Lunedì 15 luglio si è tenuto il primo incontro della rinnovata assemblea dell’Osservatorio nazionale sulla Famiglia, l’organismo istituito presso la Presidenza del Consiglio, che dovrà accompagnare l’attuazione del Piano nazionale di politiche per la Famiglia, approvato dal governo il 12 giugno 2012. Nell’assemblea è presente anche il Forum delle associazioni familiari con una delegazione composta dal presidente Francesco Belletti e dai due vicepresidenti, Gianna Savaris e Roberto Bolzonaro.
All’interno dell’Osservatorio opera anche un Comitato tecnico scientifico presieduto dal prof. Stefano Zamagni, economista e già presidente dell’Authority per il Terzo Settore.
In questa assemblea, afferma Belletti, abbiamo riscontrato tante luci, ma anche qualche ombra. Da parte nostra abbiamo avanzato alcune richieste urgenti, che fin da subito vogliamo comunicare non solo nel dibattito interno dell’Osservatorio, ma a tutto il Paese.
Luci e ombre
In primo luogo c’è la soddisfazione di vedere finalmente operativo un organismo che è stato prezioso, nell’elaborazione del Piano nazionale per la famiglia, soprattutto prima e dopo la Conferenza nazionale della Famiglia di Milano, nel novembre 2010. Il Dipartimento ha dato una buona impressione, nella sua componente tecnico-amministrativa, e la voglia di fare “presto e bene” sembra molto promettente. Inoltre, la delega per la famiglia è rimasta in capo al Presidente del Consiglio, Enrico Letta, il che è un dato certamente positivo, sembra documentare la consapevolezza che la famiglia non è un tema di nicchia, ma dimensione strategica delle politiche di governo. Però questo esige che la famiglia possa inserirsi nell’agenda del premier, o perlomeno che la responsabilità politica nei confronti della famiglia venga costantemente rappresentata e difesa, all’interno del governo, ma anche nel lavoro quotidiano dell’Osservatorio. Purtroppo il sottosegretario alla presidenza, Filippo Patroni Griffi, dopo un breve saluto, si è dovuto assentare… Non è un bell’inizio.
Ma qualche altro aspetto positivo va sottolineato, pur con qualche incertezza: ad esempio, il prof. Zamagni ha prospettato un lavoro, nei prossimi mesi, che dovrà essere concentrato su scelte concrete, su azioni specifiche: ha parlato di “progetti”, e non di generici obiettivi. Inoltre è all’orizzonte una nuova Conferenza nazionale sulla famiglia, che potrà sicuramente essere una grande occasione per riportare l’attenzione di tutto il Paese proprio sulla condizione reale delle famiglie italiane. Però, proprio a questo proposito, si è discusso delle date, e la proposta di organizzare la conferenza entro novembre – dicembre di quest’anno è stata valutata con una certa diffidenza, da noi per primi, ma anche da altre forze sociali e politiche. In effetti in così poco tempo ci pare difficile costruire quel lungo e preziosissimo – anche se faticoso – percorso di dialogo, coprogettazione e confronto tra governo, enti locali, associazionismo familiare, terzo settore, imprese, sindacati, che tanto aveva contribuito alla qualità dei lavori delle due precedenti Conferenze (Firenze 2007 e Milano 2010, ricordo).
Il rischio di questa fretta è di non poter condividere le scelte su contenuti, relatori, argomenti, metodo, progetti innovativi, e di costruire così una Conferenza solo del governo, con poco dialogo con tutti gli altri attori sociali, organizzando così un evento “sulla” famiglia, anziché “insieme” alla famiglia.
Il futuro lavoro dell’Osservatorio
Intanto è stata fissato un nuovo appuntamento, indicativamente all’inizio di settembre, per poter discutere il programma e i contenuti della Conferenza nazionale, su una prima proposta che verrà elaborata dal Comitato Tecnico Scientifico nelle prossime settimane, e che ogni membro dell’Assemblea potrà commentare ed integrare. Questo ci pare molto importante e positivo, in vista di una maggiore condivisione e concretezza del progetto della Conferenza. Del resto, noi per primi, come associazioni familiari, non vogliamo certo partecipare a eventi celebrativi vuoti e formali, che non incidono sulle concrete decisioni del governo e della pubblica amministrazione a tutti i livelli.
Per questo abbiamo sostenuto – insieme ad altre parti sociali - che sarà fondamentale introdurre alcune modalità di sperimentazione della “valutazione di impatto familiare” delle azioni di politica familiare, sia per valutare con grande cura le conseguenze delle innovazioni (ad esempio il nuovo ISEE, che sicuramente avrà un forte impatto sulle famiglie, ma di cui vorremmo verificare puntualmente se di segno positivo o negativo), sia per individuare e riprodurre le numerose buone pratiche innovative family friendly, che in tante parti del Paese comunque si stanno costruendo, nonostante la crisi.
Le richieste delle famiglie
Quattro punti ci consentiranno di capire se questo nuovo inizio sarà davvero concreto.
1) La richiesta più importante che abbiamo avanzato all’assemblea e che è stata raccolta anche da altri, è che un responsabile politico della compagine governativa partecipi con continuità alle riunioni dell’Assemblea dell’Osservatorio. Sia il ministro Rosi Bindi che il sottosegretario Carlo Giovanardi erano sempre presenti, e così anche il ministro Andrea Riccardi, nell’unica sua convocazione. Ci aspettiamo analoga attenzione e puntuale presenza anche dal governo Letta.
2) Ci aspettiamo poi che la ragione prevalga e che la Conferenza nazionale della famiglia venga spostata dal prossimo autunno alla primavera del 2014. Solo così potremo contribuire seriamente, come abbiamo sempre fatto, alla programmazione e ai lavori. Altrimenti si rischierà la solita passerella di ministri. In questo modo potrebbe anche diventare l’evento di apertura dell’Anno internazionale della famiglia (a trent’anni dal primo), collegando questo evento anche all’imminente semestre di Presidenza italiana della Ue.
3) Abbiamo peraltro già chiesto, nell’assemblea, che in occasione dell’Anno internazionale il governo stesso possa ufficializzare anche in Italia la celebrazione della Giornata internazionale della famiglia, ogni 15 maggio.
4) Ultimo, ma primo per priorità, chiediamo con forza – come abbiamo già detto nell’incontro dell’Assemblea - che le necessarie misure fiscali a favore della famiglia, vengano reintrodotte a pieno titolo nel Piano nazionale sulla famiglia. In particolare chiediamo di avviare l’attuazione del FattoreFamiglia, inopinatamente cancellato un anno fa, in occasione dell’approvazione definitiva, dopo che la Conferenza di Milano l’aveva ampiamente condiviso.
La ripresa dei lavori è stato un ottimo segnale di partenza: ma, come per tutte le partenze, la loro bontà si vedrà dall’arrivo!
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