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fame-e-profittoNon è tollerabile lo "scandalo" della fame in un mondo dove un terzo della produzione alimentare "è indisponibile a causa di perdite e di sprechi sempre più ampi". La denuncia viene da Papa Francesco, che in un messaggio inviato al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, in occasione della giornata mondiale dell'alimentazione, invoca un cambio di mentalità di fronte alla tragedia "nella quale vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini". Una tragedia che per il Pontefice non va affrontata secondo la logica occasionale dell'emergenza ma come "un problema che interpella la nostra coscienza personale e sociale" ed esige "una soluzione giusta e duratura".
Per questo il vescovo di Roma chiede di superare atteggiamenti di indifferenza o assuefazione e di "abbattere con decisione le barriere dell'individualismo, della chiusura in se stessi, della schiavitù del profitto a tutti i costi", per "ripensare e rinnovare i nostri sistemi alimentari". Va sconfitta, in particolare, "la logica dello sfruttamento selvaggio del creato" - si legge nel messaggio letto dall'osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l'arcivescovo Luigi Travaglino, nel corso della cerimonia svoltasi mercoledì mattina, 16 ottobre, presso la sede dell'organizzazione a Roma - attraverso l'"impegno di coltivare e custodire l'ambiente e le sue risorse per garantire la sicurezza alimentare e per camminare verso una nutrizione sufficiente e sana per tutti".
Ricordando che "i nostri genitori ci educavano al valore di quello che riceviamo e che abbiamo, considerato come dono prezioso di Dio", Papa Francesco esorta tutti a un serio esame di coscienza "sulla necessità di modificare concretamente i nostri stili di vita" alimentari, segnati troppo spesso "da consumismo, spreco e sperpero di alimenti". E torna a mettere in guardia contro le conseguenze della "cultura dello scarto", che sacrifica "uomini e donne agli idoli del profitto e del consumo", e della "globalizzazione dell'indifferenza", che "ci fa lentamente "abituare" alla sofferenza dell'altro, quasi fosse normale". Il problema della fame, in sostanza, non è solo economico o scientifico ma anche e soprattutto etico e antropologico. "Educarci alla solidarietà - avverte perciò il Pontefice - significa educarci all'umanità" e impegnarsi per edificare una società che abbia "al centro sempre la persona e la sua dignità".

(©L'Osservatore Romano 17 ottobre 2013)

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE 2013