L’omicidio di Charlie Kirk, reo di dibattere secondo le sue idee, quelle di un uomo di 31 anni che lascia una moglie e due figli piccoli, si aggiunge alla scia di violenza, guerra e miseria che ci abita intorno. Questa orrore è dipinto plasticamente negli occhi di Iryna Zarutska, la 23enne ucraina barbaramente accoltellata lo scorso 22 agosto su di una metro a Charlotte da un 34enne afroamericano già fermato 14 volte dalla polizia per reati vari. Una barbara uccisione chissà perché semi oscurata dai media e oggi tornata prepotentemente alla ribalta grazie al video integrale pubblicato sul web (quello che vedete nella foto di apertura è un frame di questo video). Lo sguardo di Iryna ormai ferita che guarda il suo aggressore che passa di fianco a lei è quello in cui è descritto l’orrore di fronte al male. Di fronte all’orrore che ci abita intorno. Quanti sguardi così nell’inferno di Gaza, in Ucraina, in Camerun, in Nigeria, in Myanmar, solo per citare alcuni pezzi di quella che papa Francesco aveva ben descritto come terza guerra mondiale in atto. E quanti sguardi così nelle strade delle nostre città preda di violenze insulse. Quanti sguardi così. Ma il male ha un nome, così come l’unica pace possibile lo ha.
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