiva" che comprende tra le ipotesi il sostegno alla depenalizzazione dell'aborto.

(©L'Osservatore Romano 15 luglio 2011)