poter garantire e promuovere il suo insostituibile ruolo e contributo per il bene comune della società. "Se si concedesse un riconoscimento legale - ammoniscono i vescovi - alle unioni tra persone dello stesso sesso, o si ponessero su un piano giuridico analogo a quello del matrimonio e della famiglia, lo Stato si porrebbe in contraddizione con i suoi doveri in quanto altererebbe i principi del diritto naturale e l'ordinamento pubblico della società argentina". I vescovi affermano che la "differenza non è sinonimo di discriminazione", in quanto "la natura non fa discriminazioni quando ci fa maschio o femmina". Così pure "il nostro codice civile non discrimina quando richiede la condizione di essere maschio e femmina per il matrimonio, riconosce solo una realtà naturale". Le situazioni giuridiche di reciproco interesse tra persone dello stesso sesso - evidenziano i presuli - possono essere "sufficientemente tutelate dal diritto comune".
L'essere umano è creato a immagine di Dio. "Questa immagine - sottolineano i presuli - si riflette non soltanto nei singoli, ma è proiettata sulla complementarità e reciprocità dell'uomo e della donna, nella loro comune dignità e indissolubile unità, sempre chiamata matrimonio nelle società e culture del mondo. Il matrimonio è il modo di vivere che caratterizza una comunione unica tra persone, in esso si attua pienamente l'esercizio della funzione sessuale umana, si realizzano la complementarità e la reciprocità tra i sessi, la ricchezza della loro mirabile fertilità. Il matrimonio è un dono della creazione".
L'unione di persone dello stesso sesso manca di elementi biologici e antropologici del matrimonio e della famiglia. "È assente - ribadiscono i presuli argentini - la dimensione coniugale e di apertura alla trasmissione della vita. Al contrario, il matrimonio e la famiglia, ospita le nuove generazioni di uomini, è dinamico alveo di vita. Fin dal loro concepimento, i bambini hanno il diritto inalienabile di sviluppare all'interno delle loro madri e di nascere e crescere nell'alveo naturale del matrimonio. Nella vita familiare e nel rapporto con il padre e la madre, i bambini scoprono la propria identità, si formano nella personalità e raggiungere l'autonomia personale".
I vescovi rivolgono anche un appello "alla coscienza dei legislatori affinché, nel decidere una questione di tale gravità, tengano conto di queste verità fondamentali, per il bene del Paese e delle generazioni future".
"In questo clima di Pasqua, e all'avvio dei sei anni 2010-2016 di celebrazioni per il Bicentenario dell'indipendenza del Paese - conclude il documento della Conferenza episcopale argentina - invitiamo i nostri fedeli a pregare intensamente Dio nostro Signore perché illumini i nostri leader e specialmente i legislatori. Vi chiediamo, inoltre, di non esitare a parlare in difesa e per la promozione dei grandi valori che hanno forgiato la nostra Nazione e sono la speranza della Patria".
(©L'Osservatore Romano - 22 aprile 2010)