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Può una città diventare "laboratorio" di politiche locali family friendly? Può il benessere di una collettività ruotare, grazie a scelte coraggiose e proposte innovative, intorno alla famiglia? La risposta è sì, e il caso di Parma, come di altre città di media grandezza, è lì a dimostrarlo: buone pratiche che semplificano la vita ai nuclei con bambini, servizi efficienti e improntati alla logica della sussidiarietà. Nella pratica: contributi economici sui consumi delle utenze per le famiglie numerose, borse di studio per l'acquisto di libri, centri gioco pomeridiani per adulti e bambini, sostegni economici a chi decide di accudire in casa il figlio fino al primo anno di vita, aiuti ai nuclei monogenitoriali...: di questo e molto altro si nutrono le politiche familiari locali del Comune, che sulla risorsa-famiglia ha deciso di investire in modo chiaro e lungimirante, anche con la creazione di una Agenzia per la famiglia, che a livello di governo cittadino studia e propone progetti innovativi. E proprio Parma sarà teatro, venerdì 21 novembre, di un convegno promosso dall'Agenzia per la famiglia, dal Forum nazionale delle associazioni familiari, in collaborazione col Centro internazionale di studi della famiglia di Milano. Il titolo è eloquente: "La sfida di una città a misura di famiglia. Politiche locali e welfare sussidiario". Francesco Belletti, sociologo, direttore del Cisf e relatore al convegno, spiega le due premesse: «Primo: la famiglia è una risorsa insostituibile per la società. Secondo: l'ambito degli enti locali è il più adatto per azioni di welfare a misura di famiglia».

Nel sistema Italia si configura, secondo Belletti, sempre più il ruolo dei Comuni come «primo luogo del buon governo», con «responsabilità crescenti sulle condizioni di vita delle persone». Obiettivo che non può prescindere dalle condizioni delle famiglie. Di qui la necessità di instaurare «un'alleanza con le famiglie, come è stato realizzato a Parma», dove la parola chiave è sussidiarietà, a indicare «la centralità del Comune come soggetto capace di promuovere la famiglie a partner», in un movimento che coinvolge anche le altre forze sociali.

Un processo, questo, che non esonera da un doveroso «realismo di fronte alle sfide che la società pone»: la crisi economica, che sta provocando difficoltà e che richiede attenzione al costo della vita, delle tariffe, dei servizi; i problemi della casa e del lavoro, particolarmente critici per le giovani coppie; la questione educativa; i bisogni di cura delle persone fragili dentro le famiglie, quali i disabili o gli anziani. Perché se è vero, come ribadisce Belletti, che «la famiglia svolge una funzione insostituibile, è anche vero che è affaticata.

Occorre pertanto investire sui servizi domiciliari, dando sostegno alle famiglie che svolgono il servizio di cura».

Promotore del convegno parmigiano, anche il Forum nazionale delle associazioni familiari, da tempo impegnato in una duplice missione, come spiega il presidente Giuseppe Barbaro: «Quello culturale, per diffondere la consapevolezza della soggettività sociale della famiglia e quello politico per ottenere il riconoscimento delle istituzioni». Impegno quindicennale, durante il quale è nata una collaborazione col Comune di Parma: «Una sorta di scommessa per verificare la possibilità di tradurre l'impostazione culturale, peraltro condivisa, in scelte politiche, per la famiglia, ma soprattutto con la famiglia». Non per niente, a Parma «sono nate l'Agenzia per le famiglie e la Consulta delle associazioni familiari, per cui le politiche si attuano insieme».

Un autentico "laboratorio", che Barbaro si augura possa fare scuola in modo che «altre amministrazioni comunali realizzino le stesse buone pratiche». Nel convegno di Parma, tra l'altro, nascerà il Network europeo delle Città per la famiglia, un luogo di dibattito e di confronto permanente con altre realtà che vogliono vivere la stessa sfida.

«L'istituzione a Parma di un'Agenzia per la famiglia - commenta Cecilia Maria Greci, delegata del sindaco - è una scelta politica forte dell'amministrazione e rappresenta un salto di qualità, perché prevede investimenti significativi per garantire anche ai giovani le sicurezze di base che permettano loro di scegliere questo progetto di vita. Investimenti non a spot, ma a lungo termine: per incoraggiare e sostenere i giovani, occorre coinvolgere tutti i soggetti sociali perché, in una logica sussidiaria, portino il loro contributo». In primis le famiglie, che «svolgono competenze importanti al loro interno e che sono chiamate a condividerlo anche all'esterno».

L'obiettivo da realizzare: «Far sì che il benessere della comunità cresca attorno alla famiglia, per aiutare la famiglia ad esprimere al meglio quello che sa fare». E, constatato che «la più grossa povertà è quella delle relazioni - sottolinea Greci -, il mio impegno è quello di portare sul territorio progetti di comunità, per ricreare le relazioni che aiutano a far emergere le risorse della famiglia». In questo quadro si inserisce il convegno, «finalizzato a favorire l'incontro tra persone e realtà diverse, dalle amministrazioni alle aziende all'associazionismo, per condividere esperienze e farci portavoce delle famiglie, che hanno competenze che sfuggono all'amministratore».

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