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vaticano-1.jpgUn augurio e un incoraggiamento per i nuovi compiti che sono chiamati a svolgere è stato rivolto dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, all'arcivescovo Renato Boccardo, al vescovo Giorgio Corbellini e all'arcivescovo Carlo Maria Viganò, nel corso dell'incontro svoltosi venerdì pomeriggio, 18 settembre, nel cortile della Pigna dei Musei Vaticani. Una cerimonia di congedo per Boccardo - che lascia il Governatorato, dove dal 2005 era segretario generale, per l'arcidiocesi di Spoleto-Norcia - e di festa per Corbellini e Viganò:  il primo unisce la carica di vice-segretario generale del Governatorato a quella di presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica; il secondo, dopo aver svolto dal 1998 il compito di delegato per le Rappresentanze Pontificie in Segreteria di Stato, succede a monsignor Boccardo come segretario generale del Governatorato.  Alla presenza del cardinale Giovanni Lajolo, presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato, il segretario di Stato ha rivolto un saluto ai tre presuli, sottolineando per ciascuno le caratteristiche specifiche dei nuovi incarichi. Dell'arcivescovo Boccardo ha ricordato i lunghi anni in cui "ha servito la Santa Sede e la Chiesa in una varietà di dicasteri e di incarichi, mettendo a profitto la sua creatività, la sua fantasia, il suo zelo, il suo impulso apostolico". Adesso, come arcivescovo di Spoleto-Norcia - "un centro assolutamente prestigioso dal punto di vista storico, culturale e spirituale" ha rilevato Bertone - avrà due importanti riferimenti:  san Benedetto da Norcia e santa Rita da Cascia. Grazie al loro aiuto, egli potrà svolgere il suo ministero pastorale "mettendo al servizio di questa Chiesa locale - ha aggiunto il porporato - e della Chiesa italiana, come membro della Conferenza episcopale, i suoi carismi, le sue doti, le sue qualità".
Salutando poi il vescovo Corbellini, il segretario di Stato ne ha richiamato "il servizio specializzato e competente" svolto presso la Pontificia Commissione per l'interpretazione autentica del Codice di Diritto Canonico - oggi Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi - e nel Governatorato come vice segretario generale. "Conosce tutti i regolamenti e gli statuti - ha rimarcato - e potrà assolvere a questo nuovo compito con straordinaria competenza e con quel tratto che lo caratterizza".
Infine, riferendosi all'arcivescovo Viganò, che è stato "primo collaboratore della Segreteria di Stato come delegato per le Rappresentanze Pontificie", Bertone si è detto certo che "con la sua competenza nella conoscenza della Curia romana e di tutti i ruoli nei distinti compiti e con la conoscenza anch'egli degli statuti, regolamenti, costituzioni apostoliche che reggono la legislazione vaticana, potrà fare dello Stato, cooperando con il presidente Lajolo e con la Commissione cardinalizia, un modello di buon governo". Buon governo - ha auspicato - che si sviluppi "in tutte le propaggini dello Stato".
Infine, il segretario di Stato ha espresso ai tre presuli gli auguri di buon lavoro "con l'aiuto dei santi Pietro e Paolo, di san Benedetto e di santa Rita da Cascia:  anche noi abbiamo dei problemi che sembrano impossibili a risolversi, ma con l'aiuto dall'alto - si è augurato - possiamo riuscire a risolvere anche questi".
Nel corso della cerimonia anche il cardinale Lajolo ha voluto salutare i tre presuli. "È comprensibile che un sacerdote, un vescovo - ha detto a monsignor Boccardo - si senta più incline all'attività direttamente pastorale che non a quella d'un ufficio, pur se pastoralmente animato qual è il Governatorato. Il Pontefice ha ritenuto di valorizzare tale forte inclinazione affidandole l'arcidiocesi di Spoleto-Norcia:  una sede di antica cultura cristiana, ma sempre giovane nei suoi fermenti religiosi". A monsignor Corbellini il proporato ha assicurato che in questi pochi anni della propria presidenza ha sempre trovato in lui un consigliere sicuro e un perito in questioni giuridiche, che definirebbe "senza voler pregiudicare alcuna prerogativa pontificia:  infallibile".
E all'arcivescovo Viganò ha espresso la sua stima, ricordando gli anni di lavoro comune in Segreteria di Stato. "Già ora - ha aggiunto - nel breve periodo trascorso dall'inizio del suo servizio presso il Governatorato, ho potuto apprezzarne, oltre la competenza specifica in diverse questioni, la prudenza e la lungimiranza. Sono sicuro - ha concluso - che il Governatorato, istituzioni e persone, potrà molto avvantaggiarsi dalla sua presenza".
All'incontro erano presenti, tra gli altri, i cardinali Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, Re, Tauran, Sandri, Farina, Marchisano, Martínez Somalo, Etchegaray, Coppa, Law, Vithayathil; gli arcivescovi Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, Bertello, nunzio apostolico in Italia; i monsignori Wells, assessore della segreteria di Stato, Balestrero, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, e Nwachukwu, capo del protocollo. Insieme con loro, hanno partecipato alla cerimonia numerosi arcivescovi, vescovi e prelati. Tra gli altri, erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano, Gianni Letta, e il direttore del nostro giornale, Giovanni Maria Vian.

(©L'Osservatore Romano - 20 settembre 2009)