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bimbo-di-colore-fameDegrado ambientale e scarsità di risorse idriche minacciano la produzione alimentare

 ROMA, 29. Il diffuso degrado ambientale e la sempre crescente scarsità di terre e risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare nel mondo, minacciando la possibilità di sfamare una popolazione mondiale che, entro il 2050, raggiungerà i nove miliardi di persone. Lo sottolinea il Rapporto sullo stato mondiale delle risorse idriche e fondiarie per l'alimentazione e l'agricoltura pubblicato ieri a Roma dalla Fao.
Nel documento si rileva che, sebbene nell'ultimo mezzo secolo sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, "in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende". Nessuna regione è immune: ecosistemi a rischio si trovano in ogni parte del mondo, dalle montagne della Cordigliera andina alle steppe dell'Asia centrale, dal bacino fluviale del Murray-Darling al centro degli Stati Uniti. Si prevede, inoltre, che il cambiamento climatico andrà sempre più ad alterare le condizioni meteorologiche in termini di temperature, precipitazioni e portata dei fiumi, dalle quali dipende la produzione alimentare mondiale.
Di conseguenza, afferma il rapporto, la sfida di fornire cibo a sufficienza ad un pianeta sempre più affamato non è mai stata tanto grande, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, dove più scarsi sono terre fertili, nutrienti del suolo e risorse idriche.
"Il rapporto - ha dichiarato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf - evidenzia come l'impatto complessivo di tutte queste pressioni e le conseguenti trasformazioni in campo agricolo hanno esposto alcuni sistemi produttivi al rischio di un crollo della loro integrità ambientale e della loro capacità produttiva. Questi sistemi a rischio potrebbero semplicemente non essere in grado di contribuire come previsto a soddisfare i bisogni della popolazione mondiale di qui al 2050".
Tra il 1961 e il 2009, la superficie mondiale coltivata si è estesa del 12 per cento, ma la produzione agricola è cresciuta del 150 per cento, grazie a un notevole aumento dei raccolti delle colture principali. Ma uno dei segnali d'allarme è il fatto che i tassi di crescita della produzione agricola sono andati rallentando in molte zone, perché molte aree hanno ormai quasi raggiunto i limiti della loro capacità produttiva.

(©L'Osservatore Romano 30 novembre 2011)